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Commissione UE propone 16,5 mld in più per l'azione esterna.

Commissione UE propone 16,5 mld in più per l'azione esterna. "L'Europa agisca in modo globale"

Bruxelles – Alle sfide globali servono risposte globali. Per questo, la Commissione europea propone di destinare ulteriori 16 miliardi e mezzo all’azione esterna con la consapevolezza che per affrontare la crisi innescata dal Covid-19 non si possa guardare solo all’interno dei confini europei, ma anche fuori. La pandemia ha mostrato quanto siamo tutti interconnessi, sintetizza Josep Borell in conferenza stampa, presentando nel dettaglio la proposta dell’esecutivo europeo.

Nel quadro di un aumento del bilancio comunitario per fronteggiare la crisi, l’iniziativa dell’esecutivo prevede risorse per 118,2 miliardi di euro per le azioni esterne a prezzi 2018 (132,6 miliardi di euro a prezzi correnti) nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027, dei quali 15,5 miliardi di euro provenienti dal Next Generation EU, lo strumento europeo di ripresa complementare al bilancio comunitario. Le risorse aggiuntive per 16,5 miliardi di euro si calconano rispetto alla proposta di QFP del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che prevedeva 101,9 miliardi di euro per le politiche di vicinato e l’azione esterna di cui 75,5 miliardi al fondo NDICI, lo strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale dell’Unione europea.

L’importo aggiuntivo sarà così ripartito: 10,5 miliardi di euro andranno al principale strumento per la cooperazione e lo sviluppo dell’Unione europea (NDICI), 5 miliardi di euro per gli aiuti umanitari e un miliardo per il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile dall’attuale bilancio dell’UE. Nel bilancio comunitario in scadenza (2014-2020) sono previsti 96,3 miliardi di euro per l’azione esterna di cui 72,2 esclusivamente dedicati al fondo NDICI, che secondo l’attuale proposta della Commissione europea arriverà a 96,4 miliardi di euro a prezzi correnti (86 miliardi di euro a prezzi 2018), di cui 10,5 miliardi di euro provenienti dal Next Generation EU.

L’entità della crisi, dicono dal Berlaymont, giustifica l’aumento di portata del piano di rilancio economico dell’UE. Cifre che secondo l’alto rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza testimoniano l’ambizione di Bruxelles a essere leader globale. “Senza strumenti finanziari adeguati non siamo credibili” sostiene. L’influenza dell’Unione europea sul fronte geopolitico non riguarda solo il potere militare o di difesa, ma passa anche attraverso il piano finanziario.

Fuori dal bilancio comunitario è previsto anche uno strumento europeo per la pace che sarà in grado di finanziare le missioni a guida europea. “Il mondo ha bisogno di un’Europa forte” rincara anche la commissaria europea per le partnership internazionali,  Jutta Urpilainen. “La pandemia ha messo in evidenza i punti di forza e di debolezza delle nostre società, per questo la commissione europea vuole fare di più”.

Secondo le stime della Commissione europea l’importo aggiuntivo consentirebbe di aumentare anche le garanzie per l’azione esterna da 60 a 130 miliardi di euro a prezzi correnti. “Un importo fondamentale per tutti i paesi del vicinato” commenta anche Olivér Várhelyi, commissario europeo per l’allargamento e il vicinato. Per l’ungherese, la nuova proposta rafforza la capacità dell’UE sostenere i partner nei Balcani occidentali, il più ampio vicinato dell’UE e dell’Africa subsahariana. L’assistenza riservata ai vicini dei Balcani occidentali durante la pandemia prelude al lancio di un ingente piano di investimento economico nel blocco dei sei paesi che la Commissione europea aveva intenzione di lanciare già agli inizi di maggio, poi rinviato all’autunno a causa del Coronavirus.

Intanto, nell’ottica di sostenere i paesi del vicinato nella ripresa economica, la proposta della Commissione europea prevede anche un aumento a 14,5 miliardi di euro a prezzi correnti (12,9 miliardi a prezzi 2018) per lo Strumento di assistenza pre-adesione, rispetto agli attuali importi del QFP (12,8 miliardi a prezzi correnti). Ora la parola spetta a Consiglio europeo e Parlamento, ricorda Varhely, “le proposte della Commissione sono solide e possono guidare la ripresa del continente”.

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