HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
L’Italia chiude alle 18. Conte: stretta necessaria ma siamo un Paese forte, ce la faremo

L’Italia chiude alle 18. Conte: stretta necessaria ma siamo un Paese forte, ce la faremo

Chiusure per bar e ristoranti, cinema, teatri e palestre. Aumenta al 75 % la didattica a distanza per le scuole superiori. In un decreto in agenda già nei prossimi giorni previsti indennizzi per le categorie colpite

Roma – Curva pericolosa “bisogna agire subito” avevano detto al governo gli scienziati e oggi la stretta è arrivata con un nuovo decreto del Presidente del consiglio dei ministri che sarà in vigore dalla mezzanotte del 25 ottobre e valido fino al 23 novembre.

“Gli ultimi dati epidemiologici non ci possono lasciare indifferenti, una rapida crescita con la conseguenza che lo stress sul sistema sanitario nazionale ha raggiunto livelli preoccupanti”, ha detto Giuseppe Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi. “Di qui la necessità di misure più restrittive per evitare un lockdown generalizzato, per poter arrivare al Natale più sereni”.

Nelle stretta, spicca la chiusura di bar e ristoranti, gelaterie e pasticcerie alle 18. Ai tavoli solo quattro persone a meno che siano conviventi e dopo la chiusura è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Stop a cinema, teatri, casinò, sale scommesse, restano chiuse palestre, piscine, impianti sciistici, tutto lo sport dilettantistico e di base. Confermata l’attività sportiva professionistica ma il calcio dovrà rinunciare ai mille spettatori. Sospese sagre, feste private anche dopo i matrimoni mentre le attività religiose e di culto sono consentite nel rispetto delle regole sanitarie già previste.

Scuole e attività commerciali sono state fino all’ultimo tema di discussione nella maggioranza e tra governo e presidenti di Regione. Alla fine le lezioni a distanza per le scuole superiori dovrà arrivare almeno al 75 % ma a livello locale potrà essere estesa del tutto. Per bar e ristoranti è stata evitata la chiusura domenicale, così come resta possibile la consegna a domicilio e da asporto fino alle 24.

Per le categorie più colpite dalla nuova stretta Conte ha garantito che già nei prossimi giorni sarà varato un decreto: “gli indennizzi sono già pronti, i ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell’Agenzia delle entrate”. Previsti anche altri interventi come crediti d’imposta sugli affitti commerciali, la conferma della cassa integrazione, un’ulteriore mensilità del reddito di emergenza e una nuova indennità mensile una tantum per stagionali del turismo, spettacolo e lavoro intermittenti del mondo dello sport.

Misure di sostegno anche per la filiera agroalimentare che sarà colpita dalla chiusura dei ristoranti. “Si tratta di aiuti aggiuntivi alle misure già previste nei decreti per fronteggiare precedenti”, ha precisato il premier.

Durante la conferenza stampa Conte ha risposto a proposito delle proteste e i disordini registrati nel week end a Napoli e Roma. “C’erano semplici cittadini, anche io proverei rabbia se fossi dall’altra parte ma attenzione alle infiltrazioni, non dobbiamo offrire spazio ai professionisti della protesta e dei disordini sociali”.

Oltre ai divieti, il decreto prevede le raccomandazioni a “non spostarsi con mezzi pubblici e privati se non per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute o situazioni di necessità”, così anche di evitare di ricevere in casa persone che non siano del nucleo familiare. Indicazioni che fanno leva sulla responsabilità dei cittadini anche per evitare la chiusura dei

ARTICOLI CORRELATI