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L'Ungheria richiude i confini. Commissione UE scrive a Orbán per evitare nuove azioni scoordinate
Viktor Orbán e Ursula von der Leyen

L'Ungheria richiude i confini. Commissione UE scrive a Orbán per evitare nuove azioni scoordinate

Restrizioni alle frontiere interne non possono applicarsi in modo "discriminatorio nei confronti dei cittadini europei". L'Esecutivo lavora a una nuova proposta di "possibili raccomandazioni" da parte del Consiglio UE per coordinare la gestione dei confini dentro lo spazio Schengen

Bruxelles – L’Ungheria richiude i confini interni allo spazio Schengen e la Commissione europea corre ai ripari per scongiurare una seconda ondata di azioni scoordinate da parte degli Stati membri. Ylva Johansson e Didier Reynders, a nome della Commissione europea, invieranno oggi, primo settembre, una lettera al governo ungherese “per ricordare l’importanza dell’integrità dell’area Schengen e dell’applicazione di misure alla frontiera in modo non discriminatorio a tutti i cittadini e residenti dell’Unione europea”. Lo annunciano in un tweet i commissari europei agli Affari interni e alla Giustizia, in reazione alla decisione del governo ungherese, annunciata il 28 agosto, di richiudere i confini interni a partire da martedì primo settembre. Il ripristino delle misure restrittive alle frontiere interne è finalizzato a fermare la risalita dei contagi da Covid-19 nel Paese. Ad oggi, primo settembre, Budapest registra 6.257 contagi e 616 morti.

Qualsiasi misura che non sia conforme a tali principi fondamentali del diritto dell’Ue dovrebbe essere immediatamente ritirata“, prosegue il tweet, in cui i commissari annunciano di voler discutere “a breve con le nostre rispettive controparti ministeriali ungheresi per richiedere ulteriori informazioni”.


Per la Commissione europea la chiusura delle frontiere in maniera unilaterale “non rappresenta una misura efficace per combattere la pandemia”. Per questo è a lavoro per mettere a punto una nuova proposta per “possibili raccomandazioni da parte del Consiglio dell’UE” da inviare ai Paesi membri, così come quelle elaborate per la gestione delle frontiere esterne che vengono aggiornate ogni 14 giorni. La gestione delle frontiere interne e esterne è competenza esclusiva degli Stati membri e la Commissione europea può solo coordinare un approccio condiviso tra gli Stati per evitare che ognuno vada per conto proprio. Si è visto in più di un’occasione, soprattutto nella prima fase di diffusione del virus in Europa, che i Paesi hanno assunto decisioni riguardo ai propri confini in maniera autonoma e indipendente dalla volontà di Bruxelles.

Fondamentale per la Commissione che sia rispettato il principio di non discriminazione“Ci sono regole chiare in relazione alla libera circolazione dentro lo spazio europeo e i Paesi membri devono rispettarli”, ha sintetizzato un portavoce della Commissione europea durante il rituale briefing con la stampa.

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