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    Home » Economia » Italia-Cina, Katainen: L’Iniziativa può essere positiva, ma si devono rispettare le regole UE

    Italia-Cina, Katainen: L’Iniziativa può essere positiva, ma si devono rispettare le regole UE

    "Ad oggi ci sono 13 Paesi dell'Unione che aderiscono. L'importante è restare compatti, e ricordare che se la Cina finanzia dei progetti gli Stati poi devono rimborsarli, non c'è nulla di gratuito". La "Comunicazione congiunta" sui rapporti bilaterali

    Perla Ressese di Perla Ressese
    12 Marzo 2019
    in Economia, Politica
    Jyrki Katainen

    Jyrki Katainen

    Bruxelles – “L’iniziativa potenzialmente può essere positiva, poi se il risultato sarà buono o meno dipende dall’applicazione concreta”. Lo ha detto il vice presidente della Commissione europea Jyrki Katainen rispondendo ad una domanda sui negoziati tra Italia e Cina nel quadro della Belt and road initiative (la “Via della seta”) durante una conferenza stampa a Strasburgo nella quale ha illustrato un documento dell’esecutivo europeo sui rapporto con Pechino.

    “Ad oggi – ha ricordato Katainen – ci sono 13 Paesi dell’Unione che aderiscono all’iniziativa. L’importante è restare compatti e rispettare le nostre regole e ricordare che se la Cina finanzia dei progetti gli Stati poi devono rimborsarli, non c’è nulla di gratuito”.

    Il vice presidente ha poi ricordato che “con la Cina abbiamo una stretta collaborazione, ma tutti devono rendersi conto che abbiamo le nostre regole sulla trasparenza e per la concorrenza, gli appalti devono restare aperti a tutti”.

    L’Unione europea e la Cina si sono impegnate a costruire un partenariato strategico globale, ma in Europa è sempre più diffusa la sensazione che l’equilibrio tra le sfide e le opportunità associate alla Cina si sia modificato. La Commissione europea e l’Alta rappresentante Federica Mogherini hanno dunque adottato oggi una comunicazione congiunta con la quale intendono avviare una discussione per migliorare l’approccio europeo “rendendolo più realistico, assertivo e pluridimensionale”.

    La Cina è al tempo stesso un partner di cooperazione con obiettivi strettamente allineati a quelli dell’UE, un partner di negoziato con cui l’UE deve trovare un equilibrio di interessi, un concorrente economico che ambisce alla leadership tecnologica e un rivale sistemico che promuove modelli di governance alternativi. L’UE sfrutterà i collegamenti tra i diversi ambiti e settori strategici per dare maggiore impulso alla realizzazione dei propri obiettivi. Solo se saranno veramente uniti, l’UE e gli Stati membri potranno conseguire i loro obiettivi in relazione alla Cina.

    La comunicazione congiunta propone 10 azioni come punti di discussione. Sebbene queste azioni siano state definite nell’ambito delle relazioni con la Cina, alcune di esse riguardano la competitività e la sicurezza globali dell’UE. In linea generale, la risposta dell’UE perseguirà tre obiettivi:

    • basandosi su interessi e principi chiaramente definiti, l’UE dovrebbe approfondire il dialogo con la Cina per promuovere gli interessi comuni a livello mondiale;
    • l’UE dovrebbe promuovere attivamente condizioni più equilibrate e reciproche che disciplinino le relazioni economiche;
    • vi sono infine settori in cui, per preservare a lungo termine la propria prosperità, i propri valori e il proprio modello sociale, la stessa UE deve adattarsi alle mutate realtà economiche, potenziare le sue politiche interne e rafforzare la sua base industriale.

    Nello specifico, la Commissione e l’Alta rappresentante invitano il Consiglio europeo ad approvare dieci azioni:

    Azione 1: l’UE intensificherà la cooperazione con la Cina per adempiere alle responsabilità comuni relative ai tre pilastri delle Nazioni Unite: diritti umani, pace e sicurezza, sviluppo.

    Azione 2: per lottare in modo più efficace contro i cambiamenti climatici, l’UE invita la Cina a iniziare a ridurre le sue emissioni entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

    Azione 3: prendendo spunto dalla cooperazione positiva riguardo al piano d’azione congiunto globale per l’Iran, l’UE approfondirà il dialogo con la Cina in materia di pace e sicurezza.

    Azione 4: per salvaguardare il suo interesse nei confronti della stabilità, dello sviluppo economico sostenibile e della buona governance nei paesi partner, l’UE applicherà in modo più rigoroso gli accordi e gli strumenti finanziari bilaterali esistenti e collaborerà con la Cina per seguire gli stessi principi nell’attuare la strategia dell’UE in materia di connessione tra l’Europa e l’Asia.

    Azione 5: per instaurare relazioni economiche più equilibrate e reciproche, l’UE invita la Cina a onorare gli impegni congiunti UE-Cina già esistenti, tra cui la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, specie per quanto riguarda le sovvenzioni e i trasferimenti forzati di tecnologia, e la conclusione di accordi bilaterali sugli investimenti entro il 2020, sulle indicazioni geografiche entro tempi brevi e sulla sicurezza aerea nelle prossime settimane.

    Azione 6: per promuovere la reciprocità e ampliare le opportunità di appalto in Cina, il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero adottare lo strumento per gli appalti internazionali entro la fine del 2019.

    Azione 7: per garantire che si tenga conto non solo del prezzo, ma anche di standard elevati in materia di lavoro e di ambiente, la Commissione pubblicherà entro la metà del 2019 linee guida sulla partecipazione di beni e offerenti stranieri al mercato UE degli appalti. Entro la fine del 2019 la Commissione esaminerà inoltre, insieme agli Stati membri, l’applicazione del quadro attuale per individuarne le lacune.

    Azione 8: per ovviare efficacemente agli effetti distorsivi della proprietà statale e dei finanziamenti pubblici esteri nel mercato interno, la Commissione individuerà entro la fine del 2019 il modo di ovviare alle lacune esistenti nel diritto dell’UE.

    Azione 9: per scongiurare le possibili gravi implicazioni in termini di sicurezza delle infrastrutture digitali critiche, va definito un approccio comune dell’UE alla sicurezza delle reti 5G. Dopo il Consiglio europeo, la Commissione europea pubblicherà una raccomandazione per avviare questo processo.

    Azione 10: per individuare i rischi che gli investimenti esteri nei beni, nelle tecnologie e nelle infrastrutture critiche rappresentano in termini di sicurezza, e migliorare l’informazione in merito, gli Stati membri dovrebbero garantire l’attuazione rapida, integrale ed effettiva del regolamento sul controllo degli investimenti esteri diretti.

    La comunicazione congiunta sarà presentata al Consiglio europeo il 21-22 marzo, mentre il Consiglio Affari esteri del 18 marzo sarà la prima occasione in cui gli Stati membri potranno scambiare opinioni in proposito. Il prossimo vertice UE-Cina è programmato per l’inizio di aprile.

     

    Tags: Belt and road initiativecinacommissione europeainvestimentiitaliaVia della seta

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