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Parlamento UE, la GUE denuncia:

Parlamento UE, la GUE denuncia: "A Bruxelles condizioni indegne per gli addetti alle pulizie"

Manon Aubry annuncia l'invio di una lettera ai questori per attirare l'attenzione sulle modalità contrattuali e non solo. "Raccolte testimonianze di pressioni e molestie"

dall’inviato

Strasburgo – Il Parlamento europeo è lindo e pinto grazie al lavoro di personale pagato poco e male. A denunciarlo l’europarlamentare della Sinistra radicale (GUE), Manon Aubry. Nella sede di Bruxelles, spiega a margine dei lavori d’Aula, il Parlamento europeo si affida ai servizi offerti da Kose Cleaning, compagnia in sub-appalto i cui dipendenti “sono assunti a condizioni indegne”.

L’europarlamentare francese racconta di aver raccolto le testimonianze degli addetti alle pulizie, protetti da anonimato, da cui emergerebbero “trattenute ingiustificate sul salario, pressioni, intimidazioni e molestie”. A questo si aggiungerebbe anche la fornitura di “materiale inadatto e indeguato” alle operazioni di pulizia di personale che “non ha rappresentanza sindacale”.

La GUE ha deciso perciò di farsi portavoce di questa categoria e di “condurre una battaglia in seno al Parlamento per i diritti dei lavoratori”, rivendica Aubry. Assieme a “una settantina” di parlamentari europei di diversi gruppi è stata redatta una lettera contenente tutte le criticità raccolte ed inviata ai questori, che ora stanno esaminando il caso. A sottoscrivere il documento esponenti della GUE, socialdemocratici (S&D) e Verdi, ma il gruppo della GUE auspica che il numero posso crescere.

Aubry sostiene che il presidente del Parlamento, David Sassoli “guarderà al più presto le condizioni di lavoro” del personale di pulizia, perché “la mobilitazione è stata lanciata”. Per il momento la situazione è stata portata all’attenzione dei questori e potrebbe presto arrivare sui tavoli della direzione amministrativa del Parlamento.

C’è il rischio che il Parlamento europeo, che si affida a ditte esterne per la pulizia dei suoi locali, non abbia vigilato. “E’ giusto partire proprio da questa istituzione con la battaglia per i diritti dei lavoratori”, sostiene Aubry.