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Da presidente in TV a vero capo dello Stato: la corsa, in testa, del comico ucraino Zelenskiy
Volodymyr Zelenskiy. A Bruxelles si inizia a ragionare sulla possibilità di candidare il presidente dell'Ucraina per il premio Nobel per la pace

Da presidente in TV a vero capo dello Stato: la corsa, in testa, del comico ucraino Zelenskiy

L'attore interpreta il capo della Repubblica in una fortunata serie, ed ha deciso di trasformare la fiction in realtà

Bruxelles – Dalla finzione televisiva alla realtà. Da presidente della Repubblica sul piccolo schermo a presidente vero, eletto da un voto popolare. In Ucraina il ciclo della politica “non professionale” si chiude in maniera perfetta, e forse preoccupante.

Volodymyr Zelenskiy

Capita che Volodymyr Zelenskiy, un attore comico senza nessuna esperienza politica, sia il popolare protagonista della serie tv “Al servizio del popolo” e sia anche il candidato ampiamente in testa nei sondaggi per le prossime presidenziali del 31 marzo in Ucraina. Zelenskiy, 41 anni, interpreta il ruolo di un insegnante che per caso diventa presidente della Repubblica, ed è caratterizzato dalla sua specchiata onestà. Dallo schermo alla candidatura il passo è stato brevissimo: l’attore ha lanciato un movimento che si chiama come la serie, “Al servizio del popolo”, e si è candidato, trovando un ampio consenso negli elettori/telespettatori, che hanno trovato credibile la sua corsa, immaginandolo come presidente così come è nella serie: onesto, simpatico, uomo del popolo, al servizio del popolo.

Un po’ come se Claudio Bisio dopo il fortunato film del 2013 “Benvenuto Presidente!” avesse deciso di correre per il posto che ora è di Sergio Mattarella. Molto oltre Ronald Reagan, che da attore, dopo anni di ‘gavetta’ divenne presidente degli Stati Uniti. Ma non era un attore che impersonava il presidente.

Secondo alcuni sondaggi, di un paio di settimane fa, Zelenskiy è ampiamente in testa con il 28 per cento delle preferenze sul presidente uscente Petro Poroshenko fermo al 18 e alla terza candidata, l’ex premier Yulia Tymoshenko, ferma al 15. Il ballottaggio è garantito, ma, sembra, anche la vittoria finale, al momento.

“Un volto nuovo, non sono mai stato in politica, provengo da affari puliti, televisione e cinema, penso che le persone mi conoscano molto bene e possano identificarsi in me”, il semplice messaggio che Zelenskiy trasmette è questo, sottolineando che l’uscente Poroshenko corre “per un secondo termine perché non vuole un termine in prigione”.

Il suo programma promette la democrazia diretta, l’impegno a restare in carica per un solo mandato, referendum nazionali su questioni chiave e di levare l’immunità ai parlamentari, ai giudici e, ovviamente, anche al presidente.

Zelenskiy si è dimostrato un bravo imprenditore, la compagnia che ora spopola in televisione era un suo gruppo di ragazzi che è riuscito a portare al successo, ma ci si domanda chi lo finanzi. Alcuni sospettano che alle sue spalle possa esserci Ihor Kolomoiskyi, un thycoon che possiede il canale “1+1”, che trasmette la serie “Al servizio del popolo”, ma su questo, come scrive The Guardian, non ci sono risposte da parte dell’attore.

In Ucraina l’economia si è stabilizzata, ma le disuguaglianze e la corruzione sono ancora in crescita, le utenze domestiche diventano più costose e il ricordo della rivoluzione del 2014 è svanito con l’arresto di alcuni eminenti funzionari per corruzione.

Ma voi, lettori, vi fareste mai operare da George Clooney perché è diventato famoso interpretando il ruolo di un medico in una serie TV?