- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 22 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Opinioni » Argentina al voto: America latina al bivio

    Argentina al voto: America latina al bivio

    Di Leiza Brumat e Carmine De Vito per European University Institute (EUI)

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    22 Ottobre 2019
    in Opinioni
    Mauricio Macri e Alberto Fernández

    Mauricio Macri e Alberto Fernández

    Domenica l’Argentina, il paese con più italiani all’estero (circa 900 mila), va al voto; ultima tra le importanti democrazie dell’area a decidere dove andare e soprattutto dove stare nell’ormai inconsistente geografia politica latinoamericana.

    Il Presidente conservatore Mauricio Macri arriva a fine mandato con un consenso bassissimo; nel 2015 aveva vinto intercettando le speranze di cambiamento e rinnovamento di una parte del elettorato dopo quasi quindici anni ininterrotti di kirchnerismo, promettendo lotta alla dilagante corruzione, all’inflazione e il rilancio dell’economia con l’apertura ai mercati internazionali.

    Tutto questo non è avvenuto. Il Paese è caduto in una nuova crisi economica. Tutti gli indici economici sono da banca rotta: inflazione oltre il 50%; la produzione industriale è calata del 10,6% con un indice di povertà che ha raggiunto il 30%. Il Peso ha perso più del 300% de suo valore durante il governo Macri e lo spread di 2.200 punti.

    Gli errori di Macri

    L’ex sindaco di Buenos Aires è apparso (a tutti) poco incisivo: il suo programma di ‘graduale’ austerità ha prodotto risultati deludenti con i cd “ajuste” (aggiustamento) sopportato soprattutto dalle classi medie e basse.

    Il tentativo di scaricare, sempre e comunque le colpe sul passato, e rinforzare la c.d. “grieta” (crepa), cioè, la fortissima divisione tra kirchneristi e antikirchneristi che domina la politica argentina, con il tempo si è rivelato superficiale, poi controproducente.

    Per affrontare il deficit economico, il governo ha deciso di ricorrere al FMI. Un “programma di salvataggio” stratosferico, di ben 50 miliardi di dollari; il più importante della storia dell’organismo.

    Macri ha assecondato i piani di aggiustamento strutturale proposti dal FMI dando sempre la sensazione di gestire la malattia del paese, mai di dominarla e uscirne vincente. Sul punto il paragone con gli ex presidenti Cristina Fernández de Kirchner e suo marito Néstor (suo predecessore) che avevano fatto della ristrutturazione del debito una battaglia di riscatto nazionale è apparso sempre più tranchant.

    In politica estera, il governo ha perseguito una strategia che ha definito “pragmatica e deideologizzata” al fine di “reinserire il paese nel mondo dall’isolamento kirchnerista”: priorità alle relazioni con Europa, Stati Uniti, con gli organismi finanziari internazionali e al riavvicinamento alla Gran Bretagna. Quest’ultimo, ovviamente, maldigerito in un paese ancora molto sensibile alla questione Malvinas/Falklands. Pertanto, il Macrismo ha significato essenzialmente la scelta di ridimensionare il modello integrazionista MERCOSUR, abbassando le ambizioni d’integrazione economica e soprattutto politica; di fatto riportando il paese in una dimensione “Menemista” anni 90’ con scarsa vocazione regionale, abdicando alla sua tradizionale condizione di riferimento per il subcontinente; strategia diametralmente opposta a quella dei governi dei Kirchner in cui l’Argentina si è mossa come leader regionale in posizioni non conflittuali con il Brasile (come l’educazione e le migrazioni).

    Cristina Fernandez de Kirchner

    Carismatica, forte, dalla presenza scenica importante, con una lunghissima carriera politica nel peronismo e, soprattutto tanto “divisiva”, questa è Cristina Fernandez de Kirchner, vedova di Néstor. Con Néstor prima e Cristina dopo, l’Argentina è stata protagonista della stagione progressista e integrazionista dell’America Latina, soprattutto nella prima decade del nuovo secolo. Solidissimo è stato il rapporto e l’intesa strategica con il presidente brasiliano Lula da Silva. Argentina e Brasile, messa da parte la storica rivalità ispano-lusitana, hanno identificato (anche fisicamente nel G22) l’idea stessa di centralità dell’area come player mondiale nel concerto delle relazioni internazionali.

    Parte importante della sua strategia elettorale è stata la capacità di sovradimensionare l’elemento politico su quello personale; ha, con molto acume, scelto di candidarsi come vicepresidente, consapevole delle fortissime divisioni e polarizzazioni che genera la sua presenza. Il candidato Presidente Alberto Fernández (non ci sono rapporti di famiglia) è suo vecchio capo di gabinetto, ma che è stato molto critico su alcune sue politiche. Considerato un “conciliatore”, Alberto ha una naturale tendenza a cercare accordi, molto diverso da Cristina, notissima per il suo tratto conflittuale.

    Un’Argentina di nuovo kirchnerista aprirebbe nuovi scenari geopolitici. A soffrirne di più – in un capovolgimento di equilibri di forza – potrebbe essere proprio Bolsonaro con un’economia praticamente al palo (Pil a 0,9%) e la sbornia post-elezione evaporata dall’approvazione di una radicale riforma previdenziale e di una serie di riforme strutturali che includono la privatizzazione delle aziende pubbliche “strategiche”, come Petrobras. Una divisione ideologica così forte tra i due “grandi” del Cono Sur avrebbe come possibile conseguenza il blocco dei producenti meccanismi di negoziazione MERCOSUR e l’incertezza assoluta sul futuro del trattato di libero commercio MERCOSUR-UE. Al tradizionale asse Argentina-Brasile, potrebbe sostituirsi una inedita (ma verosimile) intesa Argentina-Messico di López Obrador.

    In più, la figura carismatica dell’ex presidente brasiliano Lula da Silva; il vero convitato di pietra degli equilibri geostrategici regionali. Un’Affair che quotidianamente riserva sorprese e rivelazioni. La liberazione di Lula è stata chiesta da molte personalità, tra intellettuali e politici, in Europa come in America latina e non da ultima, proprio da Cristina Fernandez de Kirchner.

    Se la notte del 27 Ottobre a Buenos Aires si sentisse cantare “estamos volviendo” (stiamo tornando), è molto probabile che tra i primi messaggi di congratulazioni, non ci sia quello dell’ex capitano dell’esercito brasiliano.

    Tags: argentinaelezionipresidenziali

    Ti potrebbe piacere anche

    La presidente della BCE, Christine Lagarde, al Latam Economic Forum [Tarragona, 8 maggio 2026. Foto: imagoeconomica]
    Politica

    Lagarde pronta a un impegno per le presidenziali francesi: “Penso che nel dibattito debba farsi sentire una voce europea”

    3 Luglio 2026
    Democrazia - UE - scudo
    Difesa e Sicurezza

    Democrazia sotto assedio, l’UE alza lo scudo: “La minaccia principale è la Russia”

    23 Giugno 2026
    L'ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, il 16 settembre 2025 alla Conferenza a Bruxelles intitolata "to the conference “One Year After the Draghi Report”. Source: EU Commission
    Opinioni

    Draghi per un’Europa che ancora non sa di sé

    17 Giugno 2026
    Rumen Radev, ai tempi in cui era presidente della Repubblica bulgara [foto: imagoeconomica]
    Politica

    Bulgaria, alle urne vince il sospettato filo-russo Radev

    20 Aprile 2026
    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica
    Politica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    17 Aprile 2026
    "Niente valori, niente soldi". Il Parlamento europeo torna a chiedere provvedimenti contro l'Ungheria di Viktor Orban [foto: Renew Europe, sito internet del gruppo]
    Editoriali

    La sconfitta di Orbán dimostra (anche) che l’Unione europea serve ancora a qualcosa

    13 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Ragazza si spalma la crema solare in California. Crediti: Sarah Sheedy via Unsplash

    Sole e salute, UE: Abbassare l’IVA sulle creme solari? Non si può, sono cosmetici

    di Iolanda Cuomo
    21 Luglio 2026

    Un europarlamentare ha chiesto a palazzo Berlaymont se i prodotti possano essere considerati farmaci e beneficiare della riduzione dell'imposta dato...

    Porthcawl, UK. Photo de Marcus Woodbridgesur Unsplash

    Oceani, i ‘giganti dormienti’ del cambiamento climatico: a rischio inondazione 1,7 milioni di inglesi

    di Elena Fois
    21 Luglio 2026

    I risultati di uno studio che, realizzato dai ricercatori del Met Office e dell’Università di Bristol, in collaborazione con la...

    Foto dalla sperimentazione. Source: Frontex

    Frontex e l’Italia fanno volare in mare i droni più grandi dell’Agenzia di frontiera UE

    di Redazione eunewsit
    21 Luglio 2026

    Completata la sperimentazione nel Mediterraneo centrale: due droni a decollo e atterraggio verticale hanno operato giorno e notte da una...

    [foto: P. Pérez/Wikimedia Commons]

    Russia alla Biennale di Venezia, l’UE taglia il finanziamento da 2 milioni di euro alla fondazione

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    21 Luglio 2026

    La decisione presa dall'Agenzia UE per la cultura. La Commissione: "Eventi culturali finanziati con soldi pubblici dovrebbero promuovere democrazia, e...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione