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Il Parlamento UE chiede l'istituzione di un ciclo di monitoraggio per proteggere lo Stato di diritto

Il Parlamento UE chiede l'istituzione di un ciclo di monitoraggio per proteggere lo Stato di diritto

Con raccomandazioni specifiche per Paese, scadenze e obiettivi per l'attuazione e la possibilità per Bruxelles, in caso di mancata attuazione, di ricorrere a "misure concrete", quali procedure di infrazione, articolo 7 o condizionalità per le risorse del bilancio

Bruxelles – Raccomandazioni Paese per Paese, ciclo di monitoraggio annuale sul rispetto dei valori UE negli Stati membri, condizionalità legata ai fondi di bilancio comunitario a lungo termine. Mentre i negoziati sul bilancio e fondo di ripresa sono in stallo proprio sul tema dello stato di diritto, il Parlamento europeo ha chiesto l’istituzione di un meccanismo dell’UE rafforzato per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, approvando in seduta plenaria mercoledì 7 ottobre un’iniziativa legislativa con cui invita la Commissione europea a formulare una proposta legislativa sulla base di questa risoluzione.

Nel documento approvato si parla della necessità di istituire meccanismo integrato per rafforzare democrazia, valori europei e Stato di diritto, ma allo stesso tempo viene riproposto anche il tema di come proteggere le risorse del bilancio comunitario a lungo termine dagli Stati membri che non rispettano i princìpi su cui l’Unione si fonda. 

Nell’idea dell’Europarlamento, il meccanismo di tutela rafforzato dello stato di diritto dovrebbe prevedere un ciclo di monitoraggio annuale dei valori UE negli Stati, basato su raccomandazioni specifiche per paese, con scadenze e obiettivi legati a misure concrete da poter applicare per migliorare la condizione. L’UE dovrebbe dunque poter raccomandare ai Paesi miglioramenti da mettere in pratica, con la possibilità, in caso di mancata attuazione delle raccomandazioni, di applicare “concreti provvedimenti”, tra cui vengono menzionate procedure d’infrazione, l’applicazione dell’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea (che prevede la sospensione del diritto di voto in sede di Consiglio) oppure la condizionalità sui fondi del bilancio a lungo termine, una volta che Stati e Parlamento avranno trovato un compromesso per farla entrare in vigore. In quest’ottica, il meccanismo andrebbe a razionalizzare e consolidare gli strumenti attualmente a disposizione di Bruxelles per “mettere in riga” gli Stati, creando un sistema più integrato e quindi più efficiente. 

“La nostra proposta sostituisce e integra diversi strumenti che si sono dimostrati inefficaci, introducendo un unico ciclo di monitoraggio annuale”, spiega il relatore della proposta, il liberale Michal Šimečka. Nella proposta dell’Europarlamento la richiesta di concludere un accordo inter-istituzionale con Commissione e Consiglio per inviare “un segnale forte della determinazione dell’UE a proteggere i suoi fondamenti costituzionali”.

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