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Parlamento europeo, stop alla criminalizzazione dell'educazione sessuale in Polonia

Parlamento europeo, stop alla criminalizzazione dell'educazione sessuale in Polonia

L'Aula ha approvato ad ampia maggioranza la risoluzione che si oppone al progetto di legge di Varsavia. La proposta prevederebbe una condanna fino a 5 anni per gli insegnati che promuovono l'educazione sessuale, posta sullo stesso piano del reato di pedofilia

Bruxelles – Scatta il campanello d’allarme a Bruxelles. il Parlamento europeo si schiera contro il tentativo del governo polacco di promuovere il progetto di legge che minaccia di punire con la detenzione gli insegnanti che promuovo l’educazione sessuale ai minorenni. Gli eurodeputati, che si sono riuniti in mini-plenaria tra ieri e oggi, hanno approvato a larga maggioranza la risoluzione in opposizione al disegno giudiziario polacco (471 voti favorevoli, 128 contrari e 57 astensioni).

Il testo condanna il tentativo di Varsavia di criminalizzare gli insegnati che promuovono l’educazione sessuale ai ragazzi che non hanno ancora compiuto la maggiore età, e invita il parlamento polacco ad astenersi dall’adottare il progetto di legge proposto. Il provvedimento equiparerebbe la “promozione dell’attività sessuale minorile” alla pedofilia, condannando gli insegnati a 3 anni di reclusione, una pena ancora troppo bassa per il governo polacco, che sta pianificando di aumentare la sanzione fino a 5 anni di detenzione.

Battezzato “Stop pedofilia”, i nazionalisti del partito in carica Diritto e Giustizia (PiS)  proposero il controverso disegno di legge a fine ottobre. La proposta, che si ritrae paladina della difesa dei valori della “famiglia tradizionale”, si è posta contraria all’educazione sessuale precoce, poiché causa di una “sessualizzazione forzata”. Mentre il governo è stato largamente supportato dai gruppi religiosi cattolici, l’iniziativa ha acceso il fervore dei movimenti di opposizione, animati principalmente dalla comunità LGBT.

La risoluzione incoraggia inoltre gli Stati membri a introdurre nelle scuole un’educazione sessuale e affettiva completa e adeguata all’età dei giovani. Inoltre, il Parlamento ha sottolineato come la mancanza di informazioni e di educazione in materia di sessualità metta a rischio la sicurezza e il benessere dei giovani, rendendoli più vulnerabili e meno preparati dinanzi allo sfruttamento sessuale, agli abusi e alla violenza, comprese la violenza domestica e forme di abuso online. Non solo, il Parlamento ha interpretato il disegno di legge polacco come un tentativo di limitare i diritti sessuali e riproduttivi, come la facoltà di poter favorire o meno l’aborto. Per questo, Bruxelles riconosce l’importante ruolo delle società civili nell’istruire i giovani all’educazione sessuale, mezzo chiave per prevenire gli stereotipi e la violenza di genere, e contrastare l’omofobia.