Bruxelles – Rintracciare, rimpatriare e reintegrare i bambini ucraini rapiti da Mosca e fare in modo che la Federazione Russa risponda delle sue azioni. È l’obiettivo della riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini che si tiene oggi (11 maggio) a Bruxelles. Per raggiungere lo scopo, la Commissione europea metterà a disposizione 50 milioni di euro, per il supporto al ritorno dei minori.
Secondo le stime riportate dal Consiglio Affari esteri, dall’inizio della guerra in Ucraina, la Federazione russa ha deportato e trasferito oltre 20mila minori ucraini in Russia e nei territori ucraini temporaneamente occupati.
Istituita a Kiev il 2 febbraio 2024, la Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini oggi ha riunito a Bruxelles circa cinquanta rappresentanti, tra Paesi e organizzazioni internazionali. L’obiettivo è coordinare delle misure volte ad aiutare il Governo di Kiev a rintracciare, rimpatriare e reintegrare i bambini, nonché garantire che la Russia risponda delle proprie azioni.
L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, la commissaria all’allargamento, Marta Kos, il ministro degli Affari esteri ucraino, Andrii Sybiha, e la ministra degli Affari esteri canadese, Anita Anand, hanno presieduto la riunione e insieme hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. “Il rapimento di bambini non è casuale. È una politica premeditata russa, un attacco calcolato contro il futuro dell’Ucraina“, ha dichiarato in conferenza stampa Kallas.
Kos ha invece illustrato le misure portate avanti dalla Commissione: “Quasi 50 milioni di euro in totale, che saranno utilizzati per finanziare diverse iniziative“, ha iniziato. “Serviranno a sostenere il sistema di protezione dell’infanzia in Ucraina” perché “ogni bambino rimpatriato dovrebbe avere accesso a un supporto tempestivo, incentrato sul bambino e basato sulla comunità”. E poi “parte dei fondi sarà destinata anche all’educazione della prima infanzia e una parte sarà utilizzata per garantire giustizia a questi bambini”. Mentre “almeno un milione di euro sarà destinato al rafforzamento delle capacità digitali dell’Ucraina, affinché i suoi cittadini possano presentare richieste di risarcimento e, in questo caso, a nome dei bambini rapiti“, ha spiegato.
Sempre oggi, il Consiglio Affari esteri ha deciso di adottare delle sanzioni nei confronti di sedici persone e sette entità responsabili di crimini quali deportazione, assimilazione forzata, adozioni illegali, indottrinamento ed istruzione di stampo militare militarizzata. L’elenco comprende sia funzionari e politici provenienti dai territori illegalmente occupati dalla Russia, istituzioni statali legate al ministero dell’Istruzione russo, campi giovanili e organizzazioni militari. Sybiha ha accolto favorevolmente le sanzioni, ma ha sottolineato che “è necessario aggiornare i meccanismi, inventare nuovi strumenti e garantire un’applicazione concreta delle norme“.
Infine, dalla ministra canadese Anand è arrivato l’invito ai suoi colleghi a partecipare a un vertice ministeriale a Toronto, il 28 e 29 settembre 2026, incentrato sul ritorno, la riabilitazione e il reinserimento non solo dei bambini ucraini rapiti, ma anche dei detenuti e dei prigionieri di guerra.

![Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, con l'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas [Bruxelles, 11 maggio 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/fac-ua-350x250.jpg)









![Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, con l'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas [Bruxelles, 11 maggio 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/fac-ua-120x86.jpg)
