Bruxelles – La buona notizia è che i numeri diminuiscono, ma in Europa si muore ancora tanto per propria mano. Tra il 2014 e il 2015 (ultimi dati disponibili) in tutto il territorio dell’Ue si contano 1.488 suicidi in meno, ma nel complesso i casi di morte volontaria auto-procurata sono oltre 56mila. A compiere il gesto estremo soprattutto uomini. Secondo i dati Eurostat, praticamente otto casi di suicidio su dieci (77%) riguardano cittadini europei di sesso maschile.
Nessuno è immune dal male di vivere. In termini assoluti sono Germania (10.166), Francia (9.154) e Polonia (5.420) gli Stati membri dell’Ue dove più ci si toglie la vita, seguiti da Regno Unito (4.681) e Italia (3.989). Malta (38), Cipro (40) e Lussemburgo (65) gli Stati membri dove invece ci si suicida meno.
In termini percentuali la classifica cambia notevolmente. Il tasso di suicidi per 100mila abitanti vede il suo valore più alto in Lituania (30), Slovenia (21), Lettonia e Ungheria (entrambe con 19). Cipro (4), Grecia (5) e Italia (6) gli Stati membri con il tasso minore di suicidi nell’Ue, segno che forse ricchezza economica non è sinonimo di felicità.




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