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Lombardia, BEI e ministero della Giustizia studiano un piano di social bond per il reinserimento dei detenuti nella società

Lombardia, BEI e ministero della Giustizia studiano un piano di social bond per il reinserimento dei detenuti nella società

La strategia attivata dal Polo europeo di consulenza sugli investimenti eseguirà uno studio di fattibilità sul lancio di un'obbligazione. "Strumenti innovativi che aiuteranno anche a ridurre i costi della pubblica amministrazione", spiega il commissario Gentiloni

Bruxelles – In arrivo per la Regione Lombardia un supporto da parte dell’Unione Europea per l’implementazione di metodologie innovative di finanziamento – come le obbligazioni a impatto sociale – per contenere i tassi di recidiva degli ex-detenuti e garantire il reinserimento nella società.

La consulenza sarà attivata attraverso il Polo europeo di consulenza sugli investimenti (European Investment Advisory Hub), finanziato dalla Commissione Europea e dalla Banca Europea per gli Investimenti. Gli esperti della BEI lavoreranno con il ministero della Giustizia italiano per le valutazioni sull’impatto sociale di questi strumenti finanziari, con un focus geografico sulla Lombardia, ma con la possibilità di essere implementato su una scala più ampia. “Siamo molto orgogliosi di condividere le nostre conoscenze in questo campo e di vedere che sempre più Paesi mostrano il loro interesse per modi così innovativi di finanziamento dei servizi sociali”, ha commentato il vicepresidente della BEI, Dario Scannapieco, responsabile delle operazioni in Italia. “Sostenere una crescita economica inclusiva che non lasci indietro nessuno è la via da seguire”.

L’accordo è stato firmato dal dipartimento dei Servizi di consulenza della BEI e dal dipartimento di Amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, ed è stato raggiunto nell’ambito della Piattaforma consultiva per la contrattazione dei risultati sociali, strumento operativo per per l’inclusione sociale e il benessere dei cittadini dell’Unione. Grazie a questo accordo sarà eseguito uno studio di fattibilità completo sul lancio di un’obbligazione a impatto sociale: una soluzione che prevede la partecipazione degli investitori privati e la condivisione del rischio in iniziative del mercato del lavoro con un risultato misurabile. Secondo il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, “il supporto e l’assistenza tecnica consentiranno al Ministero della Giustizia italiano di facilitare l’inclusione sociale dei detenuti, inizialmente in Lombardia ma poi si spera in altre anche le regioni”. Non solo: “Queste soluzioni di finanziamento ridurranno anche i costi per la pubblica amministrazione“, ha aggiunto.

I bond a impatto sociale andranno a contribuire al finanziamento di azioni innovative secondo il principio della missione rieducativa della pena, fornendo ai detenuti competenze trasversali e conoscenze specifiche che possono aumentare la loro possibilità di trovare un lavoro. “Questo approccio innovativo potrebbe essere replicato per consentire alla pubblica amministrazione di adempiere meglio alla missione rieducativa del proprio sistema penitenziario”, ha commentato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Anche il ministro ha voluto ricordare che l’inclusione lavorativa degli ex-detenuti ridurrebbe i costi per la pubblica amministrazione: “Lavorare insieme a partner qualificati come la Banca Europea per gli Investimenti è fondamentale per andare verso la riduzione del tasso di recidiva, che oggi ha raggiunto circa il 68 per cento, con un costo sociale di circa 130 milioni di euro all’anno“.

L’auspicio del ministro Bonafede che “questa forma molto promettente di cooperazione tra pubblico e privato” possa portare a risultati tangibili in poco tempo è stata condivisa anche dal capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia: “Accolgo con favore questa partnership, la prima in Europa, e spero che porti allo sviluppo di un nuovo modello finanziario e organizzativo con il coinvolgimento del capitale privato e di fondi europei per affrontare obiettivi sociali”. In caso di successo, “avremo a disposizione un modello replicabile anche ad altre regioni italiane già nel 2021“, ha concluso Petralia.