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COVID, Eurostat: aumento dei risparmi per le famiglie europee, ma crollano i consumi

COVID, Eurostat: aumento dei risparmi per le famiglie europee, ma crollano i consumi

A fronte di una leggera crescita del reddito lordo disponibile nell'Unione, anche nel terzo trimestre 2020 la spesa è stata inferiore rispetto all'anno precedente. L'Italia registra il secondo peggior tasso

Bruxelles – Nell’anno della pandemia di Coronavirus in Europa si è risparmiato di più, ma a fronte di una contrazione della spesa per i consumi. È quanto emerge dalla panoramica fornita da Eurostat sul terzo trimestre del 2020: il tasso di risparmio delle famiglie dell’Unione Europea è superiore di 4,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019. Come sottolineato da Eurostat, la ragione principale è però legata a una spesa per consumi delle famiglie europee inferiore del 3,6 per cento rispetto a un anno fa, mentre il reddito disponibile lordo ha recuperato di 1,5 punti percentuali.

La tendenza di crescita nel risparmio si è registrata in tutti gli Stati membri per cui sono disponibili i dati del terzo trimestre 2020: l’aumento annuo più elevato è stato osservato nei Paesi Bassi (+7,9 punti percentuali) e in Danimarca (+7,7). Terza l’Italia (oltre il 6 per cento), sopra la media UE insieme a Spagna e Austria. Va evidenziato che questo aumento su base annua è stato inferiore rispetto al secondo trimestre del 2020, dal momento in cui la spesa per i consumi individuali ha registrato una leggera ripresa.

Scorporando i dati sul tasso di risparmio, vanno considerati due fattori: il reddito disponibile lordo e la spesa per i consumi individuali. Per quanto riguarda il primo, rispetto al terzo trimestre 2019 si è registrato un aumento in tutti i Paesi UE considerati, fatta eccezione per la Spagna (-2 per cento) e l’Italia, dove il tasso del reddito disponibile lordo è leggermente negativo (-0,1).

Il vero problema rimane la spesa per i consumi. Il calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente coinvolge tutti i Paesi membri, fatta eccezione per la Polonia (+3,8 per cento) e il Portogallo (+0,2). L’Italia registra una delle maggiori diminuzioni annue dei consumi delle famiglie nell’Unione Europea, con il -7,4 per cento, alle spalle solo della Spegna (-8,5).