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Il governo Draghi prende il largo. Fiducia blindata anche a Montecitorio

Il governo Draghi prende il largo. Fiducia blindata anche a Montecitorio

Il premier dedica la replica a piccole imprese, legalità e lotta alla corruzione, riforma della giustizia e carceri. Diventa un caso la diaspora del Movimento 5 Stelle

Roma – Via libera anche dalla Camera dei Deputati, il governo Draghi è operativo. Anche a Montecitorio il premier fa il pieno di voti: 535, quelli a favore, 56 i no e 5 gli astenuti. Confermate le defezioni di un gruppo consistente del Movimento 5 Stelle dove si contano 16 voti contrari e 4 astensioni.

II presidente del Consiglio aveva consegnato già ieri le sue comunicazioni programmatiche e per tutta la giornata è rimasto seduto al suo posto ad ascoltare il dibattito fino al momento della replica. Tra i temi ripresi da Draghi, gli interventi per le piccole e medie imprese che i il governo s’ impegna a tutelare sul fronte della concorrenza sleale, la valorizzazione del made in Italy e proseguire con il programma di investimenti del piano 4.0.

Il premier poi è tornato sulla necessità di garantire legalità e sicurezza per gli interventi nel Mezzogiorno e l’impegno alla vigilanza per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata anche in riferimento al previsto arrivo delle risorse dell’Unione Europea. Fondamentale sarà in questo frangente l’attività di controllo dell’Autorità nazionale Anticorruzione.  Legalità e garanzie da assicurare con le riforme della giustizia per migliorarne l’efficienza in linea con le garanzie costituzionali del giusto processo e gli standard degli altri Paesi europei. Ritardi che l’Italia sconta anche sul sistema carcerario con i detenuti che a causa della pandemia sono ancora più esposti al rischio del contagio. Lo sport, tema trascurato “ma non perché poco importante” ha precisato Draghi che poi ha assicurato attenzione e sostegno non solo per l’impatto economico ma per l’importanza del valore sociale ed educativo.

Nessuna sorpresa dalle dichiarazioni di voto con tutti i partiti della nuova maggioranza che hanno confermato il loro sostegno e lealtà all’esecutivo. Fratelli d’Italia è l’eccezione con Giorgia Meloni che ha ribadito che “non voterà la fiducia ma appoggerà le scelte dell’esecutivo che riterrà giuste”. Nutrita però la lista degli interventi in dissenso formata in gran parte dalla pattuglia dei penta stellati che alla conta finale dei ‘no’, sono risultati in sedici. Divisioni anche dentro Sinistra Italiana: il segretario Nicola Fratoianni ha votato contro il governo mentre il resto del gruppo il gruppo di Liberi e Uguali si è espresso a favore.

Ora la prossima partita sarà la nomina dei sottosegretari, alcuni dei quali saranno di stretta competenza della presidenza del Consiglio. Tuttavia sarà necessario aspettare ancora alcuni giorni, probabilmente fino alla prossima settimana anche alla luce del confronto interno al Movimento 5 Stelle. Finora era stata preservata un’unità di facciata ma le espulsioni dei senatori annunciate da Vito Crimi hanno suscitato sconcerto e proteste e ora lo scontro tra le due anime si annuncia aspro con esiti non prevedibili.

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