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Per la transizione digitale servono regole chiare e sostegno agli investimenti: questo il ruolo dell'UE per il prossimo decennio

Per la transizione digitale servono regole chiare e sostegno agli investimenti: questo il ruolo dell'UE per il prossimo decennio

Nell’incontro del network di think tank PromethEUs sono state indicate le linee del quadro normativo su intelligenza artificiale e il Digital services Act. Benifei : "Con il voto in plenaria in Parlamento della settimana prossima stabiliremo uno standard di eccellenza e fiducia nei consumatori"

Bruxelles – “Poche regole, ma chiare, e investimenti consistenti nelle eccellenze europee”. Ha riassunto così Roberto Viola, direttore generale della Dg Connect (Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie) della Commissione Europea, il ruolo dell’Unione Europea alla guida della transizione digitale globale nel prossimo decennio. “Su questi pilastri potremo implementare le nostre proposte sulla governance dei dati e plasmare il panorama digitale del futuro, sia a livello economico che sociale”. L’intervento del direttore di Dg Connect è stato il fulcro dell’evento organizzato oggi (martedì 13 ottobre 2020) da PrometEUs, il network di think tank sud-europei coordinato dal’Istituto per la Competitività (I-Com), “Un nuovo quadro per le regole digitali europee”. Una conferenza focalizzata sulle due priorità principali dell’agenda digitale della Commissione europea – l’intelligenza artificiale e il Digital services Act – che ha tracciato le linee guida dell’UE per contribuire allo sviluppo di un mercato digitale sostenibile.

“Abbiamo pubblicato la strategia digitale per la Commissione a febbraio, due settimane prima del lockdown”, ha esordito Viola. “Sembrano passati dieci anni da quella “normalità”, ma oggi ci rendiamo ancora più conto di quanto siano essenziali quegli elementi basilari che avevamo indicato allora”. Progresso economico e sociale, scambio dei dati e fiducia dei consumatori: sono questi i tre punti cardine di questa strategia. “La base di partenza, da cui non si può prescindere, è che la digitalizzazione aiuta l’essere umano ed è a servizio dell’avanzamento della società”, ma è assolutamente necessario che la società stessa “sia capace di usare, capire ed estrarre il massimo dai dati”, ha spiegato il direttore di Dg Connect. “Questa pandemia ci ha mostrato chiaramente quanto sia essenziale per il progresso lo scambio dei dati, dalle connessioni video, al tracciamento delle app, fino all’impegno nella ricerca di un vaccino”. Resta comunque centrale il fatto che nello sviluppo dell’intelligenza artificiale serve equilibrio tra uso della tecnologia e fiducia dei cittadini: “Il quadro di regole chiare e precise serve proprio a rendere solido questo rapporto”.

In chiusura del suo intervento Viola ha voluto sottolineare l’impegno della Commissione in un’ottica di investimenti sul lungo periodo nella transizione digitale: “Quella che abbiamo visto in questi mesi è probabilmente la più grande iniezione di risorse per la digitalizzazione dell’economia e della società nel futuro prossimo dell’Unione”. Questo, dal suo punto di vista, dimostrerebbe “quanto l’UE voglia mettersi alla guida di un modello globale del futuro dei prossimi dieci o venti anni a partire dalla ripresa da una crisi economica. La trasformazione digitale della società e dell’economia è la bussola di questo impegno, ora bisogna investire nelle regole di questo scenario“.

La questione dello stabilire regole precise per il mercato digitale dei dati è stata ripresa anche da Cinzia Guido, direttore operativo e consulente digitale nella delegazione di Confindustria presso l’Unione Europea: “Non ci sono dubbi che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale porti maggiore competitività e diversificazione sul mercato europeo per le aziende”, ha spiegato. “Ma abbiamo bisogno di una legislazione più mirata sulla gestione dei dati e i dataset, il produttore non può essere l’unico responsabile sull’utilizzo delle tecnologie”. Indicazioni più chiare chieste alle istituzioni europee per sviluppare quelli che per Confindustria sono i tre cardini dell’agenda digitale: “Economia dinamica e vibrante, infrastruttura digitale sicura e interoperabilità“. Per arrivare a ciò, Guido ha ricordato che “abbiamo bisogno di più coinvolgimento sulle competenze digitali, a partire dall’educazione, per diventare attori primari nell’economia digitale mondiale”.

L’incontro è stato concluso dall’intervento di Brando Benifei (PD), membro della commissione speciale sull’Intelligenza artificiale: “Questo dibattito arriva nel momento perfetto, perché stiamo discutendo e voteremo riguardo queste tematiche nella plenaria della prossima settimana“. L’impegno del Parlamento Europeo sulle ambizioni digitali si sta dimostrando nell’accelerazione delle tempistiche di lavoro della commissione e nella prospettiva a tutto campo dell’iniziativa: “Voteremo non solo su quello che riguarda il mercato interno, ma anche sui diritti umani da rispettare nell’ambito digitale. Dobbiamo tenerlo sempre a mente: quello che è illegale offline, è illegale online”. Non solo: “Terremo presente anche l’aspetto etico dell’intelligenza artificiale. La regolamentazione, se fatta bene e armonizzata, non impedisce il progresso”. Ambizioso, ma in linea con le linee guida indicate dall’incontro, l’obiettivo finale del Parlamento: “Vogliamo fissare uno standard di eccellenza per le piattaforme digitali e stabilire un livello di fiducia nella gestione dei dati replicabile in tutto il mondo. È fondamentale una stretta cooperazione tra istituzioni e società civile”, ha concluso Benifei.

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