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Clima, a Strasburgo si punta a un'Europa a emissioni zero entro il 2050

Clima, a Strasburgo si punta a un'Europa a emissioni zero entro il 2050

Su proposta dei liberali di Renew Europe, l'Aula voterà giovedì una proposta di risoluzione per portare dal 40 al 55 per cento il target di riduzione delle emissioni al 2030: l'obiettivo è quello di raggiungere la neutralità climatica del continente europeo entro il 2050

Bruxelles – Fare di più in azioni per il clima. L’Eurocamera riunita a Strasburgo in occasione della plenaria (25-28 novembre) voterà una mozione che chiede di dichiarare lo status di emergenza climatica ed un’altra per portare dal 40 al 55 per cento il target di riduzione delle emissioni nel continente europeo entro il 2030.

Le due mozioni sono a prima firma di Pascal Canfin (Renew Europe) a nome della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare saranno votate giovedì a Strasburgo e mirano ad alzare l’ambizione dell’UE e accelerare il raggiungimento della neutralità climatica o decarbonizzazione del vecchio continente entro il 2050. Il target attuale del 40 per cento di riduzione delle emissioni rispetto al 1990 è stato adottato nel 2014 nell’ambito del Quadro 2030 per il clima e l’energia. Per raggiungere l’obiettivo complessivo di riduzione del 40 per cento, il Quadro ha previsto una riduzione individuale e differente da paese a paese, calcolata sulla capacità dei singoli stati membri di arrivare a raggiungere tali obiettivi entro tempi stabiliti: per l’Italia, ad esempio, l’obiettivo era quello di ottenere una riduzione del 33 per cento rispetto al 2005 entro il 2030. Passare dal 40 al 55 per cento della riduzione implicherà, dunque, la modifica anche dei singoli obiettivi stabiliti paese per paese.

La discussione sull’emergenza climatica si fa più ambiziosa a Strasburgo in vista della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, la Cop25, in programma dal 2 al 13 dicembre a Madrid, a cui prenderà parte anche una delegazione dell’Eurocamera. Il voto dell’Aula di Strasburgo sulle due risoluzioni è previsto il giorno successivo al via libera sull’intero collegio di commissari di Ursula von der Leyen che formeranno la nuova Commissione. Una Commissione che ha fatto dell’azione per il clima l’essenza del proprio mandato e che prevede di presentare le linee programmatiche del suo Green New Deal – in cui confluiranno, se approvati, anche i nuovi obiettivi sul tavolo della plenaria di Strasburgo – entro le prime settimane dall’insediamento.

L’ambizione di accelerare la transizione verso un’Unione europea a emissioni zero – in linea con l’accordo di Parigi sul clima – dovrebbe mettere d’accordo anche il gruppo dei Verdi – favorevole a un ulteriore innalzamento delle riduzioni al 65 per cento -, dei Socialdemocratici, della Sinistra Unitaria Europea e di una parte dei popolari. Il testo della mozione sulla riduzione delle emissioni è stato firmato anche da Peter Liese, a nome dei popolari (PPE), Mohammed Chahim, a nome dei Socialdemocratici (S&D), Nils Torvalds (Renew Europe), Pär Holmgren per i Verdi Jadwiga Wiśniewska per il gruppo dei Conservatori (ECR) e Mick Wallace a nome di Sinistra Unitaria Europea (GUE/NGL).

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