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Ci lascia Ennio Morricone: con un fischio è entrato nella storia della musica

Ci lascia Ennio Morricone: con un fischio è entrato nella storia della musica

E' morto uno dei più grandi compositori di colonne sonore, vincitore di due premi Oscar e un Leone d'oro alla carriera. Grande difensore dei diritti d'autore si spese per la direttiva europea sul copyright

Roma – Musica e cinema, la leggenda. Ennio Morricone è stato questo. Poi per raccontarlo davvero ci vorrebbe molto, troppo di più, almeno quanto il numero sterminato delle colonne sonore composte durante la sua lunga vita professionale. Nato a Roma 91 anni fa Morricone è stato un artista di grande talento e passione. Diplomato in tromba al conservatorio, ha firmato la sua prima composizione per il cinema nel 1961, con Il Federale di Luciano Salce e da allora non si è mai fermato.

Il più grande di tutti, gli è bastato un fischio per entrare nella storia della musica da cinema, il genio Morricone si spiega così. Poi a descriverlo ci sono oltre 600 composizioni, 70 milioni di dischi venduti, 2 premi Oscar in 60 anni di carriera. Lunghissima da citare senza fare torti, la lista dei registi che hanno affidato le pellicole alla sua maestria.

Il successo internazionale l’ha raggiunto con Sergio Leone (suo compagno di scuola alle elementari), la trilogia western e il capolavoro C’era una volta in America. Successi proseguiti con il Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, Novecento di Bernardo Bertolucci, Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore per finire con The Intouchables di Brian De Palma, e The Hateful eight di Quentin Tarantino. Altrettanto lunga la lista di premi e riconoscimenti: oltre ai due Oscar, ha vinto il Leone d’oro alla carriera, 8 Nastri D’argento, 5 Bafta, 5 candidature agli Oscar, 7 David Di Donatello, 3 Golden Globes, 1 Grammy e 1 European Film Award.

“Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un’impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento”, scrive in un messaggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell’Italia nel mondo”. Soprattutto ha fatto sognare intere generazioni con la suggestione delle sue melodie che resteranno incise per sempre, così come le sue composizioni scritte non per il cinema a cui il Maestro teneva particolarmente.

“Un grande artista europeo che ha lavorato con i più grandi registi mondiali” ha detto il portavoce della Commissione Eric Mamer nel corso del briefing mattutino. Da Bruxelles l’omaggio del presidente David Sassoli, “Morricone artista sublime, maestro di emozioni” e il ricordo del commissario Paolo Gentiloni “con la sua musica ha fatto grandi il cinema, la sua Roma e l’Italia nel mondo”.

A Bruxelles a febbraio gli era stato consegnato il ‘Camille Award’ premio alla carriera dell’Alleanza dei compositori e autori UE ECSA con una motivazione non solo artistica: “Uno dei più bravi compositori ma anche il migliore difensore dei diritti d’autore”. Un anno prima, in occasione del voto al Parlamento europeo della direttiva sul copyright scrisse un post in cui sollecitava l’iniziativa a “tutela della cultura di tutti i cittadini europei e in difesa della dignità del lavoro di tutti gli autori”.

Personaggio schivo, Morricone non ha voluto tradire la sua riservatezza neppure in questa occasione, scrivendo di pugno il suo necrologio. “Sono morto, c’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare”.