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L'Ue vieta la pesca elettrica dal giugno 2021
Un battello per la pesca elettrica all'opera nelle acque olandesi. (Foto, Parlamento europeo)

L'Ue vieta la pesca elettrica dal giugno 2021

Sarà totalmente vietata ai pescherecci dell'UE in tutte le acque che visiteranno, anche al di fuori dell'Unione. BLOOM festeggia, ma Affronte spiega che “essere riusciti a garantire lo stop alla pesca con impulsi elettrici è un risultato che non credo sia compensato da un dossier che è pieno di lacune"

Bruxelles – Ieri notte, a Strasburgo, i negoziatori che rappresentano le tre istituzioni europee (Parlamento, Consiglio e Commissione) hanno raggiunto un accordo sull’uso dell’elettricità nel regolamento “Misure tecniche” per la pesca: quella “elettrica” sarà totalmente vietata ai pescherecci dell’UE in tutte le acque che visiteranno, anche al di fuori dell’UE, entro il 30 giugno 2021. L’accordo verrà votato in Plenaria in una delle prossime sedute.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla organizzazione BLOOM, che, come ricorda Claire Nouvian , fondatrice del gruppo di pressione in una nota, “nel 2017, quando iniziammo la campagna in Parlamento tutti i gruppi politici tranne uno (il GUE / NGL) accettavano il principio della pesca elettrica, i pescatori artigianali non avevano più alcuna speranza di vederlo bandito e il dibattito riguardava anche la sua massiccia espansione in Europa”.

Fino al 2021 i pescherecci già dotati di elettricità potranno continuare a utilizzare le deroghe loro fornite dal 2007, vale a dire entro il limite del 5% delle flotte pescherecce degli Stati membri. Non è però possibile concedere nuove esenzioni. Inoltre, l’accordo politico che è stato raggiunto chiarisce che la ricerca scientifica deve essere rigorosamente controllata con un numero limitato di imbarcazioni (a sei) ed è necessaria una convalida da parte dell’organismo scientifico della Commissione europea (Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca).

Marco Affronte, europarlamentare del gruppo europeo Verdi-ALE, non è però pienamente soddisfatto dell’esito del trilogo. “È un dossier enorme, importantissimo e pieno di possibili ripercussioni – positive o negative – sui mari europei e sulla pesca. È questo il motivo per cui è sempre stato rimandato. È infatti questa la terza legislatura che tenta di approvarlo. È anche questo il motivo per cui ridurre questo dossier a un referendum pro o contro la pesca elettrica è ridicolo e controproducente”.

Secondo Affronte “essere riusciti a garantire lo stop alla pesca con impulsi elettrici a partire dal primo luglio 2021 è un risultato che non credo sia compensato da un dossier che è pieno di lacune e davvero poco attento alla tutela del mare. Sul famoso articolo 4, quello nel quale avremmo dovuto inserire target di cattura numerici per andare incontro agli obiettivi di sostenibilità, non ho sentito altrettante critiche come sulla pesca elettrica e invece era un punto essenziale”. Per il parlamentare verde “senza obiettivi di riduzione delle catture ogni stato membro andrà in ordine sparso, allontanandosi inevitabilmente dalla linea della politica comune di pesca. Credo sia stata un’occasione persa perché dall’Europa venisse un fortissimo segnale di comprensione rispetto all’urgente bisogno di difendere l’ambiente marino”.

“Molte le novità positive anche per la Pesca in Italia dopo la chiusura dell’accordo interistituzionale”. Dichiara invece l’eurodeputata del PD Renata Briano, relatrice per il gruppo S&D. “Più semplificazione – continua Briano – con l’accorpamento di più di 30 regolamenti, una forte regionalizzazione per rispettare le peculiarità di ogni mare e non calare regole dall’alto, una maggiore attenzione alla piccola pesca artigianale e alla ricerca scientifica”.

“Tra queste novità – conclude la parlamentare europea della commissione Pesca – anche il divieto totale della pesca elettrica, praticato oggi nel nord Europa, e ogni Paese membro potrà vietare la pesca elettrica fin da subito entro le 12 miglia.

Secondo Sabine Rosset, direttore di BLOOM, però “un periodo di transizione più di due anni da oggi, è troppo lungo per i pescatori artigianali che hanno subito una concorrenza sleale da parte di navi industriali che pescano illegalmente da anni”.

Nouvian sottolinea che “oggi celebriamo non solo una vittoria per l’ambiente marino e i pescatori artigianali, ma anche una vittoria per i cittadini. Questo risultato ci ricorda che con perseveranza e rigore, un piccolo gruppo di persone motivate e sostenute dall’opinione pubblica può vincere contro un sistema politico-industriale radicalmente ostile”.

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