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Giornata della memoria per la Shoah, l'Europa ricorda. Il presidente Sassoli:
International Holocaust Commemoration Day

Giornata della memoria per la Shoah, l'Europa ricorda. Il presidente Sassoli: "Nazionalismo crea nemici"

Da Bruxelles il capo dell'Eurocamera apre la cerimonia di commemorazione: "La pace la solidarietà la reciproca comprensione sono moltiplicatori di benessere e di sicurezza". E la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen annuncia una strategia contro l'antisemitismo

Bruxelles – “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. Il presidente del Parlamento David Sassoli cita una celebre frase dello scrittore Primo Levi nel suo discorso di apertura alla Giornata della memoria nella quale si ricorda il dramma dello sterminio nazista a 76 anni di distanza dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau da parte delle truppe sovietiche.

“Auschwitz ci ricorda ogni giorno di quali nefandezze può essere capace il genere umano se si lascia catturare dal fanatismo, dall’odio dalla violenza, la stessa che si manifesta in tante parti del mondo mettendo a rischio la pace la civiltà e la convivenza”, ha dichiarato il presidente nell’aula del Parlamento di Bruxelles dopo l’esibizione del canto “Doyne, Szόl a kakas már”, una tradizionale canzione in lingua yiddish del compositore Yitzchak Isaac Taub. “Le persecuzioni dei nazisti erano finalizzate a realizzare una società basata su un nazionalismo esasperato, un virus che, come vediamo ancora oggi, può ritornare, e che non possiamo dire di aver sconfitto. Nel nuovo ordine immaginato dai nazisti non poteva esserci posto per la diversità, per il dialogo, per l’accettazione dell’altro per il confronto. Essi desideravano una società senza ebrei, senza dissidenti politici, senza omosessuali, senza disabili mentali, senza prigionieri di guerra, senza testimoni di geova, senza rom, sinti e slavi”.

Fare memoria è quindi un dovere, perché quanto è successo non possa accadere mai più”, ha continuato riferendosi al compito che spetta alle generazioni nate dopo la Seconda guerra mondiale. “La storia ci pone davanti ancora una volta davanti al lato più oscuro dell’umanità alla perdita totale del sentimento più elementare della pietà. La seduzione ideologica deve essere ricordata e condannata, e dobbiamo farlo senza più quasi la voce dei testimoni che l’hanno vissuta”.

Sulla nascita dell’Unione Europea Sassoli ha ricordato l’ideale che ha dato la forza per reagire alla tragedia della guerra. “La costruzione dell’Europa non è solo una straordinaria risposta agli orrori del nazismo ma anche uno dei motori fondamentali del processo di integrazione tra i Paesi democratici, la nostra storia ci insegna che non sarà il nazionalismo di ritorno a proteggerci dalle nuove insidie perché la sacralizzazione delle frontiere così come la ricerca di un’identità pura e univoca non farà altro che produrre nuovi nemici”, ha detto invitando a custodire il patrimonio delle istituzioni fondate per ricostruire l’Europa.  “Dobbiamo vivere la responsabilità della custodia della democrazia e dell’Europa libera perché è l’unica realtà che può consentirci di riscoprire quella vocazione che ci ha portato a costruire uno spazio di democrazia in cui il diritto  il termine di riferimento con cui regoliamo i rapporti fra gli stati membri e tra i cittadini”.

Allacciandosi alla crisi che la società sta vivendo in questi mesi per la pandemia provocata dal Covid-19, il Presidente ha rimarcato la necessità di non retrocedere nella difesa dei valori e della solidarietà. “In questi mesi così difficili abbiamo imparato a comprendere il senso della nostra interdipendenza. Oggi più che mai dobbiamo quindi agire insieme e proteggere la nostra coesione, cioè il contesto nel quale intere generazioni hanno fatto esperienza di pace e hanno saputo costruire un modello che per una lunga stagione ha favorito benessere, crescita economica, diritti. Perché la pace la solidarietà la reciproca comprensione sono moltiplicatori di benessere e di sicurezza. Ma tutto questo è possibile solo con una società viva plurale sorretta da principi di umanità non sorretta da monadi separate ma di solide relazioni”.

“Dobbiamo sentire tutti l’impegno per una lucida e vigile coscienza storica, capace non solo di rendere testimonianza ma anche di capire, prevenire e intervenire ogni qualvolta si diffondono i semi del male assoluto” ha detto concludendo il suo discorso.

“L’Unione Europea è nata anche come un insieme di minoranze e ha consentito agli ebrei di prendere effettivamente parte al processo di costruzione come cittadini a pieno titolo della nuova Europa, garantendo loro l’integrità fisica e la protezione della loro fede. Alla luce della rabbia che sta montando nei confronti degli immigrati la domanda che dobbiamo porci è: stiamo calcando la stessa strada che l’Europa ha percorso circa 100 anni fa distruggendo il meraviglioso mosaico di culture, o siamo sulla strada di accettare la sfida di difendere le libertà e i diritti europei garantirli per tutti?” ha detto il Presidente della Conferenza dei rabbini europei Pinchas Goldschimdt sottolineando anche la necessità di un maggiore impegno dell’UE per la salvaguardia dei diritti religiosi nel continente (riferendosi in particolare alle pene che alcuni Stati europei hanno pensato di introdurre rispetto alla pratica della circoncisione).

La cerimonia è stata caratterizzata anche dalla partecipazione di Gyula Sarkosi, coreografo intervenuto in rappresentante della comunità rom. “Molti dei rom sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti non furono in grado di provare il possesso di una casa, di un pezzo di terra o di una qualsiasi altra proprietà. Qualsiasi cosa accada al futuro, sono sicuro che i rom continueranno a vivere in Europa. Ci sentiamo parte della storia del continente e qui vogliamo stare”, ha concluso prima di recitare una poesia recitata dai prigionieri rom nei campi di concentramento.

Il compito di proteggere l’Europa dall’antisemitismo è stato chiamato a poche ore dalla Giornata della memoria anche dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Sono molto preoccupata nel riscontrare altro odio nei confronti degli ebrei, in Europa e altrove. “In questi tempi di pandemia stiamo assistendo alla crescita di teorie complottiste e a politiche di disinformazione che spesso promuovono discorsi antisemiti. Siamo difronte a una forte distorsione e negazione degli eventi dell’Olocausto. Non dobbiamo mai dimenticare quegli orrori”, ha dichiarato in un comunicato annunciando la presentazione di una strategia volta a combattere l’antisemitismo e a promuovere la cultura ebraica.

Un appello a cui ha fatto eco anche il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. “Non c’è posto per l’antisemitismo nelle nostre società. Non tollereremo che gli ebrei temano per la loro vita nell’Unione Europea. L’Europa senza gli ebrei non sarebbe l’Europa”. E sull’importanza di ricordare l’Olocausto ha detto: “Dobbiamo farlo anche per la fedeltà ai nostri valori umani più profondi negati da chi ha perpetrato crimini indicibili e da chi è rimasto in silenzio. Il silenzio è il primo passo per l’accettazione di questi orrori”.

Diversi i messaggi di commemorazione espressi da tutte le forze politiche e da tutti i rappresentanti delle istituzioni europee. “Mi auguro che il Giorno della Memoria sia un momento di riflessione collettiva nazionale ed europea su come prevenire che si diffondano nella nostra società i semi avvelenati dell’antisemitismo, del razzismo, delle discriminazioni e delle violenze contro le minoranze etniche e religiose. Tutti insieme dobbiamo impegnarci affinché Auschwitz-Birkenau siano episodi isolati della storia, insieme possiamo far vincere la cultura del rispetto e dell’accoglienza di tutti i cittadini, nessuno escluso”, ha scritto in una nota Isabella Adinolfi, europarlamentare del Movimento 5 Stelle (NI).