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L'Italia e il G20: la cooperazione internazionale come soluzione alle sfide di oggi e domani

L'Italia e il G20: la cooperazione internazionale come soluzione alle sfide di oggi e domani

Di Chiara Volponi, Alexandra De Col e Martina Battocchio, volontarie del programma Youth Ambassadors di The ONE Campaign

Bruxelles – In questi dodici mesi, il G20 avrà un ruolo cruciale nella ripresa dalla pandemia tramite una risposta globale che possa portare unità e prosperità a ogni persona del nostro pianeta. In passato, il G20 ha dato prova di grande tenacia di fronte a crisi di portata globale e l’attuale pandemia di Covid-19 rappresenta l’ennesima sfida con cui fare i conti.

L’attuale crisi ha invertito anni di progressi e può mettere a serio repentaglio tutte le possibilità di raggiungere gli Obiettivi allo Sviluppo Sostenibile (SDGs), compromettendo presente e futuro. Sono bastate poche settimane per cancellare  decenni di progressi nella lotta alla povertà estrema: la Banca Mondiale stima che, quest’anno, oltre 100 milioni di persone sono cadute in povertà estrema, aggiungendosi ai 700 milioni di persone che vivono con meno di 1.90 dollaro al giorno. Come giovani ambasciatrici di ONE, organizzazione apartitica che attraverso le proprie campagne promuove l’eradicazione dell’estrema povertà e delle malattie prevenibili entro il 2030, crediamo in un’azione concreta.

I benefici che deriverebbero da una cooperazione effettiva nella risposta alla pandemia sarebbero numerosi e basterebbero alcune azioni adeguatamente coordinate per
garantirla. Il nostro Paese ha l’opportunità, in quanto presidente del G20, di spingere per un
rinnovato impegno multilaterale e di cooperazione tra Paesi che inverta la rotta dalla cieca visione ‘’prima noi, poi gli altri”. L’Italia sostiene in maniera decisa a livello internazionale la necessità di garantire un accesso globale alla diagnostica, trattamenti e vaccini Covid-19, e, in diverse occasioni, non ha esitato a finanziarne lo sviluppo. Questa garanzia, estesa a tutte le fasce della popolazione, accelererebbe la fine della crisi sanitaria e salverebbe milioni di vite.

Ad oggi, nonostante l’iniziale contributo italiano, l’ACT-Accelerator, il meccanismo volto a garantire una risposta rapida e su larga scala alla pandemia, necessita di nuovi finanziamenti, che potrebbero essere stimolati da una conversazione globale tenuta nel contesto del G20. I virus non conoscono confini geografici, ma diverse sono le capacità dei diversi paesi del mondo di tutelare la vita e la salute dei propri cittadini e di contrastare le drammatiche conseguenze socioeconomiche dettate dalla crisi. L’Africa sta affrontando una crisi di liquidità e ha urgente bisogno di risorse finanziarie aggiuntive per rispondere alla pandemia. I Paesi del G20, le maggiori potenze economiche e i maggiori creditori mondiali, devono impegnarsi ad implementare dei flussi finanziari più più equi a sostegno dei paesi a basso reddito. Ci aspettiamo che, al tavolo del G20, i leader mondiali influenzino concretamente le decisioni delle organizzazioni multilaterali e private, e spingano per un accordo su un pacchetto di stimoli per l’Africa.

È essenziale estendere la moratoria per la sospensione del debito fino alla fine del 2021 e fare pressione sul Fondo Monetario Internazionale per una nuova emissione di diritti speciali di prelievo, accompagnati da un meccanismo per trasferirli dai paesi più ricchi a quelli più poveri. Inoltre, è necessaria un’azione per proteggere le rimesse, un’ancora di salvezza economica e una fonte vitale di reddito per una persona su 10 nel mondo, riducendone i costi d’invio.

Con la sua presidenza, l’Italia potrà operare in modo deciso per ripristinare l’equità del sistema finanziario e dare impulso ad una discussione che metta al centro equità e sostegno. Dobbiamo stravolgere le regole del gioco e agire per un cambiamento sistemico: in questo modo potremo mitigare le disuguaglianze che la pandemia ha accentuato e solo con un’agenda innovativa possiamo puntare al raggiungimento di questo obiettivo.

Le giovani generazioni oggi credono e necessitano di un mondo equo e giusto, in cui tutti abbiano accesso agli stessi strumenti e mezzi per arrivare ad un livello di benessere comune. Chiediamo che i leader agiscano in un’ottica innovativa, orientata al lungo termine, che dia priorità a tre pilastri fondamentali per un futuro inclusivo e giusto: persone, pianeta e prosperità equamente condivisa. Con la consapevolezza della storia del passato, un occhio al presente e l’altro che guarda al futuro, noi, come Youth Ambassador, ci battiamo per cause attuali che sappiamo avranno un impatto
negli anni a venire.

La pandemia avrà effetti nel lungo termine e saremo noi ad affrontarli, perdendo opportunità di formazione, professionalizzazione e guadagno. In quanto giovani italiane sappiamo che la presidenza del nostro paese del G20 è un’immancabile opportunità per far sentire la nostra
voce sulle tematiche che ci stanno a cuore e che sappiamo essere importanti per il futuro.Questa pandemia, che ha inesorabilmente colpito la popolazione e l’economia mondiale, ha fatto emergere le difficoltà dei governi a cooperare nella ricerca di una risposta comune efficace ed efficiente, favorendo piuttosto una condotta di tipo nazionalista in stile “my country first”. Oggi più che mai, la cooperazione internazionale può fare la differenza. Abbiamo bisogno di una classe dirigente che non faccia più distinzioni fra Nord e Sud: il nostro è un mondo unito e va visto come tale. Molti politici ed economisti hanno dichiarato a gran voce che questo G20 avrà lo scopo di “build back better” – impegniamoci a farlo davvero, cogliendo questa opportunità per poter ricostruire un mondo più forte, più unito e più solidale dove nessuno venga lasciato indietro.

Chiara Volponi, Alexandra De Col e Martina Battocchio sono volontarie del programma Youth Ambassadors di The ONE Campaign, giovani attivisti impegnati nella lotta alla povertà estrema. 

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