- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 29 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » La solitudine dei sovranisti

    La solitudine dei sovranisti

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    9 Ottobre 2018
    in Editoriali
    L'Aula del Parlamento europeo a Strasburgo

    L'Aula del Parlamento europeo a Strasburgo

    Chiamiamoli sovranisti, accomuniamoli ai “populisti”, ai “nazionalisti”, agli “antiUnione”, ai “democratici illiberali”. Sono cose diverse, storie politiche diverse, alcune più vicine alla democrazia come intesa in senso tradizionale, altre molto meno, ma in comune hanno soprattutto una cosa, prima ancora di voler rivoluzionare l’Unione europea: sono forze politiche del “prima noi”. “Prima gli italiani”, “Prima i francesi”, “Prima gli ungheresi”, “Prima i catalani” e via dicendo, su varie scale di organizzazione democratica.

    I più interessanti sono quelli che hanno in mente una nuova forma di democrazia, quella del “popolo che è sovrano” che viene tradotto in “noi rappresentiamo e interpretiamo la volontà del popolo e dunque la realizziamo, senza confrontarci con altri poteri o altre rappresentanze”. E’ vero, anche la Costituzione italiana riconosce la sovranità del popolo, specificando che “la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. La prescrizione è evidente, al di là di quel che afferma una costituzione che può essere modificata, il principio di base che la nostra Carta prescrive e che non può essere modificato è che la sovranità la si esercita secondo delle regole (“forme e limiti”) che devono esserci e non impossessandosi arbitrariamente del potere, neanche da parte della maggioranza del “popolo”. Ma questo è un altro discorso, sebbene sia utile tenere a mente tutto l’articolo 1 della Costituzione e non solo qualche parola.

    Dunque le forze che si oppongono, spesso anche con qualche ragione fondata, ai partiti tradizionali per lo più mettono al centro della propria azione politica l’interesse dei propri concittadini. E’ giusto, è dovere di ogni governo occuparsi del benessere del proprio popolo, ma da nessuna parte è scritto che questo possa avvenire a discapito di altri ed anzi, le norme europee prevedono che i cittadini dell’Unione siano trattati praticamente sempre come i propri concittadini, e che le scelte che fanno i Paesi dell’Ue siano sempre improntate a migliorare il benessere collettivo, di tutti. Tanto che la Gran Bretagna, per evitare di avere troppi italiani, polacchi, rumeni, portoghesi o francesi che vanno a stabilirsi nell’Isola, ha dovuto decidere di lasciare l’Unione. Sbagliano, avranno un futuro disastroso, ma pensano di avere (in realtà hanno avuto in passato) la forza di stare da soli.

    Dunque ognuno mette sé stesso prima, il che di fatto impedisce di stringere alleanze vere, “assi” con altri, se non su singoli, specifici temi sui quali esiste un immediato interesse comune.

    Per questo ieri l’incontro tra Matteo Salvini e Marine Le Pen è stato più una sorta di canto del cigno dell’unione europea dei “sovranisti”, e non il punto di partenza di un’onda lunga che travolgerà la vecchia politica (o la nuova di Macron). Perché queste forze non possono, proprio no, stare strutturalmente insieme. Non possono neanche arrivare a indicare un loro candidato comune alla presidenza della Commissione europea prima delle elezioni, nella forma dello spitzenkandidat, perché, a livello europeo, non esiste un “Partito dei sovranisti”, come esiste un “partito popolare” o un “Partito socialista” o un “partito dei Verdi”.

    Non esiste perché non può esistere, su larga scala, perché ognuno ha interessi contrastanti da difendere rispetto ai suoi potenziali alleati. Ad esempio, l’imprescindibile Orban, campione del sovranismo al governo da 15 anni, e non da 15 settimane come Salvini, da una parte ha lasciato a piedi l’amico leghista sul fronte migranti, perché, come scrivemmo, ha interessi totalmente divergenti da quelli italiani, ma poi Orban sta nel Ppe, e dunque lì dentro farà valere il suo peso, e forse neanche dopo elezioni forse pure disastrose (ma non lo saranno) per i popolari lascerà il più grande partito europeo, ma cercherà piuttosto di condizionarlo, su basi molto diverse che la considerazione dell’allenza con la Lega italiana.

    Quindi l’annuncio dell’alleanza europea Salvini l’ha fatto con Marine Le Pen, che è una perdente. Di successo, ma perdente. Nonostante anni di allenamento, di presenza elettorale, di presenze in Tv, nonostante una presidenza della Repubblica disastrosa come quella di Hollande, è riuscita a perdere contro uno che ha messo su un partito nel giro di qualche mese, che non ha una storia politica paragonabile alla sua. Semplicemente i francesi, fino ad oggi, non l’hanno voluta.

    Ed allora è lei che va da Salvini, alla riunione di un sindacato minore (nel senso di piccolo) in una stanzetta, per dire che hanno un radioso futuro insieme e che avranno candidati comuni “se possibile”, precisa Salvini. Contenuti zero in sostanza, un accordo non c’è, quando gli altri grandi partiti europei hanno già i loro candidati per l’appuntamento di maggio 2019.

    Non di meno questi partiti che accomuniamo (arbitrariamente ma per semplicità) sotto il nome di “sovranisti” avranno un successo alle prossime elezioni europee. Non vinceranno, non saranno maggioranza, dicono i sondaggi, ma di certo indeboliranno l’attuale maggioranza e costringeranno i partiti “tradizionali” a nuovi patti tra loro se vorranno continuare a guidare, per quanto sarà possibile, le istituzioni europee. Ricordiamo che la Commissione è composta da membri scelti dagli Stati, non da altri, e dunque ogni governo può imporre un po’ chi vuole, e lì l’effetto dei governi “sovranisti” si sentirà inevitabilmente.

    Il fatto è però che queste nuove forze non saranno in grado di rinnovare l’Unione, se non nel senso di farne qualcosa di nuovo, ma molto meno funzionante, in ogni senso.

    Che interessi in comune hanno, per tornare all’esempio che ci è più noto, Italia e Ungheria intesi come Stati sovrani, e non come partner di una comunità a 27, che ad esempio ha regole di bilancio comuni? Non hanno in comune la moneta, l’Italia ha 60 milioni di abitanti e l’Ungheria 10, l’Italia ha un Pil che gira, nelle migliori ipotesi, attorno all’1% e l’Ungheria supera abbondantemente il 4% (grazie ai trasferimenti dell’Ue, mentre l’Italia è un contributore netto), l’Italia è un approdo facile per i migranti mentre l’Ungheria è una fortezza. L’Italia è ancora una democrazia “tradizionale”, l’Ungheria sta perdendo i connotati della democraticità…

    Non faranno l’interesse dei loro cittadini non per mancanza di volontà, ma perché non riusciranno a trovare una politica da condividere, se non su piccole cose. E con le piccole cose non si fanno crescere grandi (o piccoli) Paesi.

    Tags: commissione europeaelezioni europeeEmmanuel MacronMarine Le Penmatteo salviniparlamento europeopopulistisovranistispitzenkandidatviktor orban

    Ti potrebbe piacere anche

    Incendi in Francia. Spurce: Imagoeconomica
    Politica

    Incendi, PD: “Sfida europea, convocare riunione urgente tra Commissione e Paesi più colpiti”

    28 Luglio 2026
    Benjamin Netanyahu
    Politica Estera

    Grecia, Italia e Francia consentono il passaggio aereo al ricercato Netanyahu, critiche dall’UE

    28 Luglio 2026
    Innovazione - laboratori - imprese - UE
    Net & Tech

    La Commissione UE apre i suoi laboratori alle imprese per accelerare l’innovazione

    28 Luglio 2026
    Il ministro degli Esteri, Antonio Tajni, al consiglio Affari esteri [Lussemburgo, 21 aprile 2026]. Fonte: Consiglio UE
    Difesa e Sicurezza

    Difesa, alla fine l’Italia dice ‘sì’ ai prestiti SAFE. Tajani: “Chiederemo 14,9 miliardi entro fine anno”

    28 Luglio 2026
    incendio. Crediti: Matt Palmer via Imagoeconomica
    Cronaca

    Spagna e Francia in fiamme, Lahbib: “Una corsa contro il tempo, lavoriamo senza sosta”

    27 Luglio 2026
    PIAZZA UMBERTO  PRIDE  2026  CORTEO   CARTELLO  SIMBOLO   AMNESTY  INTERNATIONAL
Fonte: Imagoeconomica
    Diritti

    La strage del Pride di Berlino radicalizza le frange estremiste della destra europea

    27 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    [foto: imagoeconomica]

    Dal conflitto in Iran inflazione da shock dell’offerta, su cui la BCE può poco

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Luglio 2026

    Gli esperti dell'Eurotower: "L'aumento dei prezzi attualmente in corso causato da sviluppi che sono in gran parte al di fuori...

    Trasporti - clima - calore - Europa

    Trasporti UE sempre più vulnerabili al clima estremo: entro il 2050 ondate di calore fino a 30 volte più frequenti

    di Annachiara Magenta annacmag
    29 Luglio 2026

    È quanto emerge dallo studio guidato dalla Vrije Universiteit Brussel (VUB), che ha analizzato l'esposizione di strade, ferrovie, porti, vie...

    Donald Trump

    L’UE teme le interferenze degli Stati Uniti nelle elezioni europee

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Luglio 2026

    Le preoccupazioni sollevate in Parlamento europeo da Fabio De Masi (NI). La Commissione non lo esclude, e si dice pronta...

    Gas - stoccaggi

    Gli stoccaggi di gas in Europa sono ai minimi storici

    di Rodolfo Fabbri @ErreFabbri
    29 Luglio 2026

    Il Paese con il maggiore livello di gas nei depositi è il Portogallo, con un riempimento dell’84 per cento; segue...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione