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Il difensore civico chiede accesso alle mail della Commissione UE:

Il difensore civico chiede accesso alle mail della Commissione UE: "Possono essere documenti"

La questione della corrispondenza elettronica nei casi citati da Emily O'Reilly nel suo rapporto. L'esecutivo comunitario è stato invitato a chiarire le regole interne

Bruxelles – Corrispondenza privata e confidenziale o documenti e in quanto tali consultabili? Le mail della Commissione europea sono diventate un caso. In nome della trasparenza, il difensore civico europeo, Emily O’Reilly, ha avviato la riflessione sull’opportunità o meno di rendere accessibile al pubblico la posta elettronica in entrata e uscita dall’esecutivo comunitario, a tutti i livelli. E’ solo uno dei filoni su cui è si è concentrata lo scorso anno, come emerge dal rapporto annuale sull’attività svolta e presentato in Parlamento europeo. Ma certo è un tema più che curioso.

“Un altro caso da chiarire è quando i messaggi di posta elettronica possono essere considerati documenti ai fini delle richieste di accesso ai documenti”, si legge nel rapporto dell’Ombudsman. Nell’aprire il fascicolo, la mediatrice ha chiesto alla Commissione di “definire la sua politica interna per i casi in cui i messaggi di posta elettronica sono considerati documenti”. I documenti sono atti che possono essere consultati, a differenza della corrispondenza privata e di comunicazioni contenenti informazioni sensibili (come ad esempio le questioni di concorrenza). E’ convinzione di Emili O’Reilly che l’accesso ai messaggi di posta elettronica del personale “potrebbe essere necessario” nella gestione delle richieste di accesso pubblico ai documenti dell’UE.