Bruxelles – La legislazione europea sul riciclo delle navi non è stata rispettata dall’Italia e da altri 8 Stati Membri. La Commissione europea esorta Cipro, Croazia, Germania, Grecia, Portogallo, Romania, Slovenia e Svezia, oltre alla penisola italiana, ad adempiere l’obbligo di attuare pienamente le norme dell’UE che disciplinano tale materia per render e più ecologico e sicuro il riciclo delle navi.
Per tale mancanza la Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti di questi 9 Stati. Ciò prevede che la Comissione può adire per via legali contro un paese comunitario che non attua il diritto dell’Unione europea, deferendo poi il caso alla Corte di giustizia che, in alcuni casi, può imporre sanzioni pecuniarie.
L’italia, insieme agli altri Stati coinvolti, era tenuta a notificare all’esecutivo comunitario l’adozione delle disposizioni di diritto interno di tali nome Ue entro 31 dicembre 2018 poichè è essenziale che gli Stati membri soddisfino tali imposizioni fondamentali relative alla designazione delle autorità competenti, delle amministrazioni e delle persone di contatto.
L’obiettivo principale è quello di garantire che le navi che si trovano sotto l’autorità dell’UE, in quanto battenti bandiera di uno Stato Membro dell’UE, siano riciclate in modo sicuro e sostenibile. Tuttavia gli Stati Membri indicati non hanno soddisfatto tali obblighi finora, o lo hanno fatto solo parzialmente. Pertanto la Commissione ha deciso di inviare una lettera di messa in mora a ognuno dei Paesi europei indicati sollecitandoli di adempiere a tali obbligazioni, concedendo così due mesi di tempo per rispondere inviando un parere motivato richiesto dalla Commissione stessa.





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