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PD, Zingaretti si dimette. Basta attacchi, ora tutti si prendano le responsabilità

PD, Zingaretti si dimette. Basta attacchi, ora tutti si prendano le responsabilità

La clamorosa decisione dopo le polemiche interne scatenate da parte della minoranza che contesta l'alleanza con il Movimento 5 stelle e spingeva per un congresso

Roma – “Basta con questo stillicidio, mi dimetto e ora tutti si assumano le proprie responsabilità”. Il segretario del PD Nicola Zingaretti con un post su Facebook annuncia l’intenzione di lasciare la direzione del Partito dopo le numerose polemiche seguite all’indomani della nascita del governo Draghi.

“Sono stato eletto proprio due anni fa. Abbiamo salvato il Pd e ora ce l’ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova” scrive il leader DEM, “ dovremmo discutere di come sostenere il governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere. Non è bastato ed anzi mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto”.

“Visto che il bersaglio sono io, – prosegue – per amore dell’Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità”.

Zingaretti annuncia che scriverà al presidente del Partito democratico Valentina Cuppi per formalizzare le dimissioni che saranno all’ ordine del giorno della prossima assemblea nazionale, “che farà le scelte più opportune e utili” .

Dopo l’annuncio inatteso, le reazioni sono tutte sconcertate, di “un fulmine a ciel sereno”, tuttavia l’area più critica, la corrente di “Base riformista” che fa capo al ministro Lorenzo Guerini e Luca Lotti, per ora resta in silenzio, così come quella degli ex renziani. “In un momento così grave e difficile il PD ha bisogno che Nicola rimanga alla guida del partito” dice Graziano Delrio. Per il capogruppo alla Camera, “il dibattito interno è fisiologico e non deve essere esasperato, ritroviamo insieme la strada”. Secondo Dario Franceschini “il gesto di Nicola Zingaretti impone a tutti di accantonare ogni conflittualità interna, ricomponendo una unità vera del partito attorno alla sua guida”.

L’assemblea nazionale è convocata per il prossimo 13 marzo,  e se le dimissioni venissero confermate dovrebbe eleggere un nuovo segretario. Ma sono diversi gli esponenti a chiedere e a prevedere, che il parlamentino Dem possa rieleggere Zingaretti che, forte di una rilegittimazione, possa continuare a dirigere il partito. Una soluzione suggerita da Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci e dall’ex ministro Francesco Boccia. “Ci ripensi – è l’invito anche dell’ex ministro Giuseppe Provenzano – e ci ripensino anche quelli che in queste ore hanno logorato il PD”.

Sulla stessa posizione il capodelegazione del partito al Parlamento europeo, Brando Benifei, che si è espresso in un Tweet: