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L'Europarlamento vara la nuova Iniziativa dei Cittadini Europei, preoccupazioni nel Movimento 5 Stelle
L'Aula del Parlamento europeo a Strasburgo

L'Europarlamento vara la nuova Iniziativa dei Cittadini Europei, preoccupazioni nel Movimento 5 Stelle

L'UE cerca di migliorare gli strumenti in mano ai cittadini per l'organizzazione delle petizioni per chiedere nuove normative

Bruxelles – Il Parlamento europeo approva le nuove regole per rendere le Iniziative dei cittadini europei più facili e veloci da gestire, ma il Movimento 5 Stelle non è soddisfatto delle misure, ritenute “un passo indietro”.

Con 535 voti favorevoli, 90 contrari e 41 astensioni gli europarlamentari hanno dato il via libera all’introduzione di un nuovo meccanismo che consenta a quanti più cittadini possibili di avviare nuove Iniziative, con l’obiettivo di rafforzare così la democrazia partecipativa che si realizza attraverso una raccolta di firme per porre all’attenzione della Commissione europea un’iniziativa legislativa.

Una volta che il Consiglio avrà completato la procedura di approvazione, il nuovo meccanismo entrerà in funzione a partire dal 1 ° gennaio 2020, e vedrà le autorità nazionali avere il compito di verificare le firme attraverso un campionamento casuale. Come di consueto l’ICE (Iniziativa dei cittadini europei) dovrà rientrare nelle aree di competenza della Commissione per essere approvata, ma questa volta viene lasciata l’opportunità di essere presa in considerazione anche se solo parzialmente in linea con queste.

Una volta che l’iniziativa sarà registrata, il Parlamento potrà organizzare un’audizione pubblica con il coinvolgimento degli organizzatori stessi e la Commissione rilascerà entro sei mesi le sue conclusioni, con le azioni che intende perpetrare dando una spiegazione chiara e dettagliata del perché della sua decisione.

Al fine di rendere il tutto più fruibile alla popolazione europea, ci sarà un nuovo supporto digitale con lo scopo di:

• Istituire e gestire un’iniziativa; gli organizzatori riceveranno una prima comunicazione con su riportate le probabilità che la Commissione approvi la loro registrazione;
• Raccogliere le firme attraverso un servizio online gratuito, in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell’UE e con gli organizzatori in grado di scegliere la data di inizio della loro campagna;
• Dare la possibilità ai cittadini europei di dichiarare il proprio sostegno, indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalla loro nazionalità. Il tutto fornendo meno informazioni personali possibili ai sensi delle norme riportate sul GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati);
• Rimanere informato attraverso degli aggiornamenti continui sulle iniziative, il loro stato e le risposte fornite dalle istituzioni dell’UE;
• Scambiare opinioni tramite un forum online appositamente costruito per i cittadini;
• Garantire che gli organizzatori dell”iniziativa si assumino le loro responsabilità. A questi sarà richiesto di pubblicare tutte le informazioni sui loro finanziamenti nel caso abbiano ricevuto contributi superiori a 500 euro da un singolo sponsor.

Il Movimento però non ci sta e replica: “Anziché potenziare uno strumento che riduce la distanza tra cittadini e Istituzioni europee, con la modifica del Regolamento dell’Iniziativa dei cittadini europei sostanzialmente si compie un grande passo indietro. Sebbene ci siano dei limitati miglioramenti tecnici, le aspettative delle organizzazioni della società civile, che da anni aspettano questa riforma, ne escono frustrate. A perdere sono i cittadini europei, che vengono ancora una volta marginalizzati nel processo decisionale europeo. La montagna ha dunque partorito il topolino”, dicono Eleonora Evi e Fabio Massimo Castaldo, eurodeputati del Movimento 5 Stelle, per i quali questo nuovo metodo impedirebbe agli organizzatori di utilizzare dei sistemi individuali di raccolta delle firme, costringendo gli interessati ad utilizzare una piattaforma “nelle mani dell’Esecutivo comunitario”.

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