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I leader europei rinnovano le sanzioni contro la Russia

I leader europei rinnovano le sanzioni contro la Russia

Il rinnovo per sei mesi è arrivato nonostante le pressanti richieste italiane di alleggerire le misure che l'Ue ha imposto a Mosca per l'invasione della Crimea e la violazione degli accordi di Minsk

Bruxelles – Nonostante le pressanti richieste italiane di alleggerire le sanzioni contro la Russia,  i leader Ue hanno deciso all’alba del 29 giugno di estendere le misure per altri sei mesi – fino a gennaio 2019 – per il mancato rispetto di Mosca degli accordi di Minsk.

“I leader europei si sono accordati sull’estensione delle sanzioni economiche contro la Russia per sei mesi”, si legge in un tweet del Consiglio, che non ha pubblicato conclusioni in merito.

A quanto si apprende, durante il summit la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron hanno informato rapidamente i leader dei Paesi europei sullo stato di attuazione degli accordi di Minsk – e del cessate il fuoco.

Secondo una fonte informata dei fatti, nel corso della riunione è stato rilevato che non ci sono stati cambiamenti e che “quindi le sanzioni sono prolungare e il regime sanzionatorio rimane immutato”. “Quasi nessuno”, dei leader europei, ha aggiunto la fonte, “si è opposto alla mossa”,

Le sanzioni erano state imposte in seguito all’invasione russa della Crimea e alle reiterate violazioni del cessate il fuoco previsto dagli accordi di Minsk, il patto siglato nel 2015 nella capitale bielorussa, che, però, non è mai stato mai completamente rispettato da nessuna delle due parti.

Il rinnovo risulta in una parziale sconfitta per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che puntava a un alleggerimento delle sanzioni, da mettere in atto attraverso un ripristino dei finanziamenti della Banca europea degli investimenti (Bei) per le piccole e medie imprese russe con una componente civile.

“Riaffermeremo il principio che non debba esserci nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni” aveva detto Conte durante il Consiglio. “Sul punto occorre molta cautela, le sanzioni sono un mezzo, non costituiscono un fine”.

“Continueremo quindi a prestare grande attenzione al sostegno della società civile russa, e grande attenzione anche agli interessi delle nostre imprese piccole e medie che sono coinvolte nelle relazioni commerciali”, aveva aggiunto Conte.

Nei giorni precedenti il vertice europeo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini criticato le sanzioni, auspicandone un ritiro – una posizione reiterata nel tempo – e definendole “inutili e nocive” anche se, aveva ammesso Salvini, in Europa “siamo soli contro il mondo”.

La “decisione politica di estendere le sanzioni contro l’aggressore è stata presa a Bruxelles. Sono profondamente grato a tutti i nostri amici nell’Ue per l’indistruttibile unità e solidarietà con l’Ucraina”, ha scritto il presidente ucraino Pietro Poroshenko in un tweet.

Poroshenko ha sottolineato la sua gratitudine a “Merkel e Macron per la puntuale valutazione della situazione nel Donbass” e della “chiara responsabilità del Cremlino nel non attenersi agli accordi di Minsk”.

“L’estensione delle sanzioni alla Russia è un segnale” del fatto che “l’Europa rimane unita, determinata e forte”, ha scritto il capogruppo dell’Epp Manfred Weber, tirando un sospiro di sollievo.

“Le misure di coercizione minano i Paesi vulnerabli” escludendoli “dall’economica globale” ha commentato il senatore russo, ex-ambasciatore negli Stati Uniti, Sergey Kislyak, critico della decisione.

Nella dichiarazione finale della prima giornata del vertice, i leader europei hanno anche ribadito il loro “sostegno pieno” per una risoluzione delle Nazioni Unite relativa all’abbattimento, avvenuto nel 2014, dell’aereo Mh17 sull’Ucraina orientale, in seguito al quale oltre 200 persone hanno perso la vita.

Secondo un’inchiesta ufficiale, la responsabilità è della Russia, che avrebbe utilizzato un sistema missilistico “Buk” collocato in una base militare. Mosca ha tuttavia sempre negato ogni responsabilità.

La dichiarazione dei leader invita la Russia ad “accettare le proprie responsabilità e cooperare pienamente con tutti gli sforzi per stabilire verità, giustizia e responsabilità” in risposta all’incidente.

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