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    Home » Politica » Conferenza sul futuro dell’Europa, via libera dagli Stati alla dichiarazione congiunta

    Conferenza sul futuro dell’Europa, via libera dagli Stati alla dichiarazione congiunta

    Gli ambasciatori concordano sulla proposta di compromesso del Portogallo per far partire il forum di discussione e fornire "linee guida sul futuro dell'UE". Lo slancio di riforma del progetto europeo ne esce molto ridimensionato rispetto alle aspettative iniziali. Domani atteso l'ultimo via libera dal Parlamento europeo. Probabile la partenza il 9 maggio

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    3 Marzo 2021
    in Politica
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    Bruxelles – Luce verde dagli Stati membri alla dichiarazione congiunta di Consiglio, Commissione e Parlamento per far partire i lavori della Conferenza sul futuro dell’Europa, con un anno di ritardo sulla tabella di marcia. Dopo mesi di negoziati e scontri, gli ambasciatori dei Ventisette hanno dato via libera alla proposta di compromesso della presidenza portoghese e domani sarà il turno della Conferenza dei presidenti dei gruppi il Parlamento Europeo. Non si attendono sorprese: la mediazione del premier Antònio Costa è riuscita nell’intento di sbloccare l’impasse più ingombrante di tutte, quella sulla presidenza della Conferenza.

    La struttura della Conferenza

    Charles Michel, David Sassoli e Ursula von der Leyen

    Il Parlamento ha spinto per mesi per nominare l’eurodeputato liberale Guy Verhofstadt alla guida dei lavori, per dare il più possibile un’impronta federalista alla Conferenza che di fatto nasce con l’aspirazione di una riforma del progetto di integrazione europeo. Nulla da fare, gli Stati membri non ne hanno voluto sapere né dell’ex premier belga né tantomeno di mettere mano ai Trattati dell’Unione. L’ipotesi non è nemmeno menzionata nella dichiarazione congiunta. I lavori saranno presieduti da una co-presidenza del trio istituzionale: Parlamento, Consiglio e Commissione – quindi David Sassoli, Charles Michel e Ursula von der Leyen – i quali saranno affiancati da un Comitato esecutivo molto affollato con tre rappresentanti e “fino a quattro osservatori” per ciascuna delle tre istituzioni. Questo probabilmente per dare al Parlamento europeo la possibilità di vedere rappresentati tutti i gruppi politici dell’Emiciclo, che nelle scorse settimane spingevano su questo punto. Il Comitato esecutivo sarà inoltre affiancato da un Segretariato comune (di cui non si conoscono le dimensioni). Prevista infine la Conferenza Plenaria che si riunirà almeno ogni sei mesi e sarà composta da rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione europea e dei Parlamenti nazionali.

    Tempi e modalità

    La dichiarazione congiunta chiede ai partecipanti di “giungere a conclusioni” entro la primavera del 2022. Non ci sono invece indicazioni sulla data di partenza, ma secondo quanto riferito dalla presidenza di turno dovrebbe mantenersi la data simbolica del 9 maggio, la Festa dell’Europa. La Conferenza doveva prendere le mosse il 9 maggio del 2020 che è la Festa dell’Europa, e celebrava anche i settanta anni della Dichiarazione di Schuman, considerato il primo passo verso l’integrazione europea. Pandemia e scontri istituzionali hanno rallentato la corsa. Ad ogni modo i lavori erano stati originariamente pensati per durare due anni, ma la Francia e soprattutto Emmanuel Macron – da cui è partita l’idea dell’iniziativa – vogliono risultati durante la presidenza di turno di Parigi al Consiglio dell’UE, che coincide proprio con il primo semestre 2022, probabilmente in modo da sfruttarla nell’ottica di un rinnovo alle prossime elezioni presidenziali.

    Ci saranno dibattiti e conferenze organizzati in tutta l’Unione, attraverso una piattaforma digitale interattiva multilingue dietro proposta portoghese. Gli eventi – che secondo la dichiarazione congiunta saranno sia fisici che digitali – potranno essere organizzati su vari livelli, quindi locale, regionale, nazionale o europeo. Quanto ai temi, l’UE dovrà “rispondere alle preoccupazioni e alle ambizioni dei suoi cittadini”, concentrandosi dunque sulle transizioni gemelle verde e digitale, sulla risposta di fronte alle crisi (in particolare quelle sanitarie alla luce del COVID) e sul contratto sociale. Previsto un meccanismo di feedaback con cui le tre Istituzioni intendono dar seguito alle “raccomandazioni” che usciranno dalla Conferenza, se pure nel pieno rispetto dei poteri istituzionali e del principio di sussidiarietà sancito dai trattati. Questo significa un netto ridimensionamento dell’aspirazione a una riforma strutturata che in molti si auguravano includesse anche mettere mano ai Trattati dell’Unione, soprattutto in materia di sanità dove la pandemia ha evidenziato le carenze di un’Unione priva o quasi di competenza in materia. Troppo presto per discutere di questo, la possibilità di discutere di come ampliare le competenze dell’Ue è rimandato. Il risultato finale della Conferenza – si legge nella dichiarazione – sarà presentato in una relazione alla Presidenza comune.

    Tags: conferenza sul futuro dell'europaconsigliocoreperparlamento europeoportogallo

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