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Gentiloni all'Italia: il piano di rilancio sia coraggioso sulle scelte strategiche
Paolo Gentiloni, commissario all'Economia

Gentiloni all'Italia: il piano di rilancio sia coraggioso sulle scelte strategiche

Il Commissario agli affari economici in audizione alla Camera non entra nel dibattito sul Mes: decidano governo e Parlamento. Presidenza tedesca del semestre europeo, per Angela Merkel una sfida anche personale

Roma – Inclusione sociale, sostenibilità ambientale e modernizzazione digitale. Il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni consegna il “suggerimento non richiesto” all’Italia per la costruzione del piano di rilancio nazionale che dovrà essere predisposto nelle prossime settimane. “Questa volta saranno i governi nazionali a indicare le priorità” ha detto davanti alla commissione per le Politiche europee della Camera che sta completando il suo giro di audizioni, spiegando tuttavia che per l’Italia sarà necessario anche cogliere l’opportunità di fare le riforme e orientare investimenti per eliminare strozzature delle economie nazionali. Anche perché “l’obiettivo di discesa del debito resta, non è un tema scomparso” anche se il Patto di stabilità e crescita è stato sospeso.

La fase di incertezza si fa sentire e non consente di prevedere l’evoluzione della crisi ma è probabile che la “coda sarà lunga”, ha spiegato il Commissario indicando la “reazione forte e tempestiva” delle istituzioni europee, e questo “credo abbia influito anche nella percezione delle pubbliche opinioni degli Stati”. Il riferimento è ad alcuni sondaggi pubblicati nei giorni scorsi in cui emerge la richiesta da parte dei cittadini di una presenza più forte dell’Europa in un contesto difficile.

“La risposta dell’UE è stata senza precedenti”, dice il Commissario italiano che ha confermato l’impegno dell’esecutivo europeo a chiudere l’intesa sul Next generation EU entro il mese di luglio. Uno strumento che insieme alle reti di protezione (BEI, SURE e MES) approvati ad aprile, consente di poter affrontare la crisi con politiche economiche e fiscali e non solo con gli interventi monetari della BCE varati nella primissima fase.

A proposito della linea di credito sulle spese sanitarie che tanto sta facendo discutere anche la maggioranza, dice che “spetta a governo e Parlamento valutare se è un gioco che vale la candela”, e ha ricordato che la trattativa che ha portato all’assenza di condizionalità è stata una conquista dell’Italia. Se altri Paesi non abbiano intenzione di attivarla, dipende dai costi di interesse più favorevoli per i loro titoli. “L’Italia – ricorda – è il Paese che con la Grecia ha i tassi più elevati”, e la ragione per cui Atene non chiede il MES è forse perché è ancora dentro un programma di sorveglianza finanziaria. Dal meccanismo salvastati con condizionalità più stringenti hanno interessato anche Spagna e Portogallo.

Gentiloni invita i Paesi, Italia compresa, ad avere coraggio e “concedersi il lusso di fare scelte strategiche”, suggerimento che guarda al medio e lungo periodo, un futuro in cui la sostenibilità del nostro debito dovrà essere tenuta in considerazione, per riportarlo in una traiettoria discendente.

Su questo aspetto, Gentiloni ha fatto un riferimento alle indicazioni fornite nei giorni scorsi dell’European fiscal board sul rientro nelle regole del Patto di stabilità e crescita. Quando disinnescare questa sospensione “sarà una scelta molto importante e concordo che debbano essere presi in considerazione i livelli di PIL pre-pandemia” e non solo una generica ripresa economica dell’area. E nella valutazione dei bilanci sarà necessario guardare alla necessità di dover sopperire alla riduzione degli investimenti privati con quelli pubblici, in particolare nei progetti e nei piani di transizione per la sostenibilità ambientale.

A dispetto delle posizioni ufficiali, nei loro interventi i deputati italiani hanno tutti riconosciuto il cambio di passo dell’UE davanti alla crisi anche se Gentiloni ha invitato a “non dare per consolidati i passi in avanti compiuti”. “L’occasione ce l’abbiamo e dipenderà da come riusciremo a gestire nel miglior modo possibile nuovi strumenti come il New Generation EU”. “Un contributo essenziale potrà dare la presidenza tedesca del semestre, anche per il sostegno dato dalla Germania alla proposta ambiziosa della Commissione. “Un semestre che si apre in queste ore e che è un’occasione molto importante per la sfida personale di Angela Merkel”, e per rafforzare il legame tra la Germania e il futuro dell’Europa”.

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