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Italia in ritardo sul digitale, Roberto Viola:
Roberto Viola, direttore DG Connect alla Commissione Europea

Italia in ritardo sul digitale, Roberto Viola: "Accelerare sulla rete 5G"

Per il direttore della DG Connect della Commissione europea può diventare il traino "per tecniche digitali più avanzate"

Bruxelles – Nella Rivoluzione digitale, l’Italia sta facendo bene “ma vive un ritardo dovuto alla composizione demografica e una formazione digitale su cui bisogna fare di più”. Per Roberto Viola, direttore della DG Connect della Commissione europea, intervistato dall’agenzia Ansa, il paese è indietro soprattutto a livello professionale “per le scarse competenze digitali, l’istruzione e i laureati in materie scientifiche, le imprese che non utilizzano tecniche avanzate”. Fa eccezione il 5G in cui il nostro paese “è stato tra i primi ad aver assegnato le frequenze dando certezza agli operatori: a questo punto bisogna accelerare, la nuova rete è l’autostrada che deve fare da traino a tecniche digitali più avanzate“.

Il commento di Viola arriva a pochi giorni dalla presentazione del libro bianco sull’intelligenza artificiale dell’esecutivo europeo, nell’ambito della strategia digitale perseguita dall’UE. “L’intelligenza artificiale, porta tanti benefici ma anche alcuni rischi e più alto è il rischio più precise devono essere le regole”. Per Viola, una delle chiavi per riuscire a governare questa rivoluzione digitale, è che l’uomo resti al centro e abbia l’ultima voce in capitolo su ogni processo derivante dall’intelligenza artificiale. “Deve essere sempre in grado di intervenire, di spegnere la macchina se necessario, e i cittadini devono sapere se stanno parlando con un robot o con una persona”.

Quanto alle preoccupazioni sollevate dall’apertura dell’esecutivo europeo sui sistemi di riconoscimento facciale, Viola rassicura: “Abbiamo già delle regole ferree stabilite dal GDPR (il regolamento sulla privacy), la regolamentazione dei dati personali è adeguata, siamo iperprotetti, il rischio può venire dalla frammentazione delle regole nazionali”. Il direttore della DG Connect un rischio potrebbe verificarsi negli spazi pubblici “se vengono utilizzate per comprendere dai movimenti della persona le sue abitudini e comportamenti di vita quotidiana: questo, in base alle proposte avanzate con il libro bianco, è vietato” dice Viola.

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