Bruxelles – Coronavirus e quarantena. La vita non facile ai tempi della pandemia che ha cambiato di colpo abitudini e quotidianità. Tra le misure disposte in tutta Europa il lavoro da casa, che però presuppone infrastrutture e mezzi, prima fra tutti internet e la possibilità di accedervi. Una problema per le regioni del Sud Italia, dove più di un quinto delle famiglie non ha alcun allaccio alla banda larga. Vuol dire, in media, niente internet veloce per il 22% delle abitazioni delle regioni del Mezzogiorno, secondo i dati diffusi da Eurostat.
Considerando la fuga degli italiani dal nord Italia verso le regioni meridionali del Paese all’inizio della crisi, l’idea di tornare in famiglia per qualcuno non è stata proprio delle migliori se si vuole o si deve restare connessi, visto il divario nord-sud che si registra anche nell’accesso alla fonte principale per il telelavoro. Il tasso di migliori connessioni si concentra proprio nelle regioni da cui si è scappati, aree dove si incontrano meno difficoltà a sostenere i programmi, a volte ‘pesanti’, concepiti per video-conferenze, video-riunioni e affini.

In media ha accesso alla banda larga l’85% delle abitazioni del nord-est, dato che raggiunge l’88% nel nord-ovest. Praticamente nell’Italia nord-occidentale nove case su dieci consentono il telelavoro senza problemi. La Sicilia è il fanalino di coda in questa speciale graduatoria, con il 76% di abitazioni collegate alla banda larga. Un quarto delle famiglie dell’isola è dunque tagliato fuori.
Nel complesso la situazione in Italia è migliorata costantemente negli ultimi anni, anche se tra il 2018 e il 2019 l’accesso alla banda larga è leggermente diminuito in quattro regioni: Piemonte, Liguria, Marche e Sardegna (un punto percentuale in meno in ciascuna regione).

Guardando alla mappa dell’UE, si nota come nonostante i passi avanti il Mezzogiorno d’Italia faccia ancora fatica a tenere il passo con un un nord Europa molto più connesso e tecnologico. Qualcosa su cui dover lavorare.

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