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Euro come alternativa al dollaro per gli scambi, l'UE insiste sull'autonomia strategica

Euro come alternativa al dollaro per gli scambi, l'UE insiste sull'autonomia strategica

Il settore dell'energia, sopratutto quella alternativa, tra i segmenti dove il team von der Leyen punta di più. Il meccanismo per la ripresa, con il debito comune, l'occasione per creare titoli denominati con la moneta unica

Bruxelles – L’Unione europea vuole rilanciare il ruolo della moneta unica nel commercio mondiale. Il team von der Leyen dichiara guerra al dollaro con la nuova strategia per un’Euro più forte nel mondo, volta a sviluppare “strumenti e parametri di riferimento denominati in euro”, così da promuoverne lo status di valuta di riferimento internazionale “nei settori dell’energia e delle materie prime, anche per i nascenti vettori energetici come l’idrogeno”. Questa la mossa, come annunciato dai commissari Valdis Dombrovskis (Commercio ed Economia per le persone) e Paolo Gentiloni (Economia).

Attualmente la moneta degli Stati Uniti domina il commercio planetario. L’88% degli scambi giornalieri avviene in dollari, mentre in Euro si compie appena il 32% delle transazioni quotidiane su scala mondiale. L’Europa vuole correre ai ripari, in nome della sua autonomia strategica e di una maggiora protezione delle turbolenze. “Un ruolo internazionale più forte dell’euro proteggerebbe la nostra economia dagli shock dei cambi e ridurrebbe la dipendenza da altre valute”, spiega Gentiloni. Inoltre, usando la moneta ufficiale dell’UE verrebbero meno i costi di cambio. Il che “garantirebbe minori costi di transazione, finanziamento e gestione del rischio”.

Molto di questa strategia dipenderà da Next Generation EU, il programma per la ripresa in cui è incastonato il recovery fund. A Bruxelles non hanno dubbi. L’emissione di obbligazioni di alta qualità denominate in euro nell’ambito di NextGenerationEU  aggiungerà notevole profondità e liquidità ai mercati dei capitali dell’UE nei prossimi anni e renderà loro, insieme all’euro, più attraenti per gli investitori”. Con il meccanismo per la ripresa, ricorda il commissario per l’Economia, l’UE diventerà uno dei principali emittenti di debito a livello mondiale. “Emetteremo quasi 1 trilione di euro di nuovo debito entro il 2026, offrendo l’opportunità di stabilire un punto di riferimento globale per gli investitori internazionali”.

L’UE dunque parte alla volta della conquista dei mercati e delle sue transazioni, in settori oltretutti strategici. Oggi i prezzi di gas e petrolio sono fissati in dollari, l’UE vuole una conversione energetica sostenibile anche in termini valutari. Bisognerà capire come reagirà la nuova amministrazione americana. Domani (20 gennaio) alla Casa Bianca si insedia Joe Biden, a cui l’UE guarda con grande attenzione. “Non vediamo l’ora di lavorare con lui, in quanto grande sostenitore del multilateralismo e della creazione di alleanze”, sottolinea Dombrovskis. Intanto però l’UE lancia la sfida della valuta.

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