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    Home » Politica » Popolari europei verso nuove regole interne anti-Orbán, che torna a minacciare di uscire dal PPE

    Popolari europei verso nuove regole interne anti-Orbán, che torna a minacciare di uscire dal PPE

    "Se approvate lasciamo il gruppo", scrive il leader ungherese in una lettera al presidente Weber. Tutto si decide il 3 marzo, giorno del voto delle nuove regole dell'organismo parlamentare

    Gianluca Martucci</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@GianMartucci" target="_blank">@GianMartucci</a> di Gianluca Martucci @GianMartucci
    1 Marzo 2021
    in Politica
    Il capogruppo PPE al Parlamento europeo Manfred Weber (sinistra), con il primo ministro ungherese e leader di Fidesz, Viktor Orban (archivio)

    Il capogruppo PPE al Parlamento europeo Manfred Weber (sinistra), con il primo ministro ungherese e leader di Fidesz, Viktor Orban (archivio)

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    Bruxelles – Il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orbán ha minacciato di ritirare Fidesz, il suo partito di appartenenza, dal gruppo dei popolari (PPE) a cui è affiliato al Parlamento europeo qualora venissero approvate le nuove regole che permetterebbero a quest’ultimo di escludere intere delegazioni nazionali. L’ultimatum di Orbán è arrivato domenica scorsa (28 febbraio) con una lettera indirizzata al capo dei popolari europei Manfred Weber.

    Nella missiva, pubblicata su Twitter dalla ministra per la Famiglia del governo di Budapest e vicepresidente di Fidesz, si richiamano gli sforzi dell’ex presidente del Partito popolare europeo,  Wilfried Martens, per tenere insieme le diverse anime del PPE (dai cristiano-democratici ai conservatori del Nord fino ai partiti nazionalisti degli ex Paesi comunisti), e Orban si dice deluso per l’indifferenza con cui il gruppo europeo ha accolto la sua proposta di allargare ai colleghi dei conservatori (l’ECR, nato nel 2009 proprio in seguito a una scissione dal PPE).

    “Al contrario è stata messa sul tavolo in fretta e furia la revisione del regolamento interno per espellere dal gruppo i nostri eurodeputati eletti o, nel caso in cui non si raggiungesse la maggioranza richiesta, per arrivare frettolosamente a una loro sospensione legalmente discutibile”, scrive Orbán firmandosi in prima persona. “Il messaggio è chiaro e da prendere in debita nota. Se Fidesz non è benvenuto noi non ci sentiamo in dovere di restare nel gruppo“.

    Its unacceptable that while Europe is fighting to save lives & our main prior is to protect our citizens, some in the @EPP are busy trying to exclude Fidesz from @EPPGroup. They have no majority under current rules so they tailor made retroactive rules to expel us. Good-bye, RoL? pic.twitter.com/frsv1j0YSs

    — Katalin Novák (@KatalinNovak_HU) February 28, 2021

    Le nuove regole a cui il leader ungherese fa riferimento nella sua lettera sono state oggetto di un accordo tra i referenti delle delegazioni nazionali del PPE tenutasi a porte chiuse venerdì sera (26 febbraio) e secondo quanto confermato da fonti interne saranno messe al vaglio dell’intero gruppo mercoledì prossimo (3 marzo), che dovranno approvarle con una maggioranza qualificata di due terzi per renderle efficaci. Gli 11 rappresentanti di Fidesz non hanno alcuna voce in capitolo nel procedimento, in virtù di una decisione presa dallo stesso PPE nel marzo 2019 di sospendere i diritti della delegazione ungherese a seguito degli attacchi rivolti all’allora presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e alle preoccupazioni relative al rispetto dello Stato di diritto in Ungheria.

    I vertici dei popolari europei avevano deciso di dare un’accelerata alla modifica del regolamento interno dopo che a dicembre Tamás Deutsch, capo-delegazione del partito di Orbán al Parlamento europeo, aveva associato una dichiarazione di Manfred Weber a uno slogan della Gestapo, la polizia segreta nazista di Adolf Hitler. Il via libera alle nuove regole potrebbe essere l’ultimo passo per escludere una volta per tutte Fidesz dal PPE nel caso di un altro passo falso.

    Nel suo messaggio Orbán, che è anche il presidente di Fidesz, ha invitato il leader dei popolari europei “alla cooperazione, alla tolleranza e alla pazienza” in virtù della crisi della pandemia, si è detto contrario a provvedimenti retroattivi fondati su una definizione non condivisa dello stato di diritto e ha accusato le nuove regole di essere antidemocratiche perché non rispettose del mandato affidato dagli elettori agli eurodeputati ungheresi.

    “Ti informo, caro presidente”, conclude Orbán nella sua lettera, “che, qualora le regole avallate durante la riunione dei capi-delegazione del 26 febbraio saranno messe al voto e approvate, Fidesz lascerà il gruppo“. Nei confronti delle parole che fanno nuovamente calare il gelo tra il governo ungherese e il PPE, alcuni eurodeputati popolari hanno definito la ritorsione di Orbán un regalo piuttosto che una minaccia. Ma non sembra esserci un’unità di intenti all’interno del gruppo a causa dell’indulgenza di una parte del PPE (in particolare dei membri dell’Est Europa).

    Intanto il “bimbo vivace del PPE” ha comunicato in un video su Facebook di essersi vaccinato contro la COVID-19 mostrando la scatola del siero prodotto dalla farmaceutica cinese Sinopharm. Orbán aveva annunciato un mese fa la scelta di ricevere il vaccino di Pechino sostenendo che “i cinesi conoscono il virus meglio di tutti”.

    Tags: centrodestrafideszJean-Claude Junckermanfred weberparlamento europeoPartito popolare europeopopolari europeippeSinopharmTamás Deutschungheriaviktor orbanWilfried Martens

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