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Manovra, i dubbi UE sulle misure anti-evasione:

Manovra, i dubbi UE sulle misure anti-evasione: "Incertezze sulla portata"

I tecnici dell'esecutivo comunitario contestano le stime dei colleghi del Tesoro. Comunque, dice Moscovici "non ci sarà né il respingimento della manovra"

Bruxelles – La Commissione fornirà un giudizio sul documento programmatico di bilancio del governo il 20 novembre (quando il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, sarà a Bruxelles per la ministeriale NATO, ndr), ma una prima valutazione arriva attraverso le previsioni economiche d’autunno pubblicate oggi. C’è un passaggio breve, di una riga appena, sulle misure volte a contrastare l’evasione fiscale in Italia. Qui l’esecutivo comunitario già esprime dubbi.

“Le misure aggiuntive contro la frode fiscale previste nel progetto di bilancio 2020 dovrebbero sostenere le entrate, sebbene i relativi rendimenti siano soggetti a qualche incertezza”. Si mette dunque in discussione la portata delle riforme messe in campo dal governo Conte bis.

Comunque “questa volta non ci sarà né il respingimento della manovra né l’apertura di una procedura” per debito eccessivo, assicura  il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. “Non abbiamo due pesi e due misure (rispetto al governo precedente, ndr) e lo scambio di lettere quest’anno si è avuto in un altro spirito, con un altro approccio, e il dibattito sul bilancio non si può paragonare”.

“Ci sono Paesi che hanno debiti e deficit elevati, questi Paesi come l’Italia e la Francia – sebbene le due situazioni non siano raffrontabili – devono aumentare gli sforzi per migliorare le loro finanze pubbliche e ridurre il loro deficit strutturale”. Così il commissario all’Economia Pierre Moscovici illustrando le previsioni economiche.

L’Italia stima in tre miliardi di euro il valore delle misure anti-evasione inserite nella manovra ora al vaglio dell’esecutivo comunitario. Lo staff della direzione generale Affari economici, però, ammette di avere difficoltà a trovarsi d’accordo con le valutazioni dei tecnici di via XX settembre. “Non abbiamo certezza sulla stime”, si riconosce. Nello specifico non si riesce a valutare in modo attendibile le misure contro le frodi nel settore auto e gli interventi sul settore dei carburanti.

Il risultato è che la Commissione considera “circa i due terzi” di quello che l’Italia ha notificato a Bruxelles. La manovra italiana dunque parte male. E’ già ‘in deficit’ di un milardo di euro.

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