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    Home » Sport » Addio a Paolo Rossi, muore a 64 anni il mito del calcio italiano. Dall’esordio azzurro in Belgio al Mundial 1982

    Addio a Paolo Rossi, muore a 64 anni il mito del calcio italiano. Dall’esordio azzurro in Belgio al Mundial 1982

    Si è spento nella notte l'ex-attaccante e campione del mondo in Spagna. Con la maglia della nazionale maggiore aveva esordito nel 1977 in un'amichevole a Liegi: "Mi sento investito dalla responsabilità di rappresentare tutto il Paese"

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    10 Dicembre 2020
    in Sport

    Bruxelles – Un ragazzo di 21 anni scende sulla fascia destra sul campo di Liegi, in Belgio. È il 21 dicembre 1977 e sta facendo il suo esordio con la maglia della nazionale italiana di calcio. Il suo nome è Paolo Rossi, ma già qualcuno inizia a chiamarlo ‘Pablito’. Al termine dell’incontro (vinto 1 a 0 dall’Italia con un gol su punizione di Giancarlo Antognoni), quel giovane esordiente dirà: “È stata una delle più grandi emozioni della mia vita. Quando è partito l’inno di Mameli mi sono sentito investito dalla responsabilità di rappresentare tutto il Paese”.

    Quarantatre anni anni dopo, Paolo Rossi non c’è più. È una di quelle notizie che nessun giornalista vorrebbe scrivere e nessun lettore appassionato di calcio vorrebbe leggere. Il trascinatore della nazionale italiana ai Mondiali di Spagna del 1982 – l’Italia di Zoff e Bearzot, l’Italia dell’urlo di Tardelli nella finale contro la Germania Ovest – è morto a 64 anni, portato via da un tumore. A darne la notizia è stata la moglie Federica Cappelletti questa notte, con un commovente post su Instagram.

    Dopo l’esordio in nazionale maggiore nell’amichevole contro il Belgio del 1977, Rossi fu convocato al Mondiale dell’anno successivo in Argentina. Segnò nella gara d’esordio contro la Francia e concluse il torneo con 3 gol: ma la sua eredità più pesante, proprio in quel Mondiale del 1978, fu la consacrazione con il soprannome di ‘Pablito’.

    Dovette saltare gli Europei del 1980 in casa, a causa di una squalifica che lo tenne lontano per due anni dalla nazionale. Ma fu subito convocato dal ct Bearzot per i Mondiali del 1982. Con la numero 20 sulle spalle guidò la cavalcata dell’Italia verso la conquista del terzo titolo di campione del mondo: tre gol al Brasile di Zico, due alla Polonia di Boniek, uno alla Germania Rummenigge in finale. Per Rossi fu l’accesso nell’olimpo dei più grandi giocatori della storia della nazionale maggiore.

    Giocò le partite di qualificazione all’Europeo del 1984 in Francia, ma l’Italia uscì con la Romania e non riuscì ad accedere alla fase finale del torneo (si ricorda un evidente fallo da rigore non fischiato dall’arbitro proprio su Rossi). Fu convocato per il Mondiale in Messico due anni dopo, ma non trovò spazio nella nuova formazione di Bearzot. La sua ultima apparizione in azzurro fu l’amichevole contro la Cina a Napoli l’11 maggio 1986, prima della partenza per il Messico. Fino alla fine, onorando la maglia della nazionale e rappresentando un Paese intero. Da esordiente, quanto da campione del Mondo in carica. Addio Pablito.

    Il cordoglio delle istituzioni

    Questa mattina la Camera dei Deputati ha omaggiato con un lungo applauso il campione scomparso nella notte e i deputati di tutti i gruppi parlamentari sono intervenuti per ricordarlo. “Nell’indimenticabile estate del 1982 seguivamo tutti con il fiato sospeso le tue azioni, il talento, la volontà di ferro, la caparbietà”, ha commentato il presidente della Camera, Roberto Fico. “Quanta gioia. Caro Paolo, il tuo sorriso in quella estate è uno dei ricordi più belli per il nostro Paese, rimarrà nella storia e nei cuori di tutti. Addio grande campione”. Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prima di partecipare al Consiglio Europeo, ha voluto esprimere il suo cordoglio: “È stato il simbolo di una Nazionale e di un’Italia, unita e tenace, capace di battere avversari di enorme caratura”, ha scritto su Twitter. “Addio a Paolo Rossi, indimenticabile campione. L’Italia ti ricorderà con affetto”.

    Nell'estate del 1982 con i suoi gol ha regalato un sogno a intere generazioni. È stato il simbolo di una Nazionale e di un'Italia, unita e tenace, capace di battere avversari di enorme caratura. Addio a Paolo Rossi, indimenticabile campione. L'Italia ti ricorderà con affetto pic.twitter.com/oxaYUwsquf

    — Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) December 10, 2020

    “L’estate del 1982 resterà indimenticabile per tante generazioni di italiani, compresa la mia”, ha omaggiato così Rossi il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola. “Buon vento Pablito, grazie per averci fatto sognare”. Da parte tedesca è arrivato il cordoglio dell’ambasciatore di Germania in Italia, Viktor Elbling: “Siamo tristi per la scomparsa di Paolo Rossi, un grande campione del calcio mondiale, avversario ma anche amico”, ha scritto su Twitter. “Pablito rimane nel cuore degli sportivi tedeschi”.

    https://twitter.com/amendolaenzo/status/1336991294921519108?s=20

    Anche da Bruxelles, tra le fila degli europarlamentari italiani, è arrivato il cordoglio per la scomparsa di Rossi. “L’Italia perde oggi una figura leggendaria, un campione, un eroe con la faccia e il cuore da ragazzino”, dice Dino Giarrusso (M5S). “Paolo Rossi era un grandissimo uomo oltre che un grandissimo calciatore. È stato un onore conoscerlo”. Per Sandro Gozi (Renew Europe) “non erano soltanto gol. Hai aiutato un intero Paese a rialzare la testa e ritrovare l’orgoglio nazionale dopo anni bui”.

    Non erano soltanto gol… Hai aiutato un intero Paese a rialzare la testa e ritrovare l'orgoglio nazionale dopo anni bui. Ciao #Pablito e grazie di tutto, eroe Mundial #PaoloRossi pic.twitter.com/mS4xoAEIbZ

    — Sandro Gozi (@sandrogozi) December 10, 2020

    Tags: BrasilecalcioEnzo Amendolagermaniagiuseppe conteitaliapaolo rossiroberto fico

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