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Gli eurodeputati italiani: il Consiglio approvi la riforma di Dublino il 28 giugno

Gli eurodeputati italiani: il Consiglio approvi la riforma di Dublino il 28 giugno

Elly Schlein ha puntato il dito contro i leader europei per la loro inerzia, mentre Laura Agea ha detto che è giunto il momento che Macron e Merkel mantengano le promesse di aiutare l'Italia sui migranti

Bruxelles – Gli eurodeputati italiani premono perché il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno approvi la riforma del regolamento di Dublino votata dal Parlamento europeo.

L’europarlamentare di Possibile Elly Schlein, relatrice della riforma del regolamento di Dublino per il gruppo dei Socialisti e Democratici, ha invitato il Consiglio a prendere esempio dal Parlamento europeo che, dopo un lungo negoziato, “ha votato con la maggioranza storica dei due terzi la cancellazione del criterio del primo Paese di accesso, per sostituirlo con il ricollocamento automatico dei richiedenti asilo”. Inoltre Schlein ha rivolto un duro attacco ai governi europei, incolpandoli di perseguire una linea politica orientata all’egoismo e all’inerzia che tiene in ostaggio l’Unione e “ha aperto le porte al rigurgito nazionalista e fascista nei nostri Paesi”. Schlein ha concluso intimando al Presidente francese Emmanuel Macron e alla Cancelliera tedesca Angela Merkel di sostenere la riforma di Dublino del Parlamento per evitare che il loro europeismo rimanga solo di facciata e ha rimproverato i governi dei Paesi di Visegard perché “non si possono volere solo i benefici di far parte di un’Unione, senza mai condividere le responsabilità che ne derivano”. L’europarlamentare di Possibile ha anche definito il governo italiano come vigliacco, in quanto “la battaglia si fa in Consiglio e non sulla pelle delle persone in mare”.

“Al vertice Ue di giugno dovete dare qualche risposta concreta alla questione immigrazione. Volete prendere una decisione o volete aspettare che tutti i governi populisti come quello italiano facciano una campagna elettorale permanente senza un minimo di civiltà e senza un minimo di valori prendendo in ostaggio le vite delle persone del Mediterraneo?”. E’ l’accorato appello ai Governi europei, e anche alla Commissione, lanciato da Patrizia Toia, capodelegazione del Pd, intervenendo nel dibattito del Parlamento europeo sul summit Ue del 28 e 29 giugno. “Noi chiederemo che il governo italiano rispetti i valori europei, però è necessario che l’Europa riprenda l’iniziativa a partire dalla nostra proposta di riforma del regolamento di Dublino bloccata dai Paesi dell’Est”.

L’europarlamentare di Forza Italia e vicepresidente del Partito popolare europeo Lara Comi ha dichiarato che “Salvini avrà il nostro sostegno se andrà a Bruxelles a chiedere al Consiglio di approvare al più presto la riforma di Dublino votata dall’Europarlamento”. “La vicenda Aquarius”, ha proseguito Comi, “può essere finalmente l’occasione per accelerare le operazioni sulla riforma di Dublino, quindi non si perda tempo visto che la riforma può essere decisa dal Consiglio dei ministri dell’Interno dei 28 anche a maggioranza qualificata”.

La capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo Laura Agea, rappresentante di un partito che inizialmente aveva votato contro la riforma di Dublino in seno al Parlamento, ha dichiarato che “l’Italia ha già dato, accogliendo ben 624.689 migranti dal 2014 al 2017”. “E’ giunto il momento”, ha aggiunto Agea, “che i leader europei, Merkel e Macron in primis, tengano fede alle loro promesse di aiutare l’Italia sui migranti, anche perché adesso il nuovo governo del cambiamento non tollererà ulteriori esitazioni”. “Ci auguriamo che la Francia collabori con l’Italia in Consiglio per raggiungere un compromesso che archivi il criterio di Paese di primo arrivo e applichi la solidarietà sancita dai Trattati con ricollocamenti automatici ed obbligatori dei migranti sbarcati in Italia”, ha concluso la capodelegazione dei 5 Stelle all’Europarlamento.

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