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    Home » Cronaca » Frontex respinge le accuse sui pushback illegali, ma al Parlamento Ue tanti chiedono le dimissioni di Leggeri

    Frontex respinge le accuse sui pushback illegali, ma al Parlamento Ue tanti chiedono le dimissioni di Leggeri

    In audizione in commissione LIBE, il direttore dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera respinge le accuse: "Nessun coinvolgimento" nei presunti respingimenti al confine greco-turco

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    1 Dicembre 2020
    in Cronaca
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    Bruxelles – “Non abbiamo prove concrete di personale Frontex coinvolto direttamente o indirettamente in operazioni di respingimento in Grecia” dei richiedenti asilo da parte degli Stati membri. Così il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, in audizione della commissione Libertà Civili del Parlamento europeo risponde alle accuse sui presunti respingimenti di migranti in Grecia in cui di recente è stata coinvolta l’agenzia dell’Ue che si occupa della gestione delle frontiere. Due situazioni considerate sospette, ha poi precisato, “sono state segnalate alle autorità greche”.

    I deputati della commissione Libertà civili del Parlamento europeo hanno organizzato l’audizione per poter discutere con il direttore esecutivo dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera dopo che un’inchiesta congiunta pubblicata lo scorso ottobre dai media Bellingcat, Lighthouse Reports, Der Spiegel, ARD e TV Asahi, ha evidenziato il coinvolgimento presunto di Frontex in un episodio di pushback al confine marittimo greco-turco, nel Mar Egeo. In realtà solo la goccia che fa traboccare il vaso. Già a luglio, era emersa un’indagine sulle azioni illegali delle autorità greche, di cui pare che fossero a conoscenza anche alcuni agenti di Frontex. In seguito alle accuse, e dietro sollecitazione della Commissione europea, Frontex ha avviato una indagine interna. 

    Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex

    “Abbiamo motivi fondati di essere preoccupati”, ha esordito il presidente della LIBE Juan Fernando Lopez Aguilar, aprendo le discussioni. Leggeri ha spiegato a più riprese nel corso dell’audizione che quando non viene effettuata una operazione di soccorso SAR, le imbarcazioni che passano illegalmente il confine o che si considerano coinvolte nel traffico di migranti vengono “intercettate” e lo Stato membro aiutato da Frontex può ordinare il sequestro della barca oppure farle cambiare rotta. Il tema dei respingimenti tocca però il diritto europeo e internazionale che vincola gli stati a registrare tutte le richieste di asilo e valutarle, prima di decidere per l’eventuale allontanamento di chi non ha diritto a rimanere in Ue. Se sulle imbarcazioni respinte ci sono anche individui che hanno diritto alla protezione internazionale, in questo caso il loro diritto non è tutelato.

    Condivisa tra i membri della commissione l’impressione che Leggeri non abbia risposto in maniera esaustiva alle loro domande per una maggiore trasparenza. Dopo la riunione di oggi, il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo ha chiesto al direttore esecutivo di Frontex di dimettersi “dopo mesi di accuse sul coinvolgimento dell’agenzia in pratiche illegali e violazioni dei diritti fondamentali”. In una nota dura scrivono che “Leggeri non ha risposto alle domande relative al coinvolgimento dell’agenzia nei respingimenti alle frontiere esterne dell’UE volti a impedire l’ingresso nell’UE dei richiedenti asilo”. “Nella gestione di queste accuse il direttore esecutivo Fabrice Leggeri ha completamente perso la nostra fiducia ed è ora che si dimetta”, ha suggerito la vicepresidente S&D responsabile per la materia migratoria Kati Piri, la quale durante il dibattito ha chiesto in maniera provocatoria a Leggeri “Secondo lei basta inviare una letterina al governo greco, in caso di violazione dei diritti umani?”. Dopo l’audizione, gli eurodeputati S&D hanno concluso che la posizione di Leggeri a capo di Frontex “non è sostenibile”, soprattutto alla luce del ruolo rafforzato che Frontex dovrebbe assumere nel nuovo Patto sull’immigrazione e asilo, presentato dalla Commissione europea lo scorso 23 settembre.

    Lo stesso è espresso dai deputati Verdi / ALE che hanno chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta. “Oggi, mentre le prove contro Frontex continuano ad accumularsi, le risposte del suo direttore Fabrice Leggeri non mi soddisfano. I respingimenti privano i rifugiati del diritto di asilo, mettono in pericolo vite umane e sono illegali ai sensi del diritto internazionale”, ha accusato l’eurodeputato della LIBE, Damien Carem.“Lungi dal condannare queste violazioni dei nostri valori comuni e del diritto internazionale, Frontex sembra addirittura facilitarle. Il Parlamento deve ora istituire una commissione d’inchiesta per indagare in modo indipendente su ciò che sta accadendo alle nostre frontiere, come chiedo da mesi”, ha sottolineato.

    Anche la liberale olandese di Renew, Sophie in ‘T Veld, ha accusato Leggeri di essere “a capo di 10mila uomini, vogliamo poterci fidare di te, ma se non riuscite a fare un’indagine interna, come potete assolvere al vostro compito?”. Linea dura condivisa anche dalla Sinistra Unitaria della GUE. “La complicità di Frontex nei respingimenti disumani e illegali è stata finalmente dimostrata. Da molto tempo l’agenzia è nota per la sua mancanza di trasparenza e disonestà”, ha affermato anche l’eurodeputata Sira Rego. “Con questa indagine, non dobbiamo più allocare risorse a un’agenzia che si dedica a fare il lavoro sporco dei governi degli Stati membri. Fabrice Leggeri deve dimettersi per questo ”, ha concluso.

    Tags: commissione europeaFabrice LeggeriFrontexgreciamigrantirespingimenti

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