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Veneto: arrivano nuovi fondi dall'Unione Europea per rafforzare i trasporti

Veneto: arrivano nuovi fondi dall'Unione Europea per rafforzare i trasporti

Circa 28 milioni di euro stanziati dalla Commissione per le infrastrutture. Tre i progetti che riceveranno questi benefici

Bruxelles – La Commissione europea approva nuovi piani di finanziamento per tre progetti infrastrutturali che vedranno la luce specialmente nella zona veneta.

Il primo riguarda lo stanziamento di 2 milioni di euro da parte dell’UE (circa il 50% dell’intera somma) per la progettazione di un ponte ferroviario a Venezia, la costruzione di un nuovo snodo ferroviario a Padova, che verrà incluso anche nel corridoio Baltico-Adriatico (implementato nel progetto numero 23 del Trans-European Transport Networks) e la costruzione di un nuovo interporto di smistamento a Verona.

Il secondo progetto, da 19 milioni di euro, anche qui finanziato per metà dall’Unione Europea, servirà all’adeguamento della dorsale ferroviaria tra Verona e Bologna al sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System). Parte del corridoio Scandinavo-Mediterraneo che  attraversa l’intero continente da Nord a Sud, passando per sette Paesi Membri dell’UE (Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Austria, Italia, Malta) e un Paese dell’area economica europea (Norvegia), ha come scopo quello di riuscire ad implementare un sistema di gestione, controllo e protezione del traffico ferroviario omogeneo tra gli Stati membri dell’UE sostituendo le diverse  e non armonizzate strutture attualmente operanti sul continente, per garantire l’interoperabilità dei treni soprattutto sulle nuove reti ferroviarie ad alta velocità.

Ed infine il terzo progetto chiamato “C-roads Italy 2” che ha ricevuto fondi per 6,87 milioni di euro dall’Unione Europea (a fronte dei circa 14 milioni necessari), per l’installazione di nuove tecnologie stradali tra le aree urbane di Verona, Torino e Trento, in particolare per l’installazione dei nuovi sistemi C-ITS, per assicurare l’armonizzazione e l’interoperabilità transfrontaliera tra i diversi paesi membri al fine di avere lo stesso standard usato in tutta l’Unione in vista dell’applicazione delle nuove norme che impongono l’uso di queste tecnologie, utili per la gestione e messa in sicurezza del traffico.

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