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    Home » Politica » Breton lancia l’allarme: “Tra due anni rischiamo di avere più problemi di adesso”

    Breton lancia l’allarme: “Tra due anni rischiamo di avere più problemi di adesso”

    Probabile un aumento della disoccupazione e un incremento del numero di persone da dover riqualificare, avverte il commissario per il Mercato interno. "Serve più industria. Garantire finanziamenti necessari o la crisi ci spazzerà via"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Giugno 2020
    in Politica
    Il commissario per il Mercato interno e l’industria, Thierry Breton.[foto: Parlamento europeo]

    Il commissario per il Mercato interno e l’industria, Thierry Breton.[foto: Parlamento europeo]

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    Bruxelles – La conta delle perdite nel mercato del lavoro a causa della recessione innescata dalla pandemia di Coronavirus si faranno più avanti. Adesso la situazione non delle migliori, ma ci sono ancora tante persone bene o male all’interno del tessuto produttivo. Gente in disoccupazione temporanea, altre categorie di lavoratori a mezzo servizio, altri ancora in cassa integrazione. Ma a seconda di come si metteranno le cose queste categorie di persone oggi sospese tra lavoro e disoccupazione potrebbero aggravare la situazione dei Paesi. A mettere in guardia è il commissario per il Mercato interno e l’industria, Thierry Breton.

    “Avremo più problemi tra due anni”, se non si rimette in moto immediatamente e in maniera decisa l’economia a dodici stelle, dice intervenendo allo European Business Summit. “Probabilmente dovremo avere a che fare con un aumento della disoccupazione, e ci troveremo costretti a dover riqualificare un sacco di gente”. Un costo economico che si può evitare, agendo già adesso senza attendere le decisioni delle imprese e dei mercati. “Dobbiamo capire che avremo bisogno di più industria” per l’immediata ripartenza e l’immediato futuro. “Abbiamo bisogno di garantire i finanziamenti adeguati, altrimenti questa crisi distruggerà il nostro ecosistema economico”.

    Breton pone ancora una volta l’accento sull’importanza di investire nella green economy. “Vogliamo essere neutrali da punto di vista delle emissioni di CO2 entro il 2050, la nostra ambizione è questa”. Ma è soprattutto sul digitale che pone l’attenzione. “E’ già, ha già cambiato il nostro modo di lavorare e non possiamo ignorarlo”. Eppur tuttavia “abbiamo bisogno di più ingegneri nel settore delle tecnologie dell’informazione, formare più studenti”. Si dice “fiducioso” di poter ovviare al problema, vedendo un terreno fertile “nei Paesi dell’est Europa”.

    Tags: CO2coronavirusdigitaledisoccupazioneformazionegreen economyindustriaITlavoromercato del lavoromercato unicoripresasostenibilitàtecnologiatecnologie dell'informazionethierry bretonue

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