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Francia, morto l'ex presidente Valéry Giscard d'Estaing. Fu
Valéry Giscard d'Estaing, Presidente del Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa, a Roma per la firma del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa e l'Atto finale

Francia, morto l'ex presidente Valéry Giscard d'Estaing. Fu "architetto" dell'integrazione europea

Capo dell'Eliseo dal 1974 al 1981, è morto a 94 anni per complicazioni legate al Covid-19

Bruxelles – Valéry Giscard d’Estaing, presidente della Francia dal 1974 al 1981, è morto mercoledì sera all’età di 94 anni. Da metà novembre era stato ricoverato all’ospedale a Tours per una insufficienza cardiaca e secondo quanto riferito dai famigliari sarebbe morto per complicazioni legate al Coronavirus. Si è spento circondato dalla sua famiglia nella sua tenuta nella Francia centrale, ha riferito l’agenzia di stampa AFP.

A capo dell’Eliseo dal 1974 al 1981, è stato tra i più giovani presidenti della Repubblica francese, eletto quando aveva 48 anni battendo sul filo François Mitterrand (50,7 per cento dei voti), presentandosi come alternativa moderna al conservatorismo del gollismo. Nei suoi sette anni di mandato, ha sostenuto una serie di provvedimenti per la modernizzazione della società francese, consentendo il divorzio per mutuo consenso, depenalizzando l’aborto e abbassando l’età di voto da 21 agli attuali 18 anni. Si è espresso anche contro alla pena di morte, che anche se durante il suo mandato si è rifiutato di commutare tre delle condanne a morte. La pena di morte non fu più usata in Francia dopo il 1977. Nel 1981 non riuscì a farsi rieleggere alle presidenziali, e fu sconfitto da Mitterand. Non abbandonò però la politica: fu eletto deputato all’Assemblea Nazionale negli anni Ottanta e tra il 1989 e il 1993 fu parlamentare europeo. 

Valéry Giscard d’Estaing e Helmut Schmidt al Consiglio europeo del luglio 1975

Non fu solo capo dell’Eliseo, ma è riconosciuto da molti come “architetto” del progetto di integrazione europeo che in quegli anni stava gettando le basi per la futura Unione. Contribuì a stabilire un solido asse franco-tedesco, grazie al rapporto stretto con l’ex cancelliere della Germania occidentale Helmut Schmidt. Insieme hanno gettato le basi per la moneta unica euro, istituendo il Sistema monetario europeo (SME) che entrò in vigore nel 1979 e per la formazione del Consiglio europeo, il vertice che riunisce capi di Stato e Governo, riunitosi per la prima volta nel 1974.

In questi termini lo ha ricordato anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “Modernizzatore della Francia, le ha fatto svolgere appieno il suo ruolo di leader in Europa”, ha scritto in un tweet. “Insieme a Helmut Schmidt, hanno realizzato il loro sogno di un’Europa più integrata. Ha creato il Consiglio europeo, che ha posto le basi dell’unione monetaria, e quindi dell’euro”.

“Oggi piangiamo un grande europeo che continuerà a ispirarci”, scrive anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. “Nel suo cuore, i destini della Francia e dell’Europa erano intrecciati”.

“Per tutta la vita ha lavorato a favore del rafforzamento della costruzione europea”, ha scritto su Twitter l’alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell.

“È un europeo convinto che ci lascia. Ha dedicato la sua vita a fare dell’Europa un attore chiave sulla scena mondiale. Presidente della Convenzione sul futuro dell’Europa, ha cercato di dotare l’UE di una Costituzione tanto necessaria”, scrive il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli. 

“Gli dobbiamo molto”. “La Francia perde un grande presidente, l’Europa un immenso artigiano”, ha scritto il ministro francese agli Affari Europei, Clement Beaune.