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5G, in Europa servono più stimoli per gli investimenti nelle aziende digitali

5G, in Europa servono più stimoli per gli investimenti nelle aziende digitali

Uno studio della Banca Europea degli Investimenti e della Commissione UE evidenzia la necessità di un intervento più deciso a sostegno del capitale di rischio per sbloccare il potenziale delle nuove tecnologie. Va colmato un deficit di finanziamento con gli Stati Uniti tra i 4,6 e i 6,6 miliardi di euro all'anno

Bruxelles – L’appello arriva dalla Commissione Europea e dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI): in Europa c’è bisogno di un intervento più deciso per stimolare gli investimenti nelle aziende digitali, per sfruttare tutto il potenziale della tecnologia 5G. È quanto emerge dal nuovo studio Accelerating the 5G transition in Europe (nel programma InnovFin Advisory), che evidenzia la necessità per l’Unione Europea di aumentare in modo significativo gli interventi di sostegno ai progetti digitali incentrati sullo sviluppo delle nuove tecnologie.

Il rapporto evidenzia una differenza tra Unione Europea e Stati Uniti nel finanziamento del capitale di rischio per l’ecosistema dell’innovazione 5G stimabile tra i 4,6 a 6,6 miliardi di euro all’anno. Il deficit di finanziamento nei Ventisette aumenta il rischio di investimenti insufficienti in questa nuova tecnologia. BEI e Commissione Europea hanno riconosciuto che “nonostante ci sia una strategia comune per il Mercato unico, attraverso i bilanci nazionali e i programmi dell’UE”, in particolare Next Generation EU e InvestEU, “il capitale di rischio rimane necessario per colmare questa lacuna“.

Secondo la prima analisi completa della disponibilità dell’UE a finanziare la transizione tecnologica, industriale e innovativa attraverso la tecnologia 5G, per l’Europa il rischio è quello di “restare indietro nella corsa alla leadership di questa tecnologia, nell’incerto contesto di ripresa dalla pandemia COVID-19″ e nella “più ampia lotta per il controllo delle industrie del futuro“. Non solo. Lo studio rileva anche una mancanza di consapevolezza tra le piccole e medie imprese e le startup sulle possibilità di finanziamento disponibili per le iniziative 5G nell’Unione Europea.

“Dobbiamo sfruttare l’agilità e la creatività delle imprese più piccole, per assicurarci che l’Europa non perda le vaste possibilità e i nuovi percorsi di crescita che il 5G ha da offrire”, ha dichiarato la vicepresidente della BEI responsabile per l’Innovazione e l’economia digitale, Teresa Czerwińska. “In quanto istituzione finanziaria internazionale con il più ampio portafoglio per la digitalizzazione, dobbiamo lavorare a stretto contatto con tutte le parti interessate”, ha continuato la vicepresidente. L’obiettivo è quello di “fornire il capitale e la consulenza necessari per aiutare l’Unione a realizzare il pieno potenziale delle innovazioni 5G”.

A partire da questa analisi, la Commissione UE dovrà ora esaminare i risultati ottenuti e stabilire nuove raccomandazioni nella sua strategia di creazione di nuove opportunità per il capitale di rischio per le tecnologie 5G in Europa.