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COVID, vaccino russo Sputnik V efficace al 91,6%. Ungheria è l'unico Paese Ue ad averlo autorizzato

COVID, vaccino russo Sputnik V efficace al 91,6%. Ungheria è l'unico Paese Ue ad averlo autorizzato

A Budapest oggi i primi lotti. In corso i colloqui con l'Agenzia europea per i medicinali per valutare l'autorizzazione in tutta Ue, ma non è chiaro se la Commissione vorrà includere il siero russo nel suo portafoglio di vaccini contro il virus

Bruxelles – Il vaccino russo Sputnik V è efficace al 91,6 per cento contro il Coronavirus, secondo i risultati preliminari della sperimentazione condotta su quasi 20mila volontari pubblicati oggi sulla rivista scientifica internazionale The Lancet.

Efficace e sicuro per “tutte le fasce di età, anche superiore ai 60 anni”, hanno scritto i ricercatori che hanno condotto gli studi. Sputnik V è il nome commerciale di Gam-COVID-Vac ed è stato sviluppato e testato dagli scienziati del Centro russo di Epidemiologia e Microbiologia “Gamaleya” e la Russia ha iniziato la vaccinazione con questo siero a inizio novembre, travolta dai dubbi internazionali sulla sua efficacia e sulla veridicità dei dati presentati perché Mosca ha iniziato la inoculazione sulla popolazione quando erano in corso ancora gli studi sulla sua efficacia. I primi risultati sono arrivati a settembre, ma solo adesso il siero ha raggiunto la terza (e ultima) fase di sperimentazione clinica. Oltre che in Russia, è stato distribuito anche in Argentina, Venezuela, Emirati Arabi e Iran. Nel Continente europeo l’Ungheria è l’unico Paese ad aver rotto i ranghi e ad averlo autorizzato il mese scorso, dovrebbe ricevere un primo lotto di 40mila dosi questa settimana. 

Kirill Dmitriev, capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) e responsabile della commercializzazione del vaccino all’estero ha dichiarato oggi ai giornalisti che Mosca ha già condiviso i dati della sua sperimentazione di fase 3 con le autorità di regolamentazione di diversi paesi e ha avviato il processo per sottoporli all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per l’approvazione nell’Unione europea. Circa a metà gennaio erano in corso i colloqui preliminari per l’avvio dell’analisi scientifica dei dati sul vaccino che potrebbero essere analizzati nel mese di febbraio. Per ora non sono noti i tempi che potrebbe impiegare l’Agenzia europea per una eventuale approvazione ma soprattutto non è chiaro come intende muoversi Bruxelles, se compatta o di nuovo ognuno per sé.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha già aperto al vaccino russo in caso di via libera dell’Ema, ma il piano ufficiale della Commissione Europea è quello di fermarsi a un portafoglio di otto vaccini anti-Covid (AstraZeneca, Sanofi, Johnson e Johnson, Biontech, Curevac, Moderna, Novavax e Valneva) e lo Sputnik non sarebbe tra questi. Lo ha confermato ieri in audizione al Parlamento europeo la direttrice generale della Salute della Commissione Europea (DG SANTE), Sandra Gallina. Non è da escludere che i problemi con le consegne con AstraZeneca e le pressioni che arriveranno da Berlino potrebbero spingere la Commissione a muovere passi in questa direzione. Anche perché Sputnik risulta efficace meno di Biontech-Pfizer e Moderna (rispettivamente 95 e 94 per cento) ma più del siero AstraZeneca (70 per cento). Il vaccino è somministrato con due dosi a distanza di 21 giorni.

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