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Ryanair contro la Francia sugli scioperi dei controllori di volo: la Commissione intervenga

Ryanair contro la Francia sugli scioperi dei controllori di volo: la Commissione intervenga

Gli scioperi hanno reso il 2018 l'anno peggiore nella storia del traffico aereo con conseguenze gravi su turismo e passeggeri. Commissione Ue: la questione non ci riguarda ma sosteniamo il diritto di sciopero

Bruxelles – “Le proteste dei controllori di volo nel 2018 sono aumentate del 300% rispetto al 2017, causando 24 giorni di sciopero, 5.000 cancellazioni, ritardi quadruplicati rispetto a un anno fa per una perdita in sette anni di oltre 13 miliardi di euro e disagi patiti da quasi 800.000 passeggeri che hanno contribuito a rendere il 2018 l’anno peggiore nella storia del traffico aereo”. Lo rende noto un comunicato rilasciato oggi da Ryanair sulla scia di accuse di inefficienza agli operatori di volo mosse dall’Airlines for Europe (A4E), un’organizzazione internazionale che raggruppa le principali compagnie aeree europee, compresa Ryanair, Air France, Klm, EasyJet, Lufthansa e Iag (British-Iberia), che chiede interventi molto decisi da parte dell’Ue. Secondo A4E “le proteste, soprattutto in Francia, stanno mettendo a rischio il settore, perciò proponiamo l’introduzione di un periodo obbligatorio di notifica individuale di 72 ore per i dipendenti che intendono scioperare, la protezione dei sorvoli e una garanzia sui servizi minimi da fornire”.

Willie Wash, amministratore delegato di Iag, ha dichiarato che “Iag e Ryanair hanno intenzione di presentare una denuncia alla Commissione europea perché gli scioperi dei controllori di volo stanno distruggendo il traffico aereo europeo e rappresentano una minaccia gravissima per i consumatori e il nostro settore, compreso il turismo e l’economia di Paesi come Italia e Spagna, mete del turismo estivo”. “I continui scioperi del personale Atc”, ha proseguito Wash, “soprattutto in Francia e in particolare a Marsiglia, hanno un peso sproporzionato su quelle compagnie aeree che volano da Barcellona poiché controllano i voli della maggior parte dello spazio aereo del Mediterraneo, quindi l’Ue deve agire ora per proteggere i rischi dei consumatori e prevenire danni a lungo termine per le economie europee”.

A Wash fa eco l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary, il quale ha affermato che “queste continue interruzioni sono inaccettabili, perciò chiediamo ai governi degli Stati membri e alla Commissione europea di intraprendere azioni urgenti e decisive per garantire che i controllori di volo non compromettano il traffico aereo a causa di personale insufficiente a soddisfare il numero di voli programmati”.

La protesta congiunta dei vertici di Iag e Ryanair è rivolta in particolare anche al governo francese. “Riteniamo che la mancata protezione del traffico aereo in Francia cosistuisca una violazione del diritto dell’Unione europea, perciò, a tal proposito, chiediamo al governo francese di adottare misure adeguate a tutela di tutti i nostri passeggeri alla vigilia dell’affollata stagione turistica estiva”, ha sostenuto l’amministratore delegato di A4E Thomas Reynaert. Le compagnie aeree di A4E hanno anche lanciato una petizione online che può essere firmata dai fruitori dei servizi aerei che verrà presentata alle autorità di competenza dell’Ue entro la fine del 2018.

Sulla questione dell’impatto degli scioperi degli operatori di volo francesi sul traffico aereo e sul settore turistico dei Paesi membri coinvolti, il portavoce della Commissione europea per i Trasporti e l’ambiente Enrico Brivio ha oggi affermato che “non è una questione di competenza dell’Ue e della Commissione, l’accusa di violazione del diritto europeo dovrebbe essere rivolta alla Francia”. “Sebbene la protezione del traffico aereo costituisca una priorità per noi, sosteniamo il sacrosanto diritto di sciopero per i lavoratori, compresi gli operatori aeroportuali che supervisionano il traffico aereo”, ha concluso Brivio.

Sono settimane calde per il trasporto aereo in Europa, come confermato dall’opinione espressa da diverse compagnie del Vecchio Continente, in particolare Ryanair, Iag e Adria Arways secondo cui i “900 milioni di euro di prestito ad Alitalia sono da considerarsi aiuti di Stato illeciti in un’economia di mercato”. Queste compagnie aeree stanno incalzando la Commissione europea a stabilire il prima possibile se i 900 milioni di euro di prestito ad Alitalia da parte dello Stato italiano siano da considerarsi o meno aiuti di Stato illeciti. Secondo varie indiscrezioni, in questi giorni la maggior parte dei funzionari degli uffici della Direzione generale Concorrenza guidati dalla commissaria Margrethe Vestager sarebbero orientati a ritenere il prestito ad Alitalia un aiuto di Stato illegale. Dunque la Commissione sarebbe orientata a dare ragione a Iag e Ryanair e torto al governo italiano. Tuttavia, il governo del Bel Paese replica dicendo che “i 900 milioni rispettano il principio dell’aiuto una tantum, in quanto l’attuale Alitalia non ha ricevuto in passato alcun aiuto per il salvataggio o la ristrutturazione”. Le norme comunitarie stabiliscono che la regola ‘una volta, ultima volta’ si possa applicare in un arco temporale di dieci anni, e Alitalia, secondo l’il governo, infatti, è una società in discontinuità economica con la precedente che aveva ricevuto aiuti nel 2008. Su questo punto la Commissione è ancora divisa, ma dall’esecutivo europeo fanno sapere che, per ritenerla una vera discontinuità, non sia sufficiente soltanto il cambio del nome.

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