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Dall'UE 19 euro al mese, per restituire ai rifugiati siriani in Turchia una parvenza di vita normale

Dall'UE 19 euro al mese, per restituire ai rifugiati siriani in Turchia una parvenza di vita normale

E' l'Emergency Social Safety Net (ESSN) è il più vasto programma di aiuto umanitario finanziato dall’Unione Europea

Roma – Con 1,7 milioni di persone che ne usufruiscono e un valore di oltre un miliardo di euro, l’Emergency Social Safety Net (ESSN) è il più vasto programma di aiuto umanitario finanziato dall’Unione Europea.  I dati e gli obiettivi del progetto, che si inserisce nell’ambito dello “Strumento per i rifugiati in Turchia” istituito nel 2015, sono stati presentati in una conferenza stamani a Roma, presso lo Spazio Europa gestito dell’Ufficio d’informazione per l’Italia del Parlamento europeo dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

L’ESSN è un programma di trasferimento di contante che fornisce assistenza mensile attraverso carte di debito che vengono consegnate ai rifugiati che si trovano in Turchia. La Turchia – com’è noto – è il paese con il più alto numero di rifugiati, 4 milioni in tutto, di cui il 90 % è composto da siriani. Un numero destinato a salire a seguito delle violenze in corso in queste ore a Idlib.

Obiettivo del progetto, attuato in collaborazione con il World Food Programme (WFP), la Mezzaluna Rossa e le autorità turche, è permettere a ciascuna famiglia aderente all’iniziativa – si tratta di famiglie che hanno diritto alla protezione internazionale – di poter scegliere come meglio gestire il proprio denaro, in base alle necessità individuali. Un sistema virtuoso che da una parte mira a ridurre la dispersione scolastica dei bambini rifugiati e dall’altra a restituire dignità agli individui che possono così soddisfare autonomamente i propri bisogni primari. Usato per ritirare denaro presso gli sportelli bancari o per pagare acquisti nei negozi, il sistema permette inoltre di sostenere le economie locali in cui il contante viene speso.

Come ha spiegato Silvia Biondi, capo programmi in Turchia per il WFP: “Nato nel 2016, il progetto è cresciuto molto negli anni e ha come obiettivo primario quello di restituire ai rifugiati siriani, la gran parte dei quali vive in grandi centri urbani, una parvenza di normalità e di quotidianità che incoraggi l’inclusione sociale, fattore che resta una forte criticità nel paese”.

La carta di debito viene ricaricata mensilmente di circa 19 euro per ciascun membro della famiglia e le famiglie dove sono presenti disabili ricevono una somma aggiuntiva.

Marianna Balfour è una giornalista esperta in questioni umanitarie.

AVVISO: in una prima edizione di questo articolo avevamo erroneamente scritto nel titolo la parola “giorno”, invece di “mese”. Abbiamo corretto, ce ne scusiamo con i nostri lettori.