- L'Europa come non l'avete mai letta -
lunedì, 6 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Würstel e mandolini

    Würstel e mandolini

    Diego Marani di Diego Marani
    7 Aprile 2020
    in Editoriali
    Ivo Andric

    Ivo Andric

    Come molti hanno osservato, il servizio con cui il settimanale tedesco Bild qualche giorno fa ha voluto esprimere solidarietà all’Italia per la strage che il Coronavirus sta provocando, era così fitto di luoghi comuni da suonare alla fine falso e suscitare più fastidio che riconoscenza. Questo accade perché malgrado la pluridecennale frequentazione e le infinite vacanze che i tedeschi hanno trascorso in Italia, ancora non ci conoscono e ci identificano con luoghi comuni duri a morire, non sperimentati personalmente ma acquisiti acriticamente dagli archivi dell’immaginario collettivo teutonico. Pizza, caffè, aperitivo, canzonette e leggerezza, ecco l’Italia dei tedeschi. Ma noi non siamo da meno e sfido qualsiasi italiano a dire come descriverebbe un tedesco senza finire in würstel, birra e patate. E questo vale praticamente per ogni altro popolo europeo. Malgrado più di settant’anni passati insieme, fra Mercato comune, Comunità e poi Unione europea, ci conosciamo ancora soltanto attraverso la lente della vecchia propaganda nazionalista ottocentesca.

    Se questo accade è perché nel progetto europeo non è mai stata presa seriamente in considerazione la questione della lingua e dell’appartenenza. Anche qui si è creduto che bastasse il mercato a creare una comunità di intenti. Non era necessario adottare l’esperanto come lingua ufficiale né inventare un nazionalismo europeo con i suoi martiri ed eroi per suscitare un sentimento di appartenenza. Sarebbe bastato creare quel che oggi si chiamerebbe una narrazione comune, insomma un significato per il nostro stare insieme che fosse qualcosa di più che un contratto commerciale. La pandemia ce lo sta dimostrando: non si può provare solidarietà per gente con cui non si può parlare, discutere, anche litigare e mandare a quel paese ma soprattutto conoscere, nel proprio animo, nelle proprie speranze e paure.

    Così oggi ci mandiamo telegrammi di affetto e sperticati complimenti reciproci ma ci accorgiamo che siamo l’uno all’altro estranei. Quando l’emergenza sarà finita e l’Unione europea, si spera, guarderà al proprio futuro con un nuovo spirito, perseguendo la necessaria e profonda trasformazione, non ci saranno più scuse. Bisognerà pensare un sistema europeo di insegnamento linguistico coerente ed equivalente che diffonda la conoscenza delle lingue più parlate nell’Unione: tedesco, francese e italiano. Non è più tempo di obiezioni e ripicche: le altre lingue sono meno importanti non perché hanno minor valore culturale ma perché sono meno parlate. Lo diceva Ivo Andric, grande scrittore bosniaco e premio Nobel: “Esistono paesi grandi e piccoli come esistono banconote di grande e di piccolo taglio”.

    Un posto speciale nel nuovo multilinguismo europeo spetta all’inglese, il cui insegnamento dovrà essere generalizzato. L’inglese non è più la lingua di uno Stato membro, non esiste più il pericolo di avvantaggiare un paese rispetto agli altri. E comunque, al di là delle battute e degli slogan, le lingue non appartengono a un paese o a un altro, appartengono a chi le parla. Insegnare l’inglese non vorrà dire abbandonare la propria lingua né rinunciare al multilinguismo di certe parti d’Europa. Israele è stato capace di ricostruire l’antico ebraico ed adattarlo alla modernità per dotare di una lingua comune una collettività di persone venute da diversi paesi. Noi dobbiamo essere capaci di altrettanto. L’insegnamento di queste quattro grandi lingue in modo asimmetrico, privilegiando l’una anziché l’altra a seconda dell’area geografica con l’inglese come costante permetterà infine agli europei di capirsi. E dopo quello che ci è costato il Coronavirus, che non mi si venga a parlare di costi, di oneri per gli Stati, di pesantezza di un sistema di insegnamento linguistico europeo.

    Un’autentica Unione degli Stati europei costruita su basi solide e con il pieno coinvolgimento dei suoi popoli comporta trasformazioni profonde e scelte coraggiose che toccano lo spirito stesso delle nostre nazioni. È giunto il momento di decidere se si vuole andare davvero in questa direzione o se si preferisce continuare a giocare all’unione doganale.

    Tags: cultura europeaeuropalinguemultilinguismo

    Ti potrebbe piacere anche

    ondata di calore
    Cronaca

    Gli scienziati insistono: l’ondata di calore in Europa è causata dal cambiamento climatico

    26 Giugno 2026
    Il commissario per la Difesa, Andrius Kubilius, in visita allo stand Safran a Le Bourget [foto: Ludovic Le Couster/
European Union , 2025]
    Difesa e Sicurezza

    Kubilius incorona Macron re d’Europa: “La Francia sia leader della difesa europea”

    17 Giugno 2026
    Spiaggia Mare Italia
    Cronaca

    La stragrande maggioranza delle acque di balneazione in Europa soddisfa i più rigorosi standard di qualità

    16 Giugno 2026
    Colosseo Monumenti Ue Giornata dell'Europa Stati Uniti, difesa, Ucraina
    Politica Estera

    L’era dell’Europe First: solo un europeo su 10 considera gli USA ancora un alleato

    11 Giugno 2026
    Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, e Maria Anghileri, presidente Giovani Imprenditori. Source: Sergio Oliverio via Imagoeconomica
    Opinioni

    La promessa di Rapallo, e la maturità che ancora manca

    8 Giugno 2026
    Marco Tullio Cicerone mentre accusa Lucio Sergio Catilina (il personaggio isolato, sulla destra) nella "Prima Catilinaria" nel Senato di Roma nel 63 a.c.. Affresco di Cesare Maccari, nell'omonima sala del Senato della Repubblica italiana. (Fonte: Senato della Repubblica)
    Editoriali

    “Quousque tandem abutere, Europa, patientia nostra?”

    6 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, EMMANUEL MACRON PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE (Antibes, 25 giugno 2026). Imagoeconomica

    Da Antibes ad Ankara: geometrie variabili e un autobus all’orizzonte

    di Roberto Zangrandi
    6 Luglio 2026

    Dal G7 di Evian al vertice del Quirinale sulla Costa Azzurra, qualcosa si muove nel modo di pensare della classe...

    Il direttore generale e responsabile delle operazioni di finanziamento e consulenza della BEI nell’UE, Jean Christophe Laloux, e il capo-direttore finanziario di Milione S.p.A. and SAVE S.p.A., Giovanni Curtolo, firmano l'accordo per il finanziamento. Crediti: Banca europea per gli investimenti.

    Dalla BEI 80 milioni per migliorare la sostenibilità dell’aeroporto di Venezia

    di Iolanda Cuomo
    6 Luglio 2026

    Bruxelles - Via a 80 milioni di euro per migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale dell'aeroporto Marco Polo di...

    ANTENNE RICEZIONE CELLNEX (Imagoeconomica)

    Gli operatori telecom chiedono all’Irlanda di rilanciare la competitività digitale europea

    di Redazione eunewsit
    6 Luglio 2026

    Per Connect Europe le reti di telecomunicazioni sono ormai un pilastro della sicurezza economica dell'Unione

    Gaza. Photo de Mohammed Ibrahimsur Unsplash

    La giustizia belga interroga la Corte UE sul transito di beni dual-use per Israele

    di Giulia Torbidoni
    6 Luglio 2026

    L'Appello di Bruxelles chiede ai giudici di Lussemburgo se sia possibile per i Paesi membri derogare al diritto UE per...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione