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    Home » Politica » Brexit, Soros lancia una campagna per ripetere il referendum

    Brexit, Soros lancia una campagna per ripetere il referendum

    Il miliardario e filantropo George Soros ha annunciato di voler salvare il Regno Unito "dall'immenso danno” che la separazione arrecherebbe al Paese portando nuovamente i cittadini britannici alle urne entro un anno

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    30 Maggio 2018
    in Politica
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    Bruxelles – Il miliardario e filantropo George Soros ha annunciato di voler salvare il Regno Unito dall’ “immenso danno” che la Brexit arrecherebbe al Paese e ha lanciato una campagna per la ripetizione del referendum entro un anno.

    Il creatore della Open Society Foundation, si affianca così a un movimento trasversale che attraversa da mesi la società britannica e che ha l’obiettivo, sinora solo vagheggiato, di portare i cittadini a esprimersi nuovamente sul divorzio dall’Ue, alla luce delle difficoltà che le conseguenze della Brexit hanno lasciato nel frattempo intravedere.

    L’ottantasettenne Soros, ungherese di origine e naturalizzato statunitense, ha affermato che la prospettiva un divorzio prolungato da Bruxelles potrebbe offrire un “margine convincente” per far capire ai britannici che è nel loro interesse mantenere la membership europea.

    Il ragionamento ricorda un po’ quello, forse più maldestro, usato lo stesso giorno dal Commissario al Bilancio Ue Oettinger, per convincere gli italiani a prendere atto della reazione dei mercati alla situazione italiana come spunto di riflessione per non votare movimenti populisti alle prossime – non si sa quanto imminenti –  elezioni

    Soros ha lanciato la campagna di Best Britain – già sostenuta, a quanto sembra, da milioni di euro in donazioni – martedì a Parigi, spiegando alla platea che far cambiare idea ai britannici sarebbe in libea con lo “spirito rivoluzionario” dei tempi.

    Best for Britain aveva già, qualche mese fa, spinto i parlamentari di Londra a convincere Theresa May a un voto sull’accordo finale per il ritiro dall’Ue e, adesso, ha spiegato Soros alla platea parigina, punta a coinvolgere gli elettori britannici e Bruxelles sul fatto che Londra debba rimanere nell’Unione.

    Soros ha dichiarato: “La Brexit è un processo immensamente dannoso, dannoso per entrambe le parti … Il divorzio sarà un lungo” e “probabilmente richiederà più di cinque anni. Cinque anni sono un’eternità in politica, specialmente in tempi rivoluzionari come il presente”.

    “Alla fine, spetta al popolo britannico decidere cosa vuole fare. Sarebbe comunque meglio se arrivassero a una decisione prima piuttosto che dopo. Questo è l’obiettivo di un’iniziativa chiamata Best for Britain, che appoggio”.

    “Best for Britain ha combattuto per” un voto “parlamentare significativo che include l’opzione di non lasciare affatto l’Unione. Ciò andrebbe bene per la Gran Bretagna, ma renderebbe anche l’Europa un grande servizio annullando la Brexit e non creando un buco difficile da colmare nel bilancio europeo”.

    “Ma il pubblico britannico deve esprimere il proprio sostegno con un margine convincente per essere preso sul serio dall’Europa. Questo è quello su cui Best for Britain punta a coinvolgere l’elettorato”

    Soros ha poi annunciato che un manifesto della campagna di Best for Britain verrà pubblicato nei prossimi giorni.

    Prendendo spunto dalla prospettiva di disastri finanziari che si stanno materializzando per via della situazione politica italiana, il filantropo ha tuttavia spiegato che “l’Ue è in una crisi esistenziale” e che rischia di dirigersi verso un’altra grave crisi finanziaria innescata dall’austerità e dai partiti politici populisti intenti a far esplodere il blocco.

    E’ per questo motivo, ha aggiunto Soros, che è giunto il momento per l’Unione di riformarsi  e preparare il terreno per il Regno Unito che rimane all’interno del blocco.

    “Il motivo economico per rimanere un membro dell’UE è forte, ma ci vorrà del tempo perché affondi”, ha detto Soros. “Durante questo periodo l’UE ha bisogno di trasformarsi in un’associazione che paesi come la Gran Bretagna vorrebbero aderire, al fine di rafforzare il caso politico.”

    “Tale Europa differirebbe dagli accordi attuali in due aspetti chiave. Innanzitutto, distinguerebbe chiaramente tra l’Unione europea e l’eurozona. In secondo luogo, riconoscerebbe che l’euro ha molti problemi irrisolti” che non devono far si che “distruggere l’Unione europea ” sia permesso. 

    I commenti da parte britannica non hanno tardato ad arrivare.

    “Davvero Signor Soros? Quindi cosa ha significato il 23 giugno 2016?”, ha detto Nigel Farage eurodeputato e leader dell’euroscettico UK Independence Party, all’emittente radiofonica brutannica Lbc, commentando l’iniziativa del filantropo.

    “Non ne voglio un altro (di referendum) ma se viene forzato allora ti sconfiggeremo ancora, e questa volta con un margine molto più ampio”, ha aggiunto Farage.

    “Perché i Remainers, Soros e (Gina) Miller pensano che sia giusto utilizzare milioni di sterline per rovesciare un voto democratico, calpestando i diritti di 17,4 milioni di persone?”, si è chiesta la deputata britannica conservatrice pro-Brexit Andrea Jenkyns.

    Tags: Best for BritainbrexitfarageOpen Society FoundationreferendumSoros

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