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    Home » Politica » Dai Verdi l’apertura al M5s: Senza Di Maio alla guida possibili passi avanti dopo gli stati generali

    Dai Verdi l’apertura al M5s: Senza Di Maio alla guida possibili passi avanti dopo gli stati generali

    L'ipotesi di una cooperazione con il M5S in Parlamento è ancora sul tavolo. Le riserve degli ambientalisti sempre legate al ruolo della Casaleggio e della Piattaforma Rousseau

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    4 Febbraio 2020
    in Politica

    Bruxelles – Chi pensava che la Brexit avrebbe portato a una svolta sul dialogo politico in corso tra il gruppo dei Verdi europei e il Movimento 5 Stelle sull’ingresso dei 14 deputati pentastellati  nel partito ecologista, rimarrà forse deluso. Nessuna decisione sull’ingresso del M5S sarà presa a breve, dicono fonti dei Verdi europei, anche se il confronto all’interno del gruppo sulla questione è ancora in corso.

    I Verdi assicurano di essere ancora aperti al dialogo con il movimento italiano e qualcosa potrebbe effettivamente cambiare. Ma non a causa della Brexit, e soprattutto non prima degli stati generali del M5s (nel frattempo rinviati a dopo il 29 marzo, causa convocazione del referendum sul taglio dei parlamentari), la kermesse sul futuro del M5S in cui si deciderà in sostanza quale direzione prenderà il movimento pentastellato. E sicuramente la disponibilità del gruppo ambientalista europeo ad un’apertura dipenderà anche da quali riforme strutturali interne al movimento saranno approvate e attuate.

    Come la rottura con la destra di Matteo Salvini è stata vista di buon grado da Bruxelles e dai Verdi, anche il fatto che Luigi Di Maio abbia da poco lasciato la guida del Movimento è riconosciuto come un elemento positivo. Un fattore che, dicono le fonti, potrebbe fare la differenza nel ridimensionare la componente antieuropeista del Movimento, in realtà già rinnegata più volte dallo stesso Di Maio dopo la formazione del governo con il Partito democratico.

    Sono mesi ormai che l’M5S prova ad allearsi con i Verdi in Europa, senza successo. Adesso, con la nuova composizione del Parlamento post-Brexit, i Verdi europei sono scesi a quota 67 deputati (da 74) e diventano il quinto gruppo parlamentare per numero di seggi, superati dalla destra di Identità e democrazia (che passerà da 73 a 76 eurodeputati). In molti hanno pensato che l’effettiva concretizzazione dell’uscita del Regno Unito dall’UE, avrebbe spinto i Verdi ad accelerare le trattative con il M5s (relegato ancora nel “limbo” dei Non iscritti) per non veder ridimensionato il proprio peso politico all’interno dell’Aula di Strasburgo. Per il gruppo dei Verdi, però, non è tanto una questione di numeri in Parlamento, quanto la certezza di voler rimanere “coerente” con la propria ideologia politica.

    Le preoccupazioni del gruppo ambientalista circa alcune criticità individuate nel movimento pentastellato – e già richiamate pubblicamente dal co-presidente dei Verdi Philippe Lamberts – non sono cambiate e riguardano la natura del movimento in sé: dal controllo esercitato sul Movimento da parte della Casaleggio Associati, alla poca trasparenza nel ruolo della piattaforma Rousseau nei processi decisionali, ai legami che il Movimento ha avuto in Europa con il gruppo euroscettico di Nigel Farage. Senza dimenticare l’alleanza al governo con la destra di Matteo Salvini (alleanza che, lo ricordiamo, si è interrotta per volontà della Lega).

    Sull’ipotesi di una collaborazione con il M5S il gruppo dei Verdi rimane quindi ancora cauto ma non esclude che qualcosa potrebbe cambiare dopo gli stati generali che a questo punto avranno luogo non prima del mese di aprile, se i pentastellati sapranno cogliere l’occasione per una ristrutturazione interna al loro partito. Intanto, dal Movimento cominciano a manifestarsi, ormai da settimane, i primi segnali di impazienza su una decisione dei Verdi che sembra arrivare più e sulla volontà di aprirsi al dialogo con altri gruppi parlamentari europei.

    Tags: I VerdiLuigi Di MaioMovimento 5 stelleparlamento europeoPhilippe Lamberts

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