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    Home » Economia » L’UE ai governi: “Soldi per la ripresa a tutte le Regioni, la politica di coesione non si tocca”

    L’UE ai governi: “Soldi per la ripresa a tutte le Regioni, la politica di coesione non si tocca”

    Da Commissione europea, Parlamento Ue e Comitato delle regioni lo stesso messaggio: coinvolgere e responsabilizzare gli Enti locali, senza concentrare le risorse per la ripresa nei poli e nei centri più ricchi

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Luglio 2020
    in Economia
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    Bruxelles – Ben venga la proposta Michel di bilancio che non taglia le risorse alle politiche di coesione, adesso occorre che le risorse siano destinate in modo giusto, senza lasciare nessuno indietro. E’ il messaggio politico che arriva dall’Alleanza per la coesione, la coalizione che riunisce tutti i soggetti che chiedono che la politica di coesione dell’UE debba continuare a essere un pilastro del futuro dell’UE e che proprio per questo ha organizzato una conferenza, a pochi giorni dal decisivo negoziato sul bilancio comune dell’Unione europea.

    Sono 140 le regioni che chiedono di non toccare le politiche per lo sviluppo dei territori. A loro si aggiungono 137 città, 50 associazioni di governi regionali e locali, 35 associazioni settoriali dell’UE e 40 membri del Parlamento europeo. E’ proprio dal Parlamento europeo che giunge la richiesta di rispettare i principi alla base della politica di coesione nel dibattito sulle strategie per la ripresa e il rilancio dell’UE.

    “Se le risorse dello strumento di ripresa si concentrano nei principali poli economici, nelle regioni più ricche e nelle aree metropolitane, è probabile che l’intera filosofia della politica regionale cada”, avverte Younous Omarjee, presidente della commissione Sviluppo delle regioni del Parlamento europeo. “Con il fondo per la ripresa dobbiamo rispettare la politica di coesione”, vale a dire dedicare maggiori attenzione e risorse a quelle realtà locali che più hanno bisogno di sostegno. Ma soprattutto, non tradire lo spirito alla base del progetto comune. “L’Europa nasce dalla solidarietà, e può morire per carenza di solidarietà”.

    Elisa Ferreira durante il suo intervento [Bruxelles, 14 luglio 2020]
    Lo stesso messaggio che torna a ripetere Elisa Ferreira, commissaria per la Coesione. “Dobbiamo avere regioni solide economicamente”. Per questo “occorre sostenere le regioni e i settori che ne hanno più bisogno”, investendo laddove ce c’è più necessità. E’ vero, ragiona la portoghese, che la pandemia di COVID-19 ha colpito tutti, soprattutto laddove si produceva di più, ma “regioni già alla prese con sfide, hanno ancor più sfide a cui dover rispondere” in questo momento. Tradotto: chi era già in difficoltà lo è ancora di più. “Ecco perché abbiamo bisogno di una forte politica di coesione”, ed ecco il motivo per cui “non possiamo sacrificare alcun elemento della nostra proposta di coesione, né di breve, di medio, né lungo periodo”.

    Il presidente del Comitato europeo delle regioni (COR), Apostolos Tzitzikostas, non ci gira attorno, e si rivolge ai governi. “Coinvolgere attori locali e Regioni si rende necessario se vogliamo che lo strumento per la ripresa sia un successo”. Niente centralismo, quindi. “Se non si coinvolgono e non si responsabilizzano regioni, città e paesi, la ripresa è realisticamente impossibile”. Quindi, di fronte alle resistenze dei più recalcitranti, un suggerimento a tutti gli altri. “Occorre dimostrare ai cosiddetti ‘Paesi frugali’ che aiutare tutti gli Stati membri dell’UE è nell’interesse di tutto il mercato unico”, quindi anche nel loro stesso interesse.

    Tags: Apostolos TzitzikostascoesioneCovid 19CrisiElisa Ferreirapolitiche di coesioneregioniRegioni più povereripresasviluppo regionaleueYounous Omarjee

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