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Sovranità digitale: UE indietro sul 5G, ma più investimenti nelle telecomunicazioni

Sovranità digitale: UE indietro sul 5G, ma più investimenti nelle telecomunicazioni

Secondo il rapporto dell'associazione europea dei leader di settore (ETNO), sono in espansione i modelli di business che vanno oltre la connettività di base: stimati a 100,4 miliardi di euro i ricavi da dati, cloud e sicurezza nel 2021

Bruxelles – C’è molto lavoro da fare per l’Unione Europea sulla strada della sovranità digitale, anche se è chiara la tendenza positiva sul fronte degli investimenti nel campo del 5G, dell’intelligenza artificiale e degli investimenti di rete. È quanto emerge dal report State of Digital Communications pubblicato da ETNO, l’associazione europea degli operatori leader nel campo delle telecomunicazioni (qui il link al rapporto).

Stati Uniti e Corea del Sud, i competitor globali dell’Unione Europea in campo digitale, rimangono distanti, ma è significativa l’implementazione delle nuove reti all’interno dei confini europei. Le società di telecomunicazioni hanno compiuto progressi significativi per migliorare la connettività: si prevede che i cittadini europei che potranno sfruttare la Fiber to the Home (“fibra fino a casa”) passeranno dal 43 per cento nel 2020 al 50 per cento nel 2022. Quando si tratta di dispositivi mobili, il numero di cittadini coperti da almeno una rete 5G è cresciuta dal 12,9 per cento nel 2019 al 24,4 per cento nel terzo trimestre del 2020: per fare un confronto, negli Stati Uniti il 76 per cento della popolazione è già coperta dal 5G e in Corea del Sud il 93 per cento.

Gli investimenti totali nelle telecomunicazioni in Europa hanno raggiunto i 51,7 miliardi di euro nel 2019 (in aumento rispetto ai 48,6 miliardi del 2018), di cui il 70 per cento è fornito dalle società ETNO. Il valore aggiunto al PIL europeo è stato di 141,5 miliardi di euro nel 2019 e sono evidenti i segnali che la capacità di investimento nel settore delle telecomunicazioni sia aumentata in Europa: l’intensità di capitale delle società ETNO è del 18,7 per cento, un livello superiore alla Corea del Sud, al Giappone e agli Stati Uniti, tutti inferiori al 16 per cento.

Mentre il continente si sforza di colmare i divari digitali, le società di telecomunicazioni europee si stanno espandendo in aree che vanno oltre la connettività di base: si tratta di modelli di business basati su dati, cloud e sicurezza. Il rapporto rileva che i ricavi delle telecomunicazioni europee dai servizi digitali dovrebbero passare da 65 miliardi di euro nel 2017 a 100,4 miliardi nel 2021. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, l’UE sta assumendo un ruolo fondamentale nel promuovere l’innovazione: nel periodo 2010-2020, l’Europa ha ottenuto 11.400 brevetti, con risultati migliori di Cina (5.700) e Giappone (4.000), anche se ancora dietro a Stati Uniti (53.200) e Corea del Sud (16.800). Rappresentando una parte crescente dell’analisi relativa alle telecomunicazioni, l’uso crescente di questa tecnologia nel settore potrebbe diventare la chiave di volta per colmare il divario di innovazione dell’Unione.