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    Home » Economia » In Svizzera il primo hotel di lusso che accetta Bitcoin

    In Svizzera il primo hotel di lusso che accetta Bitcoin

    Se finora sono stati soprattutto i business online a dimostrarsi particolarmente aperti nei confronti delle criptovalute, adesso anche le attività più tradizionali sembrano essere diventate favorevoli a questa innovativa forma di pagamento

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    15 Aprile 2019
    in Economia

    Le criptovalute stanno diventando uno strumento di pagamento sempre più accettato? In un futuro non troppo lontano acquistare Bitcoin potrebbe essere non solo un investimento, ma anche un modo semplice e diffuso per effettuare pagamenti in valuta digitale. Se finora sono stati soprattutto i business online a dimostrarsi particolarmente aperti nei confronti delle criptovalute, adesso anche le attività più tradizionali sembrano essere diventate favorevoli a questa innovativa forma di pagamento.

    Recentemente, l’esclusivo hotel “The Dolder Grand” è diventato la prima struttura ricettiva di lusso in Svizzera ad accettare i Bitcoin per i pagamenti. È stato il resort stesso ad annunciarlo orgogliosamente con tweet ufficiale alla fine di marzo. Il servizio sarà operativo a partire da maggio e permetterà agli ospiti di pagare non solo le camere, ma anche il cibo, le bevande e i servizi termali della struttura. Secondo i responsabili dell’hotel si tratta di una delle maggiori innovazioni nell’industria del turismo negli ultimi anni.

    Una app per semplificare i pagamenti in criptovaluta 

    Il prestigioso hotel a cinque stelle situato sulle colline di Zurigo si avvale di una app, sviluppata dalla azienda del fintech Inacta AG, che permette ai clienti di pagare direttamente dal loro wallet in Bitcoin. Nel progetto è coinvolto anche un altro partner, ovvero l’exchange svizzero Bity, che provvede a convertire il denaro virtuale nella valuta fiat di riferimento, franchi svizzeri in questo caso.

    L’innovazione di questa app è che consente alle attività commerciali che non intendono gestire direttamente i Bitcoin di accettare comunque pagamenti in criptovaluta dai propri clienti avvalendosi di partner affidabili. Questa possibilità rende più facile per i piccoli business abilitare il pagamento in valute digitali e potrebbe aprire la strada ad una adozione massiva di questa forma di pagamento in un futuro a breve termine. Per gli utenti finali, ovviamente, il vantaggio è quello di poter pagare il conto senza la necessità di convertire i propri Bitcoin.

    In Giappone il treno si paga con le criptovalute

    Oltre al resort di Zurigo, in tutto il mondo stanno aumentando le attività che accettano le  criptovalute come normale forma di pagamento. Tra gli annunci più recenti c’è una società  importante come il Japan Railway Group, che gestisce il servizio ferroviario in Giappone trasportando milioni di passeggeri ogni giorno. L’azienda sta pensando di implementare il pagamento con Bitcoin tra le opzioni a disposizione dei viaggiatori per il pagamento.

    Data la grandezza della compagnia, l’idea è quella di sviluppare una vera e propria divisione interna dedicata alle criptovalute, probabilmente un exchange da gestire in collaborazione con una banca locale. Secondo le indiscrezioni, la nuova compagnia potrebbe chiamarsi Decurret e avrebbe già ottenuto una licenza per operare nel paese dalla Financial Services Agency of Japan (FSA).

    Nelle intenzioni di JR Group, il pagamento in Bitcoin sarà integrato all’interno della Sucia Card, la carta per il trasporto pubblico che viene oggi utilizzata dai passeggeri. Si tratta di una carta di pagamento prepagata e ricaricabile che consente di pagare sia servizi che beni. Secondo l’azienda giapponese a marzo sono già state emesse circa 70 carte abilitate al pagamento in criptovaluta.

    Questo dettaglio renderà il pagamento in Bitcoin molto facile per i clienti e potrebbe dimostrarsi un importante stimolo per la diffusione della criptovaluta nel Paese del Sol Levante. Inoltre, creando la propria divisione dedicata alle critpovalute il JR Group sarà in grado di ottenere profitti da una ulteriore fonte sotto forma di commissioni sulle transazioni.

    Tra le criptovalute accettate fin da subito ci sono Bitcoin, Litecoin e Bitcoin cash, mentre in un secondo momento si aggiungerà la criptovalute Ether. Ovviamente tutte le transazioni verranno poi convertite nella valuta fiat, ovvero in Yen.

    Pagare le tasse in Bitcoin? In Canada si può

    Oltre alle aziende, le critpovalute stanno iniziando ad essere accettate anche dalle amministrazioni comunali. Oltre al pionieristico comune svizzero di Zugo – nella cosiddetta Crypto Valley – che accetta già da qualche anno il pagamento delle tasse in criptovaluta, a breve farà la stessa cosa la città di Innisfil. Questa cittadina situata nella regione dell’Ontario ha annunciato il lancio di un progetto che consentirà ai residenti di pagare le proprie tasse sulla proprietà utilizzando le criptovalute.

    Il programma si avvale della collaborazione di Coinberry Pay, un servizio di elaborazione di pagamenti che gestirà le transazioni convertendo le criptovalute in dollari canadesi. A questo  punto la somma dovuta all’amministrazione della città sarà versata nelle casse della municipalità. Il sindaco della città ha annunciato che i suoi concittadini hanno accolto bene questa innovazione, ritenendola una innovazione importante. Negli Stati Uniti non si tratta dell’unico caso, dal momento che anche lo Stato dell’Ohio accetta i pagamenti in Bitcoin, avvalendosi della collaborazione di una terza piattaforma perché per legge può accettare solo dollari americani come valuta per i pagamenti.

    Sebbene i pagamenti in criptovaluta rappresentino solo una piccola percentuale di tutte le transazioni, il trend è decisamente in crescita. In un futuro non troppo lontano potremmo acquistare di tutto utilizzando le criptovalute? Staremo a vedere.

    Tags: Bitcoincriptovalutediffusione

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