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    Home » Diritti » Dalla Commissione UE 50 milioni per il sostegno al ritorno dei bambini ucraini rapiti da Mosca

    Dalla Commissione UE 50 milioni per il sostegno al ritorno dei bambini ucraini rapiti da Mosca

    UE, Canada e Ucraina si sono riuniti a Bruxelles per coordinare delle misure volte ad aiutare il governo di Kiev a rintracciare, rimpatriare e reintegrare i minori deportati e garantire che la Russia risponda delle proprie azioni

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    11 Maggio 2026
    in Diritti, Politica Estera
    Riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini. Da sinistra a destra l’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, la commissaria all'allargamento, Marta Kos, il ministro degli Affari esteri ucraino, Andrii Sybiha e il ministro degli Affari esteri canadese, Anita Anand. Crediti: Consiglio Unione europea.

    Riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini. Da sinistra a destra l’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, la commissaria all'allargamento, Marta Kos, il ministro degli Affari esteri ucraino, Andrii Sybiha e il ministro degli Affari esteri canadese, Anita Anand. Crediti: Consiglio Unione europea.

    Bruxelles – Rintracciare, rimpatriare e reintegrare i bambini ucraini rapiti da Mosca e fare in modo che la Federazione Russa risponda delle sue azioni. È l’obiettivo della riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini che si tiene oggi (11 maggio) a Bruxelles. Per raggiungere lo scopo, la Commissione europea metterà a disposizione 50 milioni di euro, per il supporto al ritorno dei minori.

    Secondo le stime riportate dal Consiglio Affari esteri, dall’inizio della guerra in Ucraina, la Federazione russa ha deportato e trasferito oltre 20mila minori ucraini in Russia e nei territori ucraini temporaneamente occupati.

    Istituita a Kiev il 2 febbraio 2024, la Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini oggi ha riunito a Bruxelles circa cinquanta rappresentanti, tra Paesi e organizzazioni internazionali. L’obiettivo è coordinare delle misure volte ad aiutare il Governo di Kiev a rintracciare, rimpatriare e reintegrare i bambini, nonché garantire che la Russia risponda delle proprie azioni.

    L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, la commissaria all’allargamento, Marta Kos, il ministro degli Affari esteri ucraino, Andrii Sybiha, e la ministra degli Affari esteri canadese, Anita Anand, hanno presieduto la riunione e insieme hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. “Il rapimento di bambini non è casuale. È una politica premeditata russa, un attacco calcolato contro il futuro dell’Ucraina“, ha dichiarato in conferenza stampa Kallas.

    Kos ha invece illustrato le misure portate avanti dalla Commissione: “Quasi 50 milioni di euro in totale, che saranno utilizzati per finanziare diverse iniziative“, ha iniziato. “Serviranno a sostenere il sistema di protezione dell’infanzia in Ucraina” perché “ogni bambino rimpatriato dovrebbe avere accesso a un supporto tempestivo, incentrato sul bambino e basato sulla comunità”. E poi “parte dei fondi sarà destinata anche all’educazione della prima infanzia e una parte sarà utilizzata per garantire giustizia a questi bambini”. Mentre “almeno un milione di euro sarà destinato al rafforzamento delle capacità digitali dell’Ucraina, affinché i suoi cittadini possano presentare richieste di risarcimento e, in questo caso, a nome dei bambini rapiti“, ha spiegato.

    Sempre oggi, il Consiglio Affari esteri ha deciso di adottare delle sanzioni nei confronti di sedici persone e sette entità responsabili di crimini quali deportazione, assimilazione forzata, adozioni illegali, indottrinamento ed istruzione di stampo militare militarizzata. L’elenco comprende sia funzionari e politici provenienti dai territori illegalmente occupati dalla Russia, istituzioni statali legate al ministero dell’Istruzione russo, campi giovanili e organizzazioni militari. Sybiha ha accolto favorevolmente le sanzioni, ma ha sottolineato che “è necessario aggiornare i meccanismi, inventare nuovi strumenti e garantire un’applicazione concreta delle norme“.

    Infine, dalla ministra canadese Anand è arrivato l’invito ai suoi colleghi a partecipare a un vertice ministeriale a Toronto, il 28 e 29 settembre 2026, incentrato sul ritorno, la riabilitazione e il reinserimento non solo dei bambini ucraini rapiti, ma anche dei detenuti e dei prigionieri di guerra.

    Tags: Canadaconsigliorussiaucrainaue

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