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Lagarde: la ripresa rischia di essere molto instabile
Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea

Lagarde: la ripresa rischia di essere molto instabile

Secondo la presidente della BCE la crisi "si è infiltrata e ha paralizzato settori normalmente meno sensibili al ciclo economico"

Bruxelles – Cosa succederà all’economia europea dopo la crisi da pandemia è incerto, ma rischi di essere peggio del previsto. “Il coronavirus ha causato una recessione molto insolita ed è probabile che darà origine a una ripresa altrettanto instabile”. Lo sostiene la presidente della Bce, Christine Lagarde, che questa mattina ha aperto il Forum delle Banche Centrali illustrando una ricerca presentata ieri dall’Istituto.

Secondo la presidente la crisi “si è infiltrata e ha paralizzato settori normalmente meno sensibili al ciclo economico. In una recessione normale la produzione e l’edilizia sono colpite più duramente, mentre i servizi sono più resilienti: durante il blocco in primavera, abbiamo visto il contrario”.

Nel 2008, ha ricordato Lagarde, “dopo il crollo di Lehman il manifatturiero ha contribuito con 2,8 punti percentuali alla recessione e i servizi hanno contribuito con 1,7. Ma quest’anno la perdita è stata di 9,8 punti per i servizi e molto meno, 3,2 per l’industria”.

Questo vuol dire “in primo luogo, che la ripresa da una recessione guidata dai servizi tende ad essere più lenta rispetto a una recessione guidata dai beni durevoli; in secondo luogo, le recessioni guidate dai servizi hanno un maggiore effetto sui posti di lavoro. Cinque milioni di persone nella zona euro hanno perso il lavoro nella prima metà di quest’anno. Di questi, quasi la metà lavorava nel commercio al dettaglio e all’ingrosso, nei servizi di ospitalità e ristorazione, nei trasporti, nonostante queste attività rappresentassero meno di un quinto della produzione. Nei sei mesi successivi a Lehman, il settore più colpito – l’industria – perse 900mila posti di lavoro; in terzo luogo queste perdite di posti di lavoro danneggiano in modo diseguale i gruppi socioeconomici”.

Lagarde ha spiegato che nel primo semestre del 2020 “la forza lavoro si è contratta di quasi il 7 per cento tra le persone con scarse qualifiche, che tipicamente hanno anche redditi inferiori, ma ‘solo’ del 5,4 per cento tra quelli con competenze medie ed è invece aumentata del 3,3 per quelle con competenze elevate: il doppio della perdita di posti di lavoro poco qualificati rispetto ai mesi successivi a Lehman”.

Anche la presidente della BCE rileva che “i giovani sono stati particolarmente colpiti, con licenziamenti sproporzionati e ritardato ingresso nel mercato del lavoro. Questo può avere una serie di effetti di lunga durata, inclusi guadagni inferiori da dieci a quindici anni dopo e peggiori condizioni di salute future. Quindi, sin dall’inizio, questa insolita recessione ha comportato rischi eccezionalmente elevati”.

“Ecco perché – ha concluso – è stata richiesta una risposta politica eccezionale. E quel che ha definito questa risposta politica, in Europa in particolare, è stato il policy mix”.

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